lunedì 26 agosto 2013

Madu: il santuario della Madonna del Rosario nella giungla


Era il 1670. La persecuzione olandese contro la Chiesa cattolica raggiunse il villaggio di Mantai, vicino a Mannar. La chiesa era già circondata, quando alcuni cristiani riuscirono a fuggire con la piccola statua della Madonna. Una ventina di famiglie seguirono la statua fino a raggiungere un minuscolo villaggio perduto nella giungla, Madu, presto sparito, mentre la statua passava di villaggio in villaggio fino a quando, all’inizio del 1800 ritornò a Madu invaso dalla giungla.

Nel 1823 un signore della regione disboscò un terreno sul luogo dove era stata riposta la statua e vi costruì una cappellina di fango. Ogni anno, il 15 agosto, un prete veniva a celebrare la messa, fino a quando gli Oblati presero in mano la situazione. Nel 1872 il vescovo di Jaffna, mons. Bonjean, che era succeduto al vescovo Semeria, iniziò la costruzione del santuario.
I pellegrini di una volta (non molto diversi
da quelli di oggi)
Oggi la Madonna del Rosario di Madu è il primo santuario dell’isola, capace di attirare migliaia di pellegrini ogni anno. Gli Oblati l’hanno reso famoso, ma soprattutto la Madonna si è resa famosa con i suoi miracoli. I fedeli si portano con sé la terra del suolo, efficace contro i morsi dei serpenti velenosi. Innumerevoli i racconti al riguardo.
Ho letto il “racconto edificante” di un manovale divenuto cieco a causa della calce schizzata negli occhi. Si rivolge invano a tutte le divinità indù, fino a quando un giorno vede una signora che gli dice: Vai a Madu e fatti cristiano. Lui non sapeva né dove fosse Madu né cosa fossero i cristiani. La signora gli apparve una seconda volta ripetendo le stesse parole. La terza volta gli disse che se non fosse andato si sarebbe perduto per sempre. Andò finalmente a Madu, si mise la terra negli occhi, guarì immediatamente e si fece cristiano.
Anni dopo padre Collin che l’aveva battezzato a Madu, seppe che conviveva. Santiago – questo il nome di battesimo dell’indù convertito – rispose che la sua ragazza non voleva assolutamente lasciare l’induismo per sposarlo, allora aveva chiesto a un altro padre se quella donna poteva cuocere il suo riso e il padre gli aveva risposto che non c’era nessun problema; non sapeva, il povero nuovo arrivato, che “cuocere il riso” significava convivere. Allora niente convivenza? Niente convivenza, o diventerai cieco come prima. Santiago non lasciò la sua donna e divenne nuovamente cieco. Ed ecco la seconda conversione, la terra negli occhi, la vista riacquistata. 20 anni più tardi padre Collin incontra ancora Santiago. Ha lasciato la sua donna e non si è più risposato.
Racconti come questo scorrono a centinaia attorno a Madu.
Nelle feste della Madonna i pellegrini arrivato da tutto lo Sri Lanka e anche dall’India. Leggo le antiche statistiche che una volta i missionari redigevano accuratamente: nel 1880 i pellegrini furono 12.000, nel 1890 30.000, nel 1924, in occasione dell’incoronazione della Madonna, 150.000. I missionari, che arrivavano in gran numero e confessavano giorno e notte. Il 15 agosto di quest’anno i pellegrini erano 400.000.
Non avrei mai pensato di giungere fino in questo posto sperduto, nel bel mezzo della giungla.

1 commento:

  1. A Madu come nei santuari di Lourdes o a Fatima la Madonna è sempre colei che accoglie e guarisce .Sempre si va da lei per cercare aiuto e trovarlo ,nella foresta come nella cittadina dei Pirenei.Domenica primo settembre da Torino parte un treno per Lourdes e mi ricorderò della Madonna di Madu .Pierangela

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