Un ragazzo mi ha detto che non crede all’amore di Dio
perché suo padre ha abbandonato la famiglia per farsene un’altra. Ogni volta
che sente dire che Dio è Padre si ribella: “Se Dio è Padre non lo voglio!”. Ma
Dio è anche Madre, gli ho detto. Puoi pensarlo anche come un amico. In Gesù si
è mostrato fratello. Si è paragonato a un pastore che ha cura del suo gregge,
pronto a dare la vita per le sue pecore, a un contadino che cura viti e alberi…
“E se anche una madre abbandonasse suo figlio – ha detto Dio – io non ti
abbandonerà mai”. Quante cose ci ha insegnato Gesù sul Dio del cielo.
Giovanni all’inizio del suo Vangelo ha scritto che Dio ha
tanto amato il mondo da dare a noi il suo Figlio. Nel vangelo di oggi scrive,
al contrario, che il Padre ama talmente il Figlio che dà noi a lui: “Nessuno può
venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato”. Dio manda il Figlio da
noi e manda noi dal Figlio, in un gioco d’amore reciproco.
Strano, il Padre non attira a sé, ma orienta verso il
Figlio. Gesù ci parla del Padre, ci orienta a lui, e il Padre, di rimando, ci
orienta al Figlio. Sembra che Dio voglia formare una famiglia attorno al
fratello maggiore. Vuole che andiamo da lui insieme.
Gesù ci lega stretti a sé, si fa pane per nutrirci, ci
riunisce a tavola, ci fa scoprire fratelli e sorelle… Solo così può portarci
con sé verso il Padre e può farci scoprire e ritrovare il Padre.
Quel ragazzo ritroverà il padre – il Padre – passando
attraverso la nostra fraternità, quando avremo Gesù tra noi, quando saremo una cosa
sola con lui e tra noi. Ci troveremo insieme nel Padre senza neppure accorgercene.
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