martedì 30 novembre 2021

Tu lo sai che ti amo

 


Sono stato il primo, questa mattina presto, ad entrare nella basilica di san Pietro. Vuota, silenziosa, più maestosa di sempre. Come entrare in una dimensione fuori dal tempo. Per la prima volta ho visto la tomba di Leone XII, il papa che ha approvato la Regola degli Oblati e che sant’Eugenio venerava in modo tutto particolare: “Leone XII, sarai considerato sempre da noi un benefattore e il padre della nostra Società”.


Da Roma, il 25 marzo 1826, scriveva a tutti gli Oblati: “Il nostro santissimo Padre, il Papa Leone XII, gloriosamente regnante sulla cattedra di Pietro, il 21 marzo del corrente anno, ha voluto sancire con la sua approvazione apostolica, il nostro Istituto e le nostre Costituzioni e Regole. Ecco dunque il nostro piccolo gregge, al quale il padre di famiglia ha voluto spalancare le porte della S. Chiesa, innalzato all’ordine gerarchico, associato alle venerande Congregazioni che hanno inondato la Chiesa di tanti e sì grandi benefici e illuminato il mondo intero di vivo splendore; eccolo, appena nato, arricchito dei medesimi privilegi di quelle Società illustri sulle cui orme, con tutte le sue forze e con ogni mezzo a sua disposizione, vorrà certo incamminarsi costantemente”.

La tomba del Papa è un semplice tondo di marmo sul pavimento, davanti alla tomba di san Leone Magno, di cui si compiaceva di portare il nome.




Da Leone XII a Leone Magno e indietro fino a san Pietro! 

Tutta la comunità, assieme al nostro Superiore generale, abbiamo celebrato davanti alla tomba dell’Apostolo per affidarci alla sua intercessione e ripetere con lui: “Da chi andremo, Signore? Tu solo hai parole di vita eterna”; “Tu lo sai che ti amo…”.

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