giovedì 18 novembre 2021

Perché p. Santino non ha mai scritto un libro

 


È ormai un anno da quando p. Santino ci ha lasciato.

Quando ho riordinato la sua stanza ho trovato un numero inimmaginato di articoli, dispense, appunti… Ha scritto davvero tanto. Ma non ha lasciato nessun libro. Perché? Mi pare per tre motivi.

1. Quando trattava un qualsiasi argomento, la cosa più importante erano le premesse e si perdeva. Ogni tema andava infatti collocato e compreso in un orizzonte più vasto, andava inquadrato in una realtà più ampia, Occorreva un adeguato contesto culturale, storico, sociale… Santino: uomo di vedute grandissime.

2. Vi avviava a scrive il libro. Schemi elaboratissimi, stesure di capitoli e capitoli… Ma non andava mai bene, era sempre insoddisfatto, sempre alla ricerca di un oltre. Così il libro non arrivava. Tendeva sempre a un di più, a un al di là. La Verità rimaneva ineffabile. Santino: uomo di desideri insaziabili.

3. I suoi argomenti erano la formazione, la vita religiosa, la costruzione dell’uomo nuovo... Era un teorico, un intellettuale, ma le sue ricerche toccavano la persona concreta e le carte sfumavano per lasciar posto alle reali relazioni umane. Invece di scrivere libri preferiva scrivere persone. Santino: uomo di rapporti intensi.

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