venerdì 4 giugno 2021

Confine

Il confine divide, ponendo un limite che salvaguardia il proprio spazio vitale dall’invadenza dell’altro, permette di custodire la propria identità proteggendola dal diverso. Il confine garantisce la sicurezza personale e nazionale, ponendo una linea di demarcazione tra il “di qua” e il “di là”. A difesa dei confini si ergono muri tra Usa e Messico, tra le due Corre, in mezzo all’isola di Cipro, appena oltre lo stretto di Gibilterra, in Cisgiordania, tra Arabia Saudita e Yemen, Botswana e Zimbabwe… C’è comunque il rischio che il confine diventi un “confino”, una chiusura che alla fine mortifica e imprigiona.

Il confine unisce, come lascia intendere il prefisso “con”: lega chi sta di qua con chi sta di là, rendendoli “confinanti”. La linea che è frammezzo non è più di separazione ma di congiungimento. L’altro che sta davanti, sia esso una persona, un territorio, uno stato, è una promessa, apre al dialogo, al confronto, allo scambio.

“Creare ponti al posto di barriere”, continua a ripetere papa Francesco, e invoca “una cultura dell’incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo, e non accada più che persone innocenti siano perseguitate e perfino uccise a causa del loro credo e della loro religione. Dove c’è un muro, c’è chiusura di cuore. Servono ponti, non muri!” (9 novembre 2014, nel 25° della caduta del muro di Berlino). 

Il confine, il limes – non solo tra gli stati, ma anche sul pianerottolo di casa con la famiglia accanto – è il luogo della vicinanza, dell’appuntamento. È la soglia, fatta per essere varcata. È apertura a ciò che sta di fronte. È invito alla condivisione con il diverso che, perché tale, arricchisce e completa. Diamo spazio al desiderio di orizzonti “sconfinati” di pienezza e libertà.

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