martedì 18 agosto 2020

Sui luoghi di Francesco: Fonte Colombo e Greccio



Amava scendere nella fenditura della roccia perché quelle fenditure gli ricordavano le piaghe di Gesù. Si credeva che fossero state prodotte dal terremoto che scosse la terra al momento della morte di Gesù.

In quella fenditura della roccia scrisse la Regola. Troppo rigida a parere di tanti discepoli dotti del suo tempo. Era impossibile viverla alla lettera, “sine glossa”, come affermava san Francesco, ma essa doveva rimanere così, per avere davanti una meta da raggiungere.
Anch’io ieri sono sceso in quella fenditura, sotto l’antico conventino francescano, già appartenuto ai monaci benedettini come punto di appoggio nei loro viaggi.
Il santuario di Fonte Colombo possiede il carisma delle origini e parla ancora.

Così come parla la grotta di Greccio dove volle allestire il primo presepe, per rivivere il mistero della nascita di Gesù. Era un innamorato dell’umanità di Cristo, della sua povertà, della sua croce e dunque anche della sua nascita.
Sono passati ottocento anni e a Natale gli abitanti di Greccio vestono i costumi dei loro antenati e come al tempo di Francesco tornano alla grotta per celebrare ancora quell’evento così come il santo l’aveva immaginato.

Francesco sapeva scegliere i suoi posti, belli oggi come allora.



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