sabato 15 agosto 2020

I confini della fede


Era il 22 settembre 2008 quando giunsi  prima a Sidone e poi a Tiro, luoghi di grandi risonanze bibliche. I libanesi ci tengono a ricordare che quella è una terra biblica. Da lì sono partiti i cedri del Libano e i tecnici per la costruzione del tempio di Gerusalemme. Il profeta Isaia fu accolto in quella terra dalla vedova di Serepta. A Saïda, l’odierna Saïda, Gesù guarì la figlia della donna sirofenicia e sempre in Libano, a Cesarea di Filippo, identificata con l’odierna Marjaayoun, diede le chiavi a Pietro. La trasfigurazione sarebbe avvenuta sul monte Hermon. Tommaso predicò il Vangelo a Tiro. San Paolo passò una settimana a Tiro e andando verso Roma visitò i suoi amici a Sidone.

A Saïda fummo accolti nel Santuario di Maghdouché; il Santuario della Madonna di Mannara, ossia dell’attesa. Lì, secondo la tradizione, Maria attendeva l’arrivo di Gesù che andava a predicare a Saïda.

Ero in compagnia di un nutrito gruppo ecumenico di vescovi provenienti da tante parti del mondo. Ad accoglierci numerosi militari che presidiavano la chiesa e un festoso gruppo di bambini che ci regalò una simpatica coreografia. Che contrasto tra i soldati in assetti di guerra, armati fino ai denti, e i bambini armati di fiori…
Quando entrai nella grotta della Madonna dell’attesa non stetti a domandarmi se la tradizione fosse vera oppure no. Mi trovavo comunque in un luogo santo. Le chiesi di aiutarmi ad “attendere” sempre la venuta di Gesù, quella di ogni momento e quella dell’ultimo momento, così come lei lo attendeva.

Il Vangelo di oggi ci parla dello sconfinamento di Gesù dalla Terra Santa, verso una terra “pagana”. Ma dov’è il confine tra il santo e il profano? Quel che conta è la fede e Gesù nel territorio di Tiro e Sidone trova una donna con una fede grande.
Per Gesù non ci sono confini.


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