venerdì 29 marzo 2013

Venerdì Santo 1807 – Venerdì Santo 2013

Il Crocifisso della chiesa della Missione ad Aix
Venerdì santo 1807. La liturgia della croce quel giorno non fu soltanto una celebrazione suggestiva e commovente. Il mistero che in essa si celebra fu per sant’Eugenio di un’inaspettata attualità. Lentamente il legno della croce veniva scoperto dal velo che lo aveva tenuto nascosto per due settimane. Come un sole luminoso brilla il segno della salvezza, dell’amore sconfinato di Gesù Crocifisso morto perché dare a noi la vita. Eugenio, venticinquenne, ne rimase folgorato:
«Posso dimenticare le lacrime amare che la vista della Croce fece scendere dai miei occhi un Venerdì santo? Partivano dal cuore, niente poteva fermarle; erano troppo abbondanti perché mi fosse possibile nasconderle a quelli che come me assistevano a quella cerimonia toccante… Mai la mia anima fu così appagata, mai provò tanta gioia. Infatti, in mezzo a quel torrente di lacrime, malgrado il dolore, o piuttosto, in mezzo al dolore, l’anima si slanciò verso il suo fine ultimo, Dio, suo unico bene, di cui sentiva vivamente la perdita. Perché dire di più! Potrei mai esprimere ciò che provai? Il solo ricordo mi riempie di una dolce pienezza».
Quell’incontro segnò il momento culminante della conversione. Sentì lo sguardo di Gesù posarsi su di lui. L’amore col quale Dio da sempre l’aveva amato gli si manifestava qui e ora.
I suoi sogni di gloria e di prestigio, la carriera, il palazzo di famiglia, tutto d’improvviso perse valore. Rimaneva solo Cristo, confitto per sempre nel centro della vita, unica ragione, unico amore, fonte della vita cristiana, dell’offerta sacerdotale, della missione apostolica. Gesù Salvatore, nel suo mistero pasquale, diventò il motivo dominante di tutta la sua vita: amarlo e farlo amare.



La via Crucis passa davanti
alla chiesa della Missione
La via Crucis passa per le vie di Aix
Venerdì santo 2013. Qui ad Aix, ho la grazia di rivivere quel momento di luce nel luogo stesso e nello stesso momento in cui lo sperimentò sant’Eugenio.
La via crucis di questa mattina per le vie della città non mi è sembrata diversa da quella che doveva essere stata la via crucis di Gesù duemila anni fa. Come allora la croce, seguita da un piccolo gruppo di fedeli, è passata per le strade tra indifferenza, curiosità, qualche segno di devozione.
Questa mattina, come duemila anni fa passava Gesù, colui che ha attraversato la nostra storia per farsi carico dei peccati del mondo, crocifiggerli sul legno della croce, bruciarli con la sua morte e risurrezione.
Passava come passò nel 1807, quando il suo passaggio non fu vano, quando l’amore fu accolto e condiviso. Poter dire, con sant’Eugenio:
“Mio Dio… tu, tu solo ormai sarai l’unico oggetto a cui tenderà ogni mio affetto, ogni mia azione. Piacere a te, agire per la tua gloria sarà la mia occupazione quotidiana, l’occupazione di tutti gli istanti della mia vita. Io voglio vivere solo per te, voglio amare te solo e amare tutto il resto in te e per te”.

1 commento:

  1. Grazie Padre Fabio per le tue parole! Ogni tanto leggere Sant'Eugenio e leggere di Sant'Eugenio rispolvera il mio "charisma"!

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