venerdì 1 marzo 2013

I prodigi della missione e dei missionari


Il diario di sant’Eugenio de Mazenod, sospeso il 10 febbraio 1816, riprende in data 1° marzo 1816.

Grans, 1° marzo 1816
Da quando l’11 febbraio, domenica di Settuagesima, abbiamo iniziato la missione di Grans, non ho avuto più un attimo di respiro per poter scrivere una riga di diario: non abbiamo il tempo di mangiare e nemmeno di dormire. Sono riuscito a far partire una lettera soltanto, qualche giorno fa, il 24 febbraio, indirizzata a p. Tempier che è rimasto ad Aix. Tutti gli altri, Icard, Mie, Deblieu, Maunier, sono qui con me per la nostra prima esperienza missionaria.
Due anni fa lo zio Roze-Joannis, sindaco di questa borgata di 1500 abitanti ad una trentina di chilometri da Aix, mi aveva invitata a darvi una missione, ma allora ero solo e non mi pareva opportuno. Oggi eccomi qui, per grazia di Dio, a rispondere a quell’invito assieme alla mia piccola nuova comunità missionaria piena di zelo.
È assolutamente impossibile annotare i prodigi che Dio sta compiendo attraverso il nostro santo ministero. In questo paese la religione, senza la missione, era finita; ora trionfa, e se anche siamo sopraffatti dal lavoro, non me ne lamento, perché le nostre consolazioni sono senza misura, come le fatiche. Ci sarebbe lavoro per dodici e siamo soltanto in cinque. Tra noi missionari siamo quali dobbiamo essere cioè un cuore, un'anima, una mente: meraviglioso! (l.f.)

Nessun commento:

Posta un commento