sabato 11 dicembre 2021

Il segreto della gioia

 

La terza domenica di Avvento viene chiamata “Gaudete” dall’antifona dell’ingresso della Messa: “Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto: rallegratevi”. Parole della lettera di Paolo ai Filippesi che poi leggiamo durante la messa. Il tema della gioia nella lettera ai Filippesi è insistente, ritorna 5 volte come sostantivo (1, 4.25; 2, 2.29; 4, 1) e 7 volte come verbo (1, 18; 2, 17.18.28; 3, 1; 4, 4.10). Eppure a parlare è un uomo incarcerato e si rivolge a una comunità che presenta al suo interno delle crepe!

Il grande Romano Penna commenta: «la gioia è sottintesa come un fattore importante non soltanto per un individuale equilibrio interiore quanto soprattutto per l’armonia interna alla comunità nel suo insieme, quale motivo di superamento sia delle immancabili sofferenze sia delle più minute meschinità quotidiane, e quindi anche come salutare antidoto a eventuali dissapori vicendevoli».

Papa Francesco non è da meno di Paolo. Dà come titolo alla sua “prima” esortazione apostolica: Evangelii gaudium, ed esordisce con queste parole: «La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù». La gioia cristiana non è frutto di incoscienza o superficialità, ma dell’incontro con Gesù. Si può essere nella prova, nel dolore, nella disperazione… e proprio in queste situazioni Gesù si fa prossimo e salva. «Coloro che si lasciano salvare da Lui – continua il Papa nelle prime righe del suo scritto – sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia».

Un’altra esortazione apostolica di papa Francesca è intonata ancora alla gioia: Gaudete et exultate. Vi si legge: «Essere cristiani è “gioia nello Spirito Santo" (Rm 14,17), perché “all’amore di carità segue necessariamente la gioia. Poiché chi ama gode sempre dell’unione con l’amato […]. Per cui alla carità segue la gioia” (San Tommaso d’Aquino). (…) Se lasciamo che il Signore ci faccia uscire dal nostro guscio e ci cambi la vita, allora potremo realizzare ciò che chiedeva san Paolo: “Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti” (Fil 4,4)» (n. 122).

Lasciarsi amare e “uscire dal guscio” per amare: questa l’origine e la causa della gioia cristiana.

Nessun commento:

Posta un commento