Mi sono capitati tra mano due
libri su p. Giovanni Giuseppe Françon, una missionario oblato della seconda metà
del 1800. Sant’Eugenio lo stimava e sapeva il gran bene che faceva nella sua
predicazione nelle campagne, ma lo riteneva un po’ troppo rozzo e grossolano.
Eppure il suo primo biografo scrive di lui un elogio che mi pare straordinario:
«Padre Françon era prima di tutto
un missionario santo; uomo di preghiera e di orazione, viveva di Dio, in Dio,
per Dio. Non si mai allontanato dalla sua presenza». Ed ecco ciò che più mi ha colpito:
«Era penetrato fino al profondo dell'anima dalle verità che annunciava. Non
predicava le sue letture; i suoi discorsi non erano tanto frutto dei suoi studi,
quanto delle sue meditazioni quotidiane e dei suoi ritiri».
Diceva ciò che viveva! Ti pare
poco?
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