martedì 8 dicembre 2020

Un anno tutto per san Giuseppe


 

Questa mattina apro il libretto “Il Vangelo del giorno” e nella pagina dedicata ai "testimoni" trovo Tarcisio Stramare: il mio vecchio professore!!! È morto di Covid pochi mesi a Genova. Un uomo buono come il pane. Un innamorato di san Giuseppe, sul quale ha scritto e scritto… Poco dopo leggo la notizia che papa Francesco oggi ha firmato una lettera apostolica su san Giuseppe, definito “padre amato, padre nella tenerezza, nell’obbedienza e nell’accoglienza; padre dal coraggio creativo, lavoratore, sempre nell’ombra”. Ma allora è una felice congiura!

Non mi pare vero, nella festa dell’Immacolata, vedere insieme la Vergine con suo marito, dovevamo essere una coppia favolosa. La lettera del papa cita fra l’altro Giovanni Paolo II sul falso “sposo vecchio”: “La difficoltà di accostarsi al mistero sublime della loro comunione sponsale ha indotto alcuni, sin dal II secolo, ad attribuire a Giuseppe un’età avanzata e a considerarlo il custode, più che lo sposo di Maria. È il caso di supporre, invece, che egli non fosse allora un uomo anziano, ma che la sua perfezione interiore, frutto della grazia, lo portasse a vivere con affetto verginale la relazione sponsale con Maria”. Parole che avrebbero fatto gioire mia mamma che non si capacitava di vedere una giovane donna andare in sposa a un vecchio.

Guardo il quadretto appena all’entrata della mia stanza che ritrae Giuseppe con Gesù e ai suoi piedi il cuginetto Giovanni… “E così avrai un anno tutto dedicato a te: complimenti!”.

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