lunedì 14 dicembre 2020

Assumere il limite

 


Quest’anno le mie “Lectio brevis” hanno come oggetto la letteratura sulla spiritualità oblata. Tra i tanti autori la settimana scorsa ho presentato Alfred Yenveux (1843-1903). Per vent’anni è stato cappellano nel santuario di Montmartre a Parigi. Ha scritto un trattato sul Sacro Cuore in cinque libri, tradotto in diverse lingue, compreso l’italiano. Era chiamato “il santo di Montmartre”.

Ha pubblicato anche due volumi di commento alla Regola oblata. All’inizio delinea in poche pagine la spiritualità oblata. Mi colpisce quello che per lui è il primo carattere distintivo della nostra famiglia. Lo desume dalla qualifica di “parva Congregatio” (piccola Congregazione) che trova all’inizio della Regola. Parva non si riferisce all’esiguità del numero dei suoi membri o all’importanza delle sue opere, ma alla “loro umiltà, alla loro modestia e alla loro semplicità”, senza rivalità nei confronti degli altri ordini o congregazione, verso i quali occorre invece mantenere una grande stima.

“Parva” mi fa pensare anche a tutti i nostri limiti, alle fragilità che ci sono tra di noi. Chi è all’altezza della vocazione? Sapienza è accogliere le nostre debolezze, l’inadeguatezza, essere riconciliati con le nostre povertà. E come sarà il futuro? Avremo energie e capacità per affrontare le sempre nuove sfide? Fiducia e speranza è fidarsi di Dio che nella sua provvidenza vede e provvede anche ai fiorellini del campo.

Sì, “parva”, piccola congregazione, senza pretese: servi inutili che svolgono la missione che Dio ci ha affidato, con gioia e con le forze che abbiamo, fino all’ultimo, “usque ad internicionem”, come scriveva sant’Eugenio nella Regola.

E' un tema che mi è caro. Ne avevo scritto anche qualche anno fa...  https://fabiociardi.blogspot.com/search?q=parva+congregatio


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