mercoledì 4 novembre 2020

Un carisma è per tutta la Chiesa

 


La nuova norma legislativa emanata da papa Francesco con la Lettera apostolica del 1° novembre, Authenticom charismatis, vuole certamente mettere un freno al sorgere incontrollato di nuovi istituti di vita consacrata. Ne vediamo sorgere tantissimi, segno della vitalità della Chiesa. Tanti di loro purtroppo sono frutti prematuri, hanno vita molto breve e creano autentici problemi. Il rischio è anche quello di una "nociva frammentazione in gruppi troppo piccoli". D’ora in poi un vescovo, prima di dare la sua approvazione a una nuova fondazione, dovrà avere il consenso scritto da parte della Santa Sede. È una garanzia di serietà, per evitare che «sorgano imprudentemente istituti inutili o sprovvisti di sufficiente vigore».

La Lettera è tuttavia l’occasione per richiamare alcuni aspetti fondamentali della realtà carismatica della Chiesa e metterne in luce tutto il suo valore:

- l’integrazione armoniosa dei carismi nella vita del popolo di Dio;
- il doveroso discernimento da parte della Gerarchia della Chiesa, che ha il carisma di discernere i carismi;
- la loro destinazione universale, con la motivazione che “per sua natura, ogni Istituto di vita consacrata o Società di vita apostolica, ancorché sorto nel contesto di una Chiesa particolare, «in quanto dono alla Chiesa, non è una realtà isolata o marginale, ma appartiene intimamente ad essa, sta al cuore stesso della Chiesa come elemento decisivo della sua missione»”.

Cosa sarebbe la Chiesa senza i carismi?

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