mercoledì 18 dicembre 2019

Novena di Natale: u spavintatu du prisepiu


Ieri la novena di Natale ce l’ha fatta De Crescenzio. Oggi tocca allo scrittore Fortunato Pasqualino. Ieri siamo andati a Napoli, oggi in Sicilia:

Ricordo che da bambino in Sicilia tra i personaggi del presepio m’impressionava in particolare u spavintatu du prisepiu. Stava davanti alla grotta, alla destra di chi guardava. Pareva agitarsi tutto dalla gran meraviglia, occhi, bocca e braccia aperte, quasi a gridare per un prodigio che lui solo dava l’impressione di avere presente. Gli altri personaggi non ci badavano. In mezzo alle campagne di muschio, ai fiumi di carta argentata, alle rocce e alle casette di scorza di sughero, ciascuno andava per il proprio sentiero alla grotta coi doni tra le braccia, come se si recasse ad attingere acqua al pozzo, a vendere la roba al mercato, a consegnare lavori fatti. I pastori avevano l’indifferenza dei giorni in cui pascolano i greggi. Chi sonava la zampogna, la sonava allo stesso modo che il contadino arava, il muratore dava la calce a un muretto, un bevitore beveva, una donna cuciva. Tutti continuavano a essere intenti nelle loro faccende. Se nella grotta al posto di Ge fosse nato un altro o nessuno, non sarebbe cambiato nulla. Solo «u spavintatu» scoppiava di meraviglia, come se vedesse qualcosa che neppure gli angeli scorgevano.
Pur senza scomodare Platone e Aristotele, per i quali la meraviglia sarebbe principio di sapienza filosofica, debbo dire che non mi dispiaceva del tutto se, per una mia certa tendenza a meravigliarmi delle cose, qualche volta si diceva ch’ero «nu spavintatu di prisepio».

Chissà se riusciremo a meravigliarci anche noi di questo bambino che nasce… Che sorpresa bella!
Domenica scorsa alla galleria Alberto Sordi di Roma i e le Gen4 hanno offerto ai passanti delle statuette di Gesù Bambino. 
Chissà se riusciremo a meravigliarci anche noi di questo bambino che nasce… Che sorpresa bella!

Domenica scorsa alla galleria Alberto Sordi di Roma i e le Gen4 hanno offerto ai passanti delle statuette di Gesù Bambino. Tanti passanti hanno tirato dritto indifferente, come diceva Pasqualino Fortunato: “Tutti continuavano a essere intenti nelle loro faccende”.

Alcuni però si sono fermati, meravigliati da Gesù Bambino.
Una signora molto distinta ha confidato: ”Sono di Firenze, sono venuta a Roma per riposare e ritrovare il Natale. Ho visto luci, alberi ma non ho sentito il Natale. Finalmente oggi voi qui me l’avete fatto sentire! Domani, lunedì, è il mio compleanno: qual è il regalo più bello che ho ricevuto? Il regalo è questo, aver ritrovato il vero Natale!! Grazie bambini, davvero!”

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