martedì 3 dicembre 2019

Ma de Mazenod era davvero santo?


Il 3 dicembre di 24 anni fa Giovanni Paolo II proclamava Eugenio de Mazenod santo.
Tanti avevano i loro dubbi: un grande vescovo certamente, ma proprio santo…
Certo era un caratteraccio, anche se le sue sfuriate e i suoi “colpi di maestrale” passavano presto. Tante volte bastava che padre Tempier, il fedele compagno, gli dicesse: “E poi?”, perché tutto si calmasse.
Uno storico, L. Giraud, scrive in proposito: “Quando si accorgeva che il carattere impetuoso gli aveva fatto colmare la misura, o che, pur avendo ragione, lo aveva manifestato con rigore eccessivo, ritornava sui suoi passi con rettitudine disarmante. È stato visto più volte, dopo aver rimproverato pubblicamente un parroco, inginocchiarsi davanti a lui, chiedendogli di esser confessato, e ricevere così il perdono sacramentale dalla stessa persona che aveva umiliato”.

Ma c’è un episodio che mi pare particolarmente significativo.
Gli appunti del ritiro per la preparazione della presa di possesso del seggio episcopale di Marsiglia, sono bellissimi e concreti. Sono rimasti dei semplici propositi?
Un giorno padre Mouchette (siamo ormai alla fine della vita di sant'Eugenio) lo stava aiutando nella casa di campagna a sistemare delle vecchie carte. Il padre racconta: «Trovammo le risoluzioni che aveva preso durante il ritiro in preparazione alla consacrazione; mi disse di leggergliele. Ad ogni punto mi interrompeva con straordinario candore per dirmi: “Questo l’ho messo in pratica; per quest’altro ho dovuto attendere venticinque anni per metterlo in pratica, ma alla fine ci sono arrivato! Vedi bene, aggiunse, che nei ritiri è lo Spirito Santo che inspira i propositi ed è ancora lui che porta a compimento i disegni che ha dettato. Chi avrebbe detto allora che mi ci sarebbero voluti venticinque anni per attuare questa o quest’altra risoluzione? Tuttavia venticinque anni non sono troppi”».

È vero, il vescovo de Mazenod non era un santo… lo è diventato!

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