giovedì 31 gennaio 2019

A Loreto in buona compagnia



Sono circa 200 i santi e i beati che mi hanno preceduto nel pellegrinaggio a Loreto. Tra i più celebri Ignazio di Loyola, Francesco Saverio, Roberto Bellarmino, Luigi Gonzaga, Francesco di Sales, Lorenzo da Brindisi, Camillo de Lellis, Giuseppe Calasanzio, Louis-Marie Grignion de Montfort, Paolo della Croce, Alfonso Maria de Liguori, Sophie Barrat, Giovanni Bosco, Teresa di Gesù Bambino. Nel novembre del 1939 Chiara Lubich ricevette nella Santa Casa l'ispirazione soprannaturale di fondare i Focolari.

Tra i tanti santi è venuto in pellegrinaggio c’è anche sant’Eugenio. Il 7 maggio 1826 scrive da Loreto a p. Tempier:

Dalla Madonna di Loreto, 7 maggio 1826
Sono a 172 miglia da Roma, da dove son partito il giorno dell'Ascensione [4 maggio], all'una del pomeriggio, col calessino del servizio postale. Il viaggio è stato ottimo e rapido perché sono arrivato ieri [6 maggio] alle undici del mattino. Ci eravamo fermati a Macerata abbastanza a lungo perché potessi celebrare presso i Signori della Missione (…).
Stamane ho avuto la consolazione di offrire il santo sacrificio nella casa a noi così cara dove il Figlio di Dio s'è incarnato; non è un palazzo, ma in compenso ispira sentimenti che non si sperimenterebbero nei palazzi dei grandi della terra.
Quando si dice messa in questo luogo santo si vede arrivare con gioia il momento in cui Gesù ricompare nella dimora in cui è vissuto durante il suo passaggio quaggiù. (…) Domani spero ancora di celebrare nella Santa Casa (…).
La pietà dei fedeli, che vanno e vengono dalla cappella e non ne escono senza aver baciato le mura ripetutamente con una dimostrazione di affetto commoventissima, ispira un non so che di tenero e invita a immedesimarsi dei loro sentimenti.
La Santa Casa sta al centro della chiesa. Nella sua parte interna è tale e quale vi fu portata dagli angeli; si vedono i muri di mattoni lungo tre lati della casa; il fondo dietro l'altare dove è stato ricavato un piccolo santuario è interamente ricoperto di lamine una volta d'argento; oggi purtroppo credo che siano di latta molto lucida. Lì si trova il camino dove la madre di Dio preparava poveramente il solito pasto della Sacra Famiglia. La santa casa è racchiusa come in una fodera di marmo, perché la parte esterna visibile dalla chiesa è interamente ricoperta di marmi e di statue di profeti e sibille, oltre che da bassorilievi raffiguranti diversi episodi della vita della Madonna, come la Presentazione al tempio, ecc. (…)
Partirò martedì, spero di festeggiare le solennità di Pentecoste a Milano. Addio.

Dopo di lui sono venuti tanti Oblati, compreso p. Gaetano Liuzzo, come appare, fra l’altro, da quanto racconta p. Enzo Abbatinali ricordando la sua visita al seminario di Brescia nel 1955: «Me lo rivedo ancora oggi, quando è venuto espressamente a Brescia, in seminario, per incontrare me ed Albini, candidati per quell’anno 1955. Quella barba fluente, quel naso aquilino, quegli occhi penetranti, quella fronte spaziosa, tutto rivelava di un cuore abitato da Qualcuno, e quella motoretta come mezzo di trasporto; il suo essere missionario, senza famiglia, senza casa, mobile e disponibile a tutto. Ci disse: “Chiedo di accettarvi per l’Assunta a Ripalimosani, e durante il viaggio in treno, faccio una visita a Loreto per affidarvi a Maria”».
Padre Liuzzo che viene a Loreto a pregare per i suoi giovani! 
Oggi me lo immagino ancora qui a pregare per le sue COMI, che ho la gioia di accompagnare in pellegrinaggio al santuario.


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