domenica 12 luglio 2020

Ma questo Dio dov’è?


Ho cominciato da circa un anno a seguire il suo Blog ed è un tocca-sana per la mia anima. Sono in una crisi esistenziale e di fede. “Partecipo” ai riti liturgici, “dico” alcune preghiere devozionali, leggo la Parola, ma questo Dio dov’è? Ho perso proprio di vista il Signore Gesù, non so vivere una vita di fede. Nell'involucro sono una cattolica ma nella sostanza sono una smarrita di cuore. Mi può dare un suggerimento?  Nelle comunità cristiane che ho approcciato vivo un grande vuoto, non trovo Colui che sto cercando. Sono anche ministro della comunione ma in questa mia grande (nascosta) crisi interiore mi sto appoggiando alla fede della Chiesa per stare vicino ai sofferenti e al Cristo eucaristico. Non so più scegliere il Signore.  Non so dove cercarlo! Se mi può dare un suggerimento e le chiedo di pregare per me. Grazie per l’ascolto e la preghiera.

Quando mi arriva qualche lettera del genere la metto da parte per poter rispondere con calma. Oggi ritrovo questa che purtroppo, involontariamente, ho lasciato lì per più di un anno.
Cosa rispondere a questo grido di dolore? Ci vorrebbe la sapienza del cuore.
Soprattutto ci vorrebbero comunità cristiane vere, dove poter vivere e condividere. Nella lenta lettura degli Atti degli Apostoli che sto facendo in questo periodo, mi ha colpito, tra l’altro, che gli Apostoli, a Gerusalemme, “ogni giorno, nel tempio e di casa in casa, non cessavano di insegnare e di portare il lieto annunzio che Gesù è il Cristo” (5, 42). Andavano nel tempio, ma anche nelle case. E quando Pietro è liberato dal carcere andò dritto a casa di Giovanna, dove trovò le donne che erano riunite in preghiera (12, 12).
Ci riuniamo in chiesa, nella sala parrocchiale… ma in casa? Tra amici?
Penso che dovremo tornare all’esperienza delle prime comunità cristiane di Antiochia, Corinto, Roma… Altrimenti il cristianesimo non ha futuro.

“Ma questo Dio dov’è?”. Dovremmo imparare a incontrarlo e a riconoscerlo tra di noi. Ricordiamo quanto scriveva Giovanni Crisostomo: «Grande è la forza proveniente dall’essere riuniti... perché, stando riuniti insieme, cresce la carità: e, se cresce la carità, necessariamente cresce [fra noi] la realtà di Dio» (La felice traduzione della parola “realtà di Dio” è di Marisa Cerini).
Dovremmo sempre ricominciare da qui: quando l’unità tra noi è vera cresce la carità e cresce la realtà di Dio. Si adempie la promessa di Gesù, di essere presente tra quinti sono uniti nel suo nome (Mt 18, 20; 28, 20), e se c’è lui illumina, dà coraggio, infonde speranza, forza.

Tante volte ho citato le accorate parole rivolte da Angela Merici alle ragazze che la seguivano. Pur restando ognuna a casa sua le voleva particolarmente legate da di loro perché sapeva che soltanto così si sarebbero difese dal male e sarebbero cresciute nell’esperienza di Dio: «Siate legate col legame della carità l’una e l’altra, apprezzandovi, aiutandovi, sopportandovi in Gesù Cristo. Poiché, se vi sforzerete di essere così, senza dubbio il Signore Dio sarà in mezzo a voi. Mirate dunque quanto importa questa unione e concordia. Desideratela, cercatela, abbracciatela, tenetela con tutte le vostre forze: ché io vi dico che, stando voi tutte insieme così unite di cuore, sarete come una fortissima rocca o torre inespugnabile contro tutte le avversità, persecuzioni, inganni diabolici. Ed ancora vi dichiaro che ogni grazia che domanderete a Dio vi sarà concessa infallibilmente».
È una grazia trovare persone con cui condividere la nostra fede, le gioie, le difficoltà, i sogni. Ma se non è così a cosa si riduce la comunità cristiana? A “partecipare ai riti liturgici, a dire alcune preghiere devozionali, a leggere la Parola”, come scrive chi mi ha interpellato. È da questo che si riconoscono i cristiani? O dall’avere amore gli uni per gli altri?
Dovremo fare di tutto per creare questi luoghi che visibilizzano la Chiesa e cercare compagni di viaggio.

“Ma questo Dio dov’è?”. Chi non si è posto la domanda?
A me impressiona il fatto che la stessa domanda se la pone Dio agli inizi della creazione: “Dove sei?”: quest’uomo, Adamo, questa donna, Eva, dove sono, e con loro tutta la discendenza, dove si sono nascosti?
Noi siamo alla ricerca di lui così come lui è alla ricerca di noi.
Sono queste due domande che mi hanno portato a scrivere, alcuni anni fa, il libro: Dove sei? I luoghi di Dio.
È la storia della lunga, sofferta, appassionata ricerca l’uno dell’altro e la scoperta dei luoghi nei quali l’incontro e la scoperta reciproca possono avvenire: Nel silenzio della preghiera, nella persona accanto, in chi ha più bisogno, nell’Eucaristia, in ogni dolore… e soprattutto in mezzo a noi, nella comunità viva, piccola, familiare, dei cristiani.
Chissà che qualcuno dei miei lettori potrà aiutarmi a rispondere a chi con sofferenza mi chiede: “Ma questo Dio dov’è?”.


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