lunedì 13 luglio 2020

Ascolta, figlio...



La tomba di Benedetto e Scolastica
Tutta la Regola è posta all’insegna dell’ascolto: «Ascolta, figlio…» (Prologo 1). L’invito orienta primariamente verso l’abate, ma egli è solo l’intermediario di un ascolto più profondo: quello della Parola di Dio, del Signore che parla: «Ascoltiamo la voce di Dio che ogni giorno si rivolge a noi…» (Prologo 9). «Che cosa vi può essere di più dolce per noi, fratelli carissimi, di questa voce del Signore che ci chiama?» (Prologo 19).


Si tratta di diventare discepoli della parola, ascoltandola (Il silenzio è la condizione per l’ascolto…), accogliendola, mettendola in pratica. «Il Signore aspetta che noi ogni giorno rispondiamo con i fatti ai suoi santi ammonimenti» (Prologo 35). Benedetto invita a non scostarsi mai dal magistero di Dio, ma piuttosto di perseverare nel suo insegnamento (cf Prologo 50).
Cristo diventa così il centro del progetto monastico. Il monaco non deve avere «assolutamente nulla più caro di Cristo» (5, 2). La Regola si chiude con l’ammonimento: «I monaci… nulla assolutamente antepongano al Cristo» (72, 11).
Il monaco è colui che accoglie incondizionatamente l’invito del Signore ed è pronto a seguirlo. Di qui l’idea di un cammino da intraprendere senza indugi e senza mezzi termini, con grande serietà e radicalità. L’intera vita monastica è sotto l’immagine del viaggio: «Procediamo sulle sue vie, sotto la guida del Vangelo» (Prologo 21).


Il monastero benedettino diventa un’esigente scuola per porsi al servizio di Dio, un luogo di formazione al cammino verso Dio. Uno dei tratti caratteristici per il discernimento della vocazione del monaco è «se egli cerca veramente Dio» (58, 7). Ha come obiettivo quello di condurre ognuno verso la vita eterna: è il grande tema del ritorno dell’umanità a Dio.

È iniziata così la mia “lezione” a quanti ho accompagnato nella visita a Montecassino.
Quanta storia di santità e di tragedie umane è racchiusa in quelle mura. Una storia sempre da rammentare per acquistare la sapienza del cuore.
Nella speranza che quel luogo torni ad essere animato dal carisma e riprenda ad ispirare.

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