mercoledì 5 giugno 2019

Un’India plurale


  
È la prima volta che l’AOIHL si incontra in India perché da poco è stato fondato l’Istituto di filosofia in Perambakkam. Gli Oblati sono in India da 50 anni e ormai sono più di 123.  Fino ad adesso i giovani Oblati hanno studiato qui e là, ma ormai è venuto il tempo per un proprio Istituto di filosofia, affiliato a due università locali, una ecclesiastica e una civile. Gli attuali 25 studenti provengono da 7 stati dell’India, da aree rurali e tribali, ognuno con altrettante lingue e nove dialetti, con una cultura e una formazione povera e molto elementare. Si fa presto a dire India, ma sono tante indie, con tanti mondi diversi. Il nostro istituto di filosofia è un luogo davvero interculturale, ed è difficile entrare in questi mondi e arrivare a fare in modo che ognuno si esprima con i propri valori.
Henry Emmanuel, responsabile insieme a Rayappan, ho esposto benissimo la situazione. Più che un istituto di filosofia mi sembra un luogo di formazione integrale.


Passiamo in Congo, con l’Istituto di Kinshasa, ora promosso a università, con quattro facoltà. Sono già stati stabiliti contatti di reciproco riconoscimento con le altre università del Congo e quelle dei Paesi africani legati al Congo.

Frank Santucci aggiorna sulla Cattedra di studi oblati in San Antonio, Texas.
Il mio compito è ricordate che le nostre università e gli istituti sono oblati, ossia espressione della nostra vocazione missionaria, ispirati ai nostri valori, e anche a servizio della Congregazione per quanti riguarda gli studi sulla nostra storia e la nostra missione oggi.

Importanti, come sempre, i colloqui a tu per tu che aiutano alla valutazione e agli scambi tra le nostre istituzioni.
Un’altra bella giornata di intenso lavoro creativo.

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