sabato 27 aprile 2019

Questo Dio dov’è? Non so dove cercarlo.


Ho cominciato da circa un anno a seguire il suo Blog ed è un tocca-sana per la mia anima.
Oggi dentro di me sono in una crisi esistenziale e di fede.
Partecipo ai riti liturgici, dico alcune preghiere devozionali, leggo la Parola, ma questo Dio dov’è? Ho perso proprio di vista il Signore Gesù, non so vivere una vita di fede.
Nell’involucro sono una cattolica ma nella sostanza sono una smarrita di cuore.
Nelle comunità cristiane che ho approcciato vivo un grande vuoto, non trovo Colui che sto cercando. Non so più scegliere il Signore. Non so dove cercarlo!

Così mi scrive una lettrice.
È un grido che mi giunge in contemporanea con un altro grido che si leva dal Vangelo della seconda domenica dopo Pasqua: “Se non vedo non credo…”. 
Tommaso non crede agli altri apostoli che gli dicono: «Abbiamo visto il Signore!» (Gv 29, 24). Non basta la testimonianza di chi l’ha visto per giungere alla fede. Gli apostoli stessi non avevano creduto a Maria di Magdala che gridava: «Ho visto il Signore!» (Gv 20, 18). Secondo Marco i discepoli non credono neppure ai due di Emmaus (16, 12)
Non si può fare esperienza del Signore Risorto per interposta persona. La testimonianza altrui può portare alla soglia delle fede, occorre poi l’adesione personale, lo slancio dell’amore che accoglie e si lascia penetrare dalla Verità.
Occorre sempre un’esperienza diretta, personale, di Gesù. Soltanto da questa scaturisce la fede, il riconoscimento, la proclamazione: «Mio Signore, mio Dio» (Gv 20, 28).

“Questo Dio dov’è?” mi chiede la lettrice, “Non so dove cercarlo”.
Cosa posso rispondere, io? Neppure gli apostoli sapevano cosa rispondere alle domande di Tommaso.
Occorse attendere una settimana, finché la risposta venne dal Signore stesso, l’unico che poteva rispondere.
Fu certamente una settimana lunga, nella quale Tommaso continuava a ripetere: “Dov’è questo Dio di cui mi parlare? Non so dove cercarlo”.
Fu una settimana lunga anche per gli apostoli impotenti a rispondere, come lo sono io.

Ma dopo una settimana, quando Gesù venne di nuovo in mezzo ai discepoli, «c’era con loro anche Tommaso».
Non l’avevano cacciato via perché incredulo.
Non se n’era andato perché non sapevano cosa rispondere.
Erano ancora insieme.
Forse il segreto sta proprio qui, nel rimanere insieme, anche nell’incomprensione. Rimanere insieme perché, se è vero che Gesù si rivolge ad ognuno personalmente e ognuno personalmente è chiamato alla sua scelta, è anche vero che egli “viene e sta in mezzo” e da lì rispondere.
Così come aveva fatto con i due di Emmaus, così come farà sul lago con i sette discepoli…
“Questo Dio dov’è?”. È in mezzo a quanti sono uniti nel suo nome.
Anche se “nelle comunità cristiane che ho approcciato vivo un grande vuoto e non trovo Colui che sto cercando”?
Hai ragione: che tristezza le nostre comunità vuote…
Mi accorgo che neanche questa è la risposta risolutiva…

“Questo Dio dov’è?”.
Ripenso ad un’altra persona che, come Tommaso, ha gridato questo domanda, Maria di Magdala: “Dov’è il mio Signore? Dove l’hanno portato?”.
Come Tommaso neppure lei si rassegna a questa perdita e continua a cercare…
Cara lettrice, non so come risponderò alla tua lettera. Forse qualche lettore, più illuminato di me, ci aiuterà in questa ricerca.
Intanto continuiamo a cercare insieme…


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