martedì 30 aprile 2019

Il mese di Maria



1° maggio. Caro san Giuseppe, stavi così comodo nella tua festa del 19 marzo. È vero che piano piano l’hanno soppiantata con la festa del papà, ma la cosa non ti è dispiaciuta più di tanto, anzi, non ti pare vero di essere riconosciuto come un vero padre, e che padre! e di che figlio!
Poi Pio XII ha pensato di arginare l’onda comunista dei lavoratori mettendoti tra di loro, come loro patrono: san Giuseppe lavoratore. Anche questo non ti è dispiaciuto, anzi, hai sempre lavorato con passione. Solo che è una festa un po’ declassata, “memoria facoltativo”, ossia ti si può ricordare o farne a meno. Non è che riesci proprio a galvanizzare il primo maggio… Pazienza.
In compenso metti in primo piano la tua sposa: maggio, mese di Maria… questo funziona ancora.
Il mese di Maria. Un po’ in calo, ma non perde mai il suo fascino.
Soprattutto per chi, come gli Oblati, Maria ce l’ha nel sangue… volevo dire nel nome, ma è poi la stessa cosa.

Rleggo l’esortazione che veniva rivolta ai novizi degli Oblati già nel 1853. O meglio, in quell’anno venne stampato il Direttorio dei Novizi, che contiene l’esortazione, che quindi essa è di molto prima. Siamo negli anni della maturità di sant’Eugenio, quando vegliava con amore sulla formazione dei suoi giovani. L’anno successivo alla stampa Pio IX, con accanto sant’Eugenio, avrebbe proclamato il dogma dell’Immacolata.
Vale la pena rileggere quella pagina:

«È possibile amare veramente Gesù senza amare la sua divina Madre? […], che imbarazzo per noi, suoi figli, suoi Oblati, se non l’amassimo di un amore infuocato, se non avessimo per lei una dedizione senza limiti! È nostra madre. Ha diritto da parte nostra ad uno scambio di tenerezza filiale. Tutti noi le dobbiamo la vocazione alla Congregazione e ci aspettiamo altre grazie abbondanti per il futuro. […] Ella sarà rifugio […], forza nella debolezza, avvocata presso Dio […], consolazione nell’angoscia della prova […], cammino più breve e più sicuro verso l’amore di Gesù. La devozione a Maria e soprattutto a Maria Immacolata è anche il mezzo più potente per ottenere la conversione dei peccatori […]. Faremo di tutto per esprimerle il nostro amore, o con esercizi di devozione o con lo zelo nell’imitazione delle sue virtù. Cercheremo di esserle graditi in tutto. Quando si ama, si trovano mille modi per testimoniare la tenerezza. […]
Non si tratta affatto di una devozione ordinaria, come la professano tutti i cristiani, non si tratta soltanto della devozione più speciale, di cui l’onorano quegli ecclesiastici più fedeli alla santità; la devozione che dobbiamo avere per la divina Maria è singolarissima e in nessun altro posto si dovrà trovarne un grado così alto come da noi. Noi non siamo semplicemente i figli di Maria come lo sono i cristiani e, in particolare, i ministri della Chiesa: siamo suoi figli in modo ancor più speciale; è Gesù Cristo che ci ha dato sua Madre per mezzo del suo Vicario in terra; portiamo il suo nome e abbiamo lasciato tutto per appartenerle, per avere la felicità di dirci figli suoi. Che grazia, che favore! […] essere i figli di Maria, appartenere alla sua famiglia amata, camminare sotto le sue insegne e a quale titolo! Il più glorioso, quello della sua Immacolata Concezione. Comprenderemo mai abbastanza la grazia che di ci ha fatta dandoci tale vocazione?».


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