domenica 10 luglio 2022

Non ci porteremo dietro niente


Marco Datini, il pratese più noto, imprenditore e mercante di fine 1300, con fondaci in tutta Europa e in Medio Oriente. La sua statua campeggia in piazza del comune e il suo monumento funebre in San Francesco. La sua memoria è vivissima, grazie anche ai lasciti per i poveri che rendono ancora oggi, e alle carte che costituiscono un preziosissimo archivio storico.

E sua moglie? Mentre lui viaggiava per tutta Europa Margherita restava a casa a garantire la conduzione dell’azienda. Nella sua grande stanza del palazzo, ho riletto una lettera scritta al marito lontano, che dice come fosse davvero una grande donna:

“Se avessi detto cosa che vi è dispiaciuta, vi prego di perdonarmi: il grande amore me lo fa dire. Queste sono cose dure da sopportare e per questo vivo con malinconia, perché non ti sento tranquillo come io vorrei. Io mi sono accorta che tu mi prendi in giro in ogni lettera, ma mi piace. Delle tue malinconie sento il peso e mi rincresce: non mi ci posso abituare. Se noi pensassimo alla morte, a quanto poco ci s’ha da stare a questo mondo, non ci daremmo tante pene quante ce ne diamo. Io avrei voglia di sapere se tu dormi solo o no; se non dormi solo, avrei caro di saper chi dorme con te. Del sorvegliare bene e serrare bene l’uscio non devi avere pensiero: lo farò e così andrà bene. Godete e passate bene il tempo sia per l’anima sia per il corpo, perché non ci porteremo dietro niente. Il bene e il male che noi abbiamo in questo mondo ce lo facciamo noi stessi”.





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