martedì 13 dicembre 2016

Laos, il senso della beatificazione: Jean Wauthier


 
La Chiesa del Laos riconosce nei Martiri beatificati domenica 11 novembre i suoi padri fondatori. I cristiani del Paese a tutt’oggi sono una piccolissima minoranza, marginalizzata dalla vita del Paese, con quattro vicari apostolici e 14 sacerdoti e 88 religiose.
Proprio per questo, sapere che la Chiesa riconosce 17 di loro come beati e santi, dà una grande fiducia e speranza ai cristiani del Laos. Non solo a loro, ma anche alla numerosa diaspora di cristiani di quel Paese che oggi sono sparsi in varie parti del mondo.
La beatificazione di sei Oblati dà anche una particolare gioia alla loro famiglia religiosa, i Missionari Oblati di Maria Immacolata, che li vede aggiungersi agli altri 24 beati dell’Istituto e al loro santo fondatore, Eugenio de Mazenod.


Beato Jean Wauthier

Nato nel nord della Francia, entrò nel noviziato di Pontmain nel 1944. Avendo un fisico robusto, rettitudine morale a tutta prova, non c’è da meravigliarsi che nel servizio militare scelse il corpo dei paracadutisti. Tornato allo scolasticato di Solignac, chiese di andare in missione ed ebbe la gioia di essere inviato al Laos, dove giunse nel 1952. Verrà immediatamente assegnato alla missione tra i K’hmuh, rimanendovi fino alla morte, soprattutto con i Rifugiati. Fu proprio la sua presa di difesa nei confronti di questa minoranza, i K’hmuh, la causa della sua uccisione.
Nella settimana prima di Natale del 1967, p. Jean aveva voluto visitare un piccolo gruppo di K’hmuh rimasto vicino a Ban Na. Mentre tornava a Hin Tang, cadde in un’imboscata dei Lao-Viet, la sera di sabato 16 dicembre. Due colpi al petto e Padre Jean crollò. Si scrisse allora: “Le capacità organizzative e l’ingegno profusi nel conservare e distribuire gli aiuti umanitari, davano fastidio a qualcuno; gli aiuti, paracadutati dal cielo, certamente stuzzicavano appetiti e eccitavano passioni. È certo che è stato ucciso a causa e nell’adempimento del ministero apostolico”. Il giorno dopo, uno dei catechisti ha scritto ai suoi genitori: “Padre Jean è morto perché ci amava e non ha voluto abbandonarci.”

Il 20 dicembre 1951 p. Jean aveva scritto al superiore generale:
Ho sempre aspirato alla vita missionaria, fin dall’infanzia. Perciò sono entrato nella Congregazione. Ho vissuto gli anni di scolasticato per raggiungere l’obiettivo. Tra le tante missioni Oblate che ho potuto ammirare, fin dal noviziato, mi sentivo attirato dal desiderio di portare il Vangelo nel Laos. Perciò non ho mai cambiato idea.
Pertanto, mio Reverendissimo Padre, le chiedo di inviarmi in Laos. [...] Credo di avere le necessarie capacità fisiche. Pur sopportando bene il freddo, ho constatato durante il servizio militare nel sud del Marocco che il caldo non mi causava alcun problema. Durante lo Scolasticato non ho mai avuto problemi di salute. Infine, il lavoro manuale, spesso duro, degli ultimi sei anni e il servizio militare nei paracadutisti, confermano una buona resistenza fisica.


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