giovedì 15 giugno 2017

Un simposio per "Sperimentare la Resurrezione di Roma" / 2

Metà dell’umanità vive oggi nelle città, sempre più numerose, sempre più grandi, evoluzione di una storia iniziata più di 5.000 anni fa in Egitto lungo il fiume Nilo, in Mesopotamia tra il Tigri e l’Eufrate, in Cina lungo il Fiume Giallo, in India lungo il fiume Indo. Davanti all’attuale urbanizzazione sempre più massiccia e all’espandersi delle megacities, la città è oggetto d’interesse, di indagine, di dibattito tra sociologi ed economisti, urbanisti e architetti, politici e ambientalisti. In essa si gioca il presente e il futuro dell’umanità.
Anche la Scuola Abbà intende offrire un suo contributo in merito. Lo ha fatto quest’anno leggendo uno degli scritti più famosi di Chiara Lubich, frutto di una sua esperienza poi trasmessa in un articolo apparso sulla rivista «La Via» nel 1949. La città nella quale ella si imbatte, venendo da un capoluogo di provincia come Trento, è quella di Roma nel periodo magmatico della ricostruzione postbellica, una città che, anche per la sua storia millenaria e il suo significato, assurge a simbolo della “Città”, di ogni città. 
Il breve densissimo testo della Lubich si rivela un “manifesto” per una lettura del fenomeno urbano, senza escludere anche forme più piccole di aggregazione, e di una fattiva immersione in esso, così da assumerne le problematiche e le aspirazioni, accompagnando l’umanità alla sua piena realizzazione, fino ad una fraternità che si apre all’unità tra cielo e terra. Un testo in cui si concentra in qualche modo l’essenza del suo carisma e che Chiara stessa ha considerato un vero programma: una Magna Charta per un rinnovamento della società.
Un testo “controcorrente”, provocatorio, perché unisce quello che certi indirizzi di pensiero vorrebbero tenere rigorosamente distinto: il “sacro” e il “profano”, la religione e la vita sociale. In realtà, non abolisce le distinzioni, supera piuttosto quella che è diventata una separazione, tracciando linee di sviluppo di un umanesimo dalle radici profonde, con una visione integrale, ma non integralista, sulla realtà umana: la dimensione umana non viene annullata ma potenziata, la realtà sociale può ricevere dalle sorgenti del Vangelo luce, vita, ispirazione.
Per una sorprendente coincidenza, anche un gruppo di professori polacchi, di differenti università, ha avuto lo stesso pensiero e si è messo allo studio dello stesso testo. Ed eccoci insieme, a condividere intuizioni, idee, progetti, in un simposio promosso congiuntamente dall’Università di Silesia in Katowice, l'Università di Varsavia, l’Università Cattolica Lobelski Giovanni Paolo II, il Movimento dei Focolari: “SIMPOSIO INTERDISCIPLINARE INTERNAZIONALE – Sperimentare la Resurrezione di Roma – Prospettiva filosofico-sociale di fronte alla crisi contemporanea della cultura - Wilga-Trzcianka, Mariapoli Fiore, 15-16 giugno 2017. Vi sono professori anche di Poznan e di cracovia.
Gli ambiti di lettura e di lavoro sono molteplici: teologico-filosofica, etico-sociale, psicologico-pedagogica, di scienze naturali.


Da parte polacca i professori sono 18. Ci sono persone che conosciamo da anni, come il sociologo Adam Biella. C'è poi la cerchia degli uditori e i traduttori.
Per noi è un simposio davvero di grande interesse. È difatti un autentico confronto con una diversa cultura, che ha avuto a che fare con il comunismo reale, con pensatori del mondo slavo, con sensibilità particolare che sì riverberano su concetti come libertà, unità. Lo stesso testo sul quale stiamo lavorando acquista risonanze diversissime e reciprocamente arricchenti.
Sarà questo l'inizio di un nuovo percorso della Scuola Abbà? Piuttosto che accogliere tra i suoi membri persone delle più diverse culture, cosa che pure si dovrà continuare a fare, essa dovrà trovare i modi per dialogare con gruppi di altre culture, in simposi e convegni analoghi a questo, in altri luoghi. L’esperienza fatta in India a Natale con gli Indù, con i quali abbiamo letto insieme le stesse pagine del Paradiso ’49, è già d’insegnamento.
Profondo l'ascolto e l'interesse comune. Abitualmente professori di questo calibro partecipano ai convegni solo per dare la propria relazione e poi si dileguano. Questa volta invece tutti rimangono e fanno proprio la metodologia di lavoro della Scuola Abbà.
Il convegno è possibile perché oggi in Polonia si celebra la festa del Corpus Domini, festa anche civile, consentendo un lungo ponte di quattro giorni.
Domani ci attende un’altra giornata intensissima di studio e di dialogo.





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