lunedì 20 luglio 2015

Un sorriso per una città pulita



Ogni domenica mattina, alle otto, vado a comprare il giornale. Anche in giorni torridi come questi, alle otto è ancora piacevole camminare. Passo davanti al bar da dove emana un intenso profumo di cornetti e caffè. Fuori, seduti ai tavolini, e prime lettori mattutini. C’è anche il solito nigeriano con il cappello in mano a chiedere un soldo; proviene da uno dei tanti campi di profughi alla periferia della città. Poco avanti, in via Madonna del Riposo, il venditore di fiori del Bangladesh innaffia il suo giardino distribuito lungo il marciapiede. Ha sempre un sorriso e un buon giorno per ogni passante.


Lungo il percorso ci sono anche tre serie di cassonetti della spazzatura, cinque ogni gruppo. A quest’ora del giorno l’azienda municipale di raccolta è già passata e i cassonetti sono vuoti, anche se l’odore cozza con quello del bar. I cassonetti sono svuotati, ma attorno rimane sempre una grande sporcizia. Diversamente dal solito noto che oggi attorno al primo gruppo c’è una pulizia quasi maniacale, non una carta, un pezzo di plastica, un rifiuto anonimo. Al secondo gruppo stessa pulizia perfetta. Al terzo… ecco svelato il mistero. Una donna anziana, sudatissima, con scopa e paletta pulisce minuziosamente tutto attorno. La ringrazio e le domando perché lo fa. Non mi risponde, mi sorrise soltanto: la più eloquente delle risposte.
Che abbia letto l’Enciclica Laudato si’ di papa Francesco?


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