mercoledì 30 dicembre 2015

Madre del Verbo di Dio tutta Parola di Dio


Due giorni e sarà la festa della Madre di Dio.
Accolse la Parola di Dio perché era già inabitata dalla Parola di Dio.
L’arte, al momento dell’Annunciazione, l'ha ritratta mentre legge la Bibbia, di solito aperta alla profezia di Isaia 7, 14, in cui si preannunzia una vergine che dà alla luce un figlio. Ruperto di Deutz, teologo medievale, diceva che «nel grembo di Maria Dio ha convogliato tutto l’insieme delle Scritture, ogni sua parola».
Solo una creatura interamen­te Parola, e quindi completamente in conformità con il disegno originale di Dio sulla creazione, poteva accogliere la Parola. Dio vi riconosce il suo Verbo presente, lo splendore della sua gloria, è attratto dalla sua bellezza, vi genera il Figlio

Maria: icona dell’ascolto della Parola. Paolo VI, nella celebre allocuzione lla chiusura della III sessione del Concilio Vaticano II (21 novembre 1964), affermò che Maria «nella sua vita terrena ha realizzato la perfetta figura del discepolo di Cristo» e dieci anni dopo, nell’esortazione Marialis cultus, la propose quale «prima e più perfetta discepola di Cristo», «Vergine in ascolto, che accoglie la parola di Dio con fede».
Vergine, innanzitutto. È il terreno buono e fecondo, privo di sassi e di rovi, che può ricevere il seme della Parola e farla fruttificare il cento per uno (cf. Mt 13, 39).
In ascolto: ascolta le parole dell’Angelo, il saluto di Elisabetta, il canto degli angeli a Betlemme, la profezia di Simeone, il giubilo di Anna, le oscure parole di Gesù adolescente, le parole di luce e insieme sempre piene di mistero del figlio diventato rabbi, a partire dalla festa di nozze a Cana fino alla croce sul Golgota.

Madre di Dio perché tutta parola di vita.
È il cammino della Chiesa, di ognuno di noi.


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