lunedì 7 dicembre 2015

L'Immacolata, Madre di Misericordia

Interpretazione pittorica della statua dell'Immacolata
che avrebbe sorriso a sant'Eugenio
Far iniziare l’Anno della Misericordia con la festa dell’Immacolata è stata una scelta indovinata: Maria è la Madre della misericordia.
«Il pensiero si volge alla Madre della Misericordia. La dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio… Tutto nella sua vita è stato plasmato dalla presenza della misericordia fatta carne… Ha custodito nel suo cuore la divina misericordia in perfetta sintonia con il suo Figlio Gesù... Maria attesta che la misericordia del Figlio di Dio non conosce confini e raggiunge tutti senza escludere nessuno». (Papa Francesco, Misericordiae Vultus. Bolla di indizione del giubileo straordinario della misericordia, 24) 
  
Leone XII, nel 1826, approvando Oblati, affidò a questi missionari il compito di «ricondurre nel seno della misericordia di Maria gli uomini che Gesù Cristo, dall’alto della croce, le ha voluto dare per figli».
Poco dopo, il 10 marzo 1828, riprendendo questo testo, sant’Eugenio scriveva: «Tutti noi facciamo professione di devozione specialissima per la Madre di Dio. La Chiesa ci ha imposto il dovere (dolce senza dubbio, ma sempre dovere) di propagare il suo culto». Si comprende quindi la sua scelta di prendere la direzione di santuari mariani, considerati come una missione permanente nella quale si poteva esercitare in maniera eccellente la misericordia divina verso i peccatori.
Negli atti della visita al santuario di N. D. du Laus, 18 ottobre 1835, notava «un crescente afflusso di pellegrini che accorrono ai piedi della nostra buona Madre, sicuri di incontrare sui gradini del trono terrestre della Regina del Cielo zelanti ministri del suo divin figlio, incaricati specialmente di riconciliare i peccatori sui quali questa Madre di misericordia invoca con la sua potente protezione il perdono e la pace. Da ciò tante conversioni… Non è uno spettacolo meraviglioso?».
Agli Oblati nel santuario di N. D. de l’Osier, il 27 Febbraio 1848 scriveva: «Non dimenticateci, nel vostro santuario, con la Madre delle misericordie. Spes nostra, Salve! Dobbiamo invocarla sotto questo titolo perché non mi aspetto nulla dagli uomini».
Riguardo al santuario di Nostre Dame de la Garde, nella Lettera pastorale del 1° novembre 1852 parla degli Oblati come di «servitori dediti a Maria, che hanno consacrato specialmente la loro persona a questa Vergine Immacolata, che sono mille volte felici di essere i custodi dei suoi altari e i ministri delle sue misericordie verso i popoli».

Sant’Eugenio chiama Maria: Madre della Missione, Madre di misericordia, Madre delle anime, la Madre spirituale di una innumerevole moltitudine di figli di Dio, la grande nemica del dominio del diavolo, la dispensatrice delle grazie, piena di grazia, la sede, il tesoro, la dimora, il santuario di tutti i favori divini, la scala di misericordia sulla cui sommità poggia Dio stesso, l’Arca di Noè che salva il genere umano dal naufragio, la Santa Vergine, piena di grazie, benedetta fra tutte le donne…

Agli Oblati – sono ancora parole raccolte dagli scritti di sant’Eugenio – il compito di mettere in risalto i suoi privilegi, soprattutto quello dell’Immacolata Concezione, propagarne il culto, condurre le anime alla Madre di misericordia, porre tutti i lavori apostolici sotto la sua protezione, militare sotto i suoi vessilli per la gloria di Gesù, dedicarle le nostre case e il popolo di ogni missione, trasformare il più gran numero dei suoi santuari in luoghi di misericordia e in fortezze apostoliche.

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