mercoledì 12 agosto 2026

Kala Acharya ci accompagna

Anche Kala Acharya ci ha lasciato. C’era una profonda stima reciproca e posso dire che ci volevamo bene. All’università Somaiya di Mumbai aveva fondato e diretto la facoltà di sanscrito e di cultura indiana. Fedele all’insegnamento di Krishna diceva che ormai vedeva tutti gli esseri, senza esclusione, nello spirito, e dunque in Dio.

Ci eravamo conosciuti a Roma durante un colloquio interreligioso indù-cristiano. Successivamente, nel 2006, in una lettera inviata a Chiara nel giugno 2006, chiedeva la partecipazione di due membri della Scuola Abbà al Seminario internazionale che il Somaiya College di Mumbai organizza annualmente. Ricordando la collaborazione che Chiara aveva iniziato con questo Istituto, dove, durante le sue storiche visite del gennaio 2001 e del gennaio 2003, era stata accolta non solo come ospite onorata, ma come “sorella amatissima”, Kala le scriveva: “Tu sei rimasta fonte di ispirazione per il nostro Istituto ed è sempre vivo in noi il ricordo della tua persona così piena di luce e del tuo carisma spirituale.” Da qui il desiderio di continuare la collaborazione. Così, dal 2 al 12 dicembre, sono stato a Mumbai assieme ad Anna Pelli per condividere la visione della mistica indù e cristiana. È in quella circostanza che Kala definì Chiara “una mistica vivente”.

Un incontro ancora più profondo avvenne a dicembre 2011, durante un simposio sulle Scritture indù e cristiane. La dottoressa Kala Acharia mi chiese di parlare della “lectio divina”. Ricordai i vari momenti, dalla lectio alla meditatio, dalla oratio alla contemplatio, fino alla traduzione in vita, fino alla condivisione con gli altri il cammino della lectio. Quest’ultimo punto fu colto come un’autentica novità, suscitando un grandissimo interesse: comunicare, donare… Kala Acharya, rispose dicendo che Vangelo l’aiutava a comprendere in maniera più profonda le proprie Scritture e a farle diventare vita. Tra l’altro “traduceva” per gli indù la “parola di vita” del mese, scoprendo le analogie delle Scritture indù con il Vangelo. Poi, in italiano, disse a tutti: “Sono innamorata di Chiara”.

Indimenticabile il simposio del 2016, a cui partecipai con Judith Povilus. Kala ci accolse con l’amabilità di sempre, ci introdusse nel suo ufficio, sfogliammo insieme gli album con le foto dei tanti incontri interreligiosi, quelle in cui era ritratta con Giovanni Paolo II, Benedetto XVI… Fu in quella occasione che ricevetti il mio nuovo nome hindu: Fabio Tyaga!

Quanta strada abbiamo fatto in questi anni nel dialogo con gli Indù! "All’inizio - dicevano - avevamo un po’ di paura reciproca, ognuno attento a cosa dire e come dire, nel timore di offendere l’altro o di non essere capiti. In questo incontro (Mumbai 2016) c’è stato uno scatto, un rapporto fraterno profondo, un rispetto sincero, che ci ha resi capaci di godere il bello dell’altro e di lasciarci arricchire reciprocamente. “Nessun tentativo di conversione, ma un amore sincero, che ci porterà dove Dio vuole”. 

A Mumbai 2016 non eravamo seduti davanti a una cattedra dalla quale si tenevano conferenze su diversi aspetti dell’induismo e del cristianesimo messi a confronto. Neppure si condividevano esperienze di vita. Questa volta eravamo seduti in cerchio. Nessuna conferenza. Leggevamo assieme i testi mistici di Chiara, il Paradiso ’49, e ci lasciavamo ispirare da essi in una comunione profonda tra tutti, a partire dalla propria visione religiosa e culturale. In questo modo quei testi acquistavano una risonanza nuova: letti con differente sensibilità, dicevano cose che altrimenti non avrebbero detto.

Quante volte ci siamo trovati insieme, in Italia, in India, in Tailandia… L’ultima volta Kala faceva difficoltà a camminare e si appoggiava al mio braccio. Adesso spero che sia lei, dal Cielo, ad accompagnarmi e sostenermi nel santo viaggio.

1 commento:

  1. Grazie!!! Bellissimo! Appena possibile lo leggo alle altre

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