La nostra bella “banda”
di religiosi, qui a Verona, continua imperterrita il suo incontro, e anch’io ripeto con disinvoltura
le solite cose…
C’è comunque sempre
qualcosa di nuovo, ad esempio l’antico affresco di Maria che campeggia nella
cappella dove ogni giorno ci troviamo a pregare. Chissà da quale chiesa o palazzo
è stato staccato. Lo vedo la mattina alle lodi, a mezzogiorno alla messa, a
sera al vespro… ed è sempre nuovo.
È la “Mater
Misericordiae”, nell’atteggiamento classico di raccogliere a protezione sotto
il suo manto uomini e donne. Il volto, dolce, è rassicurante: sotto quel manto
siamo protetti. Va di pari passo con l’altra invocazione: “Refugium peccatorum”;
gli uomini le donne che accoglie sotto il suo manto sono tutti peccatori e
pieni di fiducia.
Ne era convinto anche sant’Eugenio de Mazenod che afferma con sicurezza di avere aperto una sua nuova comunità per gli Oblati in cielo, dicendo di averla collocata proprio vicina alla Madonna. Quando la fondò, nel 1828, era composta da appena quattro Oblati, oggi sono migliaia... Speriamo nel trasferimento!
Comunque come Oblati siamo accoglienti. Ad esempio, è appena partito per il cielo Romano Bisignano, il fratello di P. Santino che tante volte lo accoglieva a Vermicino. Vuoi che adesso non lo accolga con sé il cielo?
La Madre di Misericordia è salita lassù prima
di tutti (siamo ormai alla vigilia dell’Assunta) per farci casa… a tutti!


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