«…
ora vediamo chiaramente che quello che ci sta di fronte – soprattutto il povero
– non è una persona che chiede alla nostra “sensibilità morale”. Siamo noi
piuttosto in debito verso quella persona, proprio in nome di quei valori morali
che riteniamo di professare e almeno in parte di possedere».
Parole
di Piero Taiti, medico di Prato, specializzato in malattie nervose e mentali,
costruttore di servizi sanitari e culturali, lontano dalla pratica religiosa,
sempre alla ricerca di giustizia sociale e fratellanza universale…
Che
bello il libro a lui dedicato, dove si riportano suoi discorsi di grande spessore morale…
La
frase appena citata mi è arrivata come una pugnalata e mi ha costretto a riflettere
sul mio modo di incontrare i poveri. Ma tutto il libro è un appello alla conversione che arriva da una persona che una volta veniva chiamata "non credente".

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