mercoledì 10 giugno 2026

Nel cuore del figlio

Nel cuore del figlio, di Pierluigi Vito.

Surreale. Rocambolesco. Inverosimile. Proprio un romanzo! Cattura. Incalzante (lontano dalla lentezza meditativa del romanzo di Remo Rapino, Di nome faceva Arturo, sempre nella stessa collana “Narrazione” di Città Nuova, che mi ha ugualmente preso). Con finale imprevedibile. Proprio un romanzo! Una scrittura affasciante (ma come fanno gli scrittori bravi a scrivere così bene?). Proprio un romanzo!

Mi ha richiamato La stanza del figlio di Nanni Moretti. Anche se nel romanzo la ricerca del figlio è più drammatica e coinvolgente.

Citazioni? Sarebbero troppe, tra variegati tipi di narrazione: soliloqui, scambio di email, racconto, dialoghi...

Nei dialoghi appaiono pagine particolarmente intense, come il discorso di Mattia rivolto alla (alle) famiglia, o come quello della mamma cieca che parla del vedere e del sentire (discorsi improbabili, che forse potrebbero andare meglio in bocca al narratore).

208 pagine lette in poche ore. Rubando il tempo al lavoro; oppure un assaggio di vacanza di un'estate alle porte, con quel gusto sottile di libertà di quando si fa forca a scuola (l’ho assaporato una sola volta nella mia lunga carriera di studente…). Mi auguro che siano tanti a prendersi questo momento di distacco per una lettura che ritempra e lascia un senso profondo di speranza e di pace.

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