domenica 25 gennaio 2026

Nel "chiesino" di san Paolo

Mi hanno chiesto di venire a Prato per celebrare la messa nell’anniversario dell’istituzione dell’adorazione eucaristica nel “chiesino”

Sono particolarmente legato al “chiesino”. Quando ero bambino era semplicemente la chiesa di san Paolo, voluta da mio nonno. “Chiesino” allora era chiamata la precedente antica piccola chiesa, poi divenuta sacrestia.

Avevo pochi anni – l’ho ormai raccontato tante volte – quando la domenica seguivo la messa stando accanto agli uomini sul presbiterio, oltre la balaustra. Del momento dell’elevazione, ricordo il suono del campanellino, il silenzio profondo che scendeva sull’assemblea e il babbo che, piegato su di me, mi insegnava a pregare: “Signore mio e mio Dio”. Un momento “mistico” che mi ha segnato e che è forse all’origine della mia vocazione sacerdotale. E qui ho celebrato la mia prima messa, proprio 50 anni fa.

Sono contento che questa chiesa sia divenuto luogo dell’adorazione eucaristica permanente, che è come la continuazione, lungo tutta la giornata, di quella celebrazione eucaristica che qui ha segnato la mia vita come penso quella di tanti. Sono grato in modo particolare a don Guglielmo Pozzi per questa iniziativa che continua ormai da 18 anni. Ci accomuna una lunga consuetudine: eravamo in seminario insieme, anche se io ero un ragazzo e lui una “vocazione adulta”. Siamo rimasti legati


soprattutto quando egli è divenuto rettore del seminario, poi parroco nella mia parrocchia di san Paolo… Ha cambiato destinazioni e impegni, ma è sempre rimasto un testimone fedele e appassionato dell’Eucaristia.



1 commento:

  1. Grazie.che bella storia!! Storie così ne avremmo bisogno di ascoltarle a iosa!!

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