I Magi: persone in ricerca, che scrutano i segni nel cielo
(“i segni dei tempi” diremmo oggi), pronti a tutto, anche a intraprendere
lunghi viaggi, per giungere alla verità, alla pienezza della luce. Sono aperti
alle indicazioni che vengono loro offerte, anche quando provengono da un uomo
malvagio come Erode. Sono sinceri. Non si lasciano fermare neppure quando la
piccola luce che li guida si eclissa.
Sono la personificazione di tanti uomini e donne di “buona volontà”, di ieri e di oggi, che cercano la verità: cercano Gesù, forse senza saperlo. Come stella, l’annuncio del Vangelo brilla tra i popoli, di secolo in secolo, e attira a Gesù uomini e donne d’ogni nazione. Il desiderio di incontrarlo si accende in maniera misteriosa nel cuore di sempre nuovi credenti, come si accese in maniera misteriosa nei Magi d’Oriente.
Alla fine i Magi vengono appagati: dopo incertezze e momenti
di buio, rividero la stella e «provarono una grandissima gioia». Trovarono
quello che cercavano, certamente molto di più di quello che si sarebbero
immaginati, se finirono per adorare il bambino.
È una parabola che ci insegna a cercare sempre, anche quando le certezze che ci guidano - la stella - si eclissano, a non esitare a chiedere aiuto quando siamo in difficoltà, a non desistere anche quando si è circondati da persone cattive come Erode. Nessuno è “arrivato”, siamo sempre in pellegrinaggio, come loro, verso la pienezza della luce. Anche se siamo già nella luce, dovremmo continuare a “camminare” nella luce, sperimentando con sempre maggiore intensità l’amore rivelato e comunicato.

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