domenica 26 novembre 2017

Scorticati come Marsia


Roma è sempre generosa nella sua proposta culturale e i romani rispondono con altrettanta generosità. Ieri seri, con il solito biglietto a 1 euro, si sono aperti i Musei capitolini a musica e incontro con gli scrittori.
Nell’esedra di Marco Aurelia ho seguito lo splendido concerto della Sweetwater Jazz Band, e nella sala della Pinacoteca l’incontro con Edoardo Albinati, premio Strega 2016, che ha commentato la statua di Marsia.
Nonostante la lunghezza della conferenza di Edoardo Albinati (è abituato alla lunghezza, vedi le 1294 pagine dell’ultimo romanzo) il pubblico numeroso è rimasto incollato alle sedie e in piedi, tanto ero intenso erudito e avvincente il suo discorrere.

Nel suo ripercorrere l’iter letterario e artistico del mito di Mursia che sfida Apollo nel suo campo musicale, perdendo e conseguentemente essere scorticato vivo, Albinati non poteva non fare riferimento all’inizio del Paradiso di Dante, dove il poeta chiede al dio delle arti l’ispirazione per la terza Cantica:
Entra nel petto mio, e spira tue
sì come quando Marsïa traesti
de la vagina de le membra sue.
Mi pare che qui Dante chieda semplicemente al dio di entrare in lui con quella forza lirica che mostrò nella competizione con Marsia, quando lo tirò fuori dall’involucro della sua stessa pelle.
Diversa l’interpretazione di Albinati: Dante chiederebbe dal dio di fare a lui quello che fece a Marsia, di scorzarlo dell’umano per poter essere liberato da se stesso ed avere così accesso al paradiso.
Un’interpretazione forzata, eppure suggestiva.

Al di là di quanto Dante intendesse con queste parole, è proprio vero che il passaggio dal mondo dell’inferno e del purgatorio a quello del paradiso richiede una completa metamorfosi, occorre cambiare “pelle”.
Sono poi stato a vedere la statua di Marsia, nello stesso museo. Di una potente drammaticità. Sembra un Crocifisso. E l’accostamento tra Marsia scorticato e Cristo in croce non è troppo azzardato.
Ovidio colloca il mito nelle sue Metamorfosi e fa gridare a Marsia: “Perché mi sfili dalla mia persona?”. Dalle sue lacrime e da quelle di tutto il creato attorno si operò la metamorfosi e sgorgò il fiume che porta lo stesso nome: Marsia.
Anche nel Crocifisso si opera una metamorfosi, che lo porta ad essere il Signore della gloria.
È un passaggio obbligato?
Essere tratti fuori, “sfilati”, “scorticati”, per accedere al paradiso, al proprio vero essere.


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