giovedì 16 novembre 2017

Frugiate e castagnaccio


Se fossi la Raggi emetterei un’ordinanza che mette al bando le caldarroste durante l’estate. Non è possibile, d’agosto, aggirarsi attorno a piazza di Spagna e sentire l’odore delle frugiate (questo il vero nome delle caldarroste). Le apposite bancarelle disposte qua e là all’angolo della strada sono un autentico attentato all’alternarsi delle stagioni, un terribile effetto di una male intesa globalizzazione. (Tra l’altro, dove diavolo trovano i marroni d’estate?)
Le frugiate si mangiano d’autunno e d’inverno, come Dio comanda. (Le ho mangiate all’inizio di questo novembre a san Pietro Avellana, al tempo giusto, nel luogo giusto).
Il problema è piuttosto il castagnaccio, quello a Roma non si trova neppure al momento adatto. E come si fa ad affrontare un inverno senza il castagnaccio?
Per fortuna c’è Alessandra che conosce tutti i nascondigli della città. Ed ecco che mi sono visto arrivare un involtino e anche quest’anno ho avuto l’assaggio giusto. Anche per gli innocenti peccatucci di gola ci vogliono le amicizie giuste…


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