mercoledì 28 gennaio 2026

martedì 27 gennaio 2026

Ai poveri il lieto annuncio

È il vangelo che abbiamo letto oggi con i senza tetto, persone disadattate, che vivono nella violenza della strada, provenienti da tutto il mondo. Una bella serata di preghiera, di dialogo… con torta finale per festeggiare il compleanno di Vanessa.

Come ho spiegato la missione di Gesù, che Gesù proclama a Nazaret? Qual è il suo lieto annuncio? Che tutti abbiamo un Padre che ci conosce per nome… tutto il resto viene dietro. Ci conosce per nome, tra miliardi e miliardi… Ognuno di noi è unico.


Così, tra di noi, ci siamo chiamati per nome, per non essere massa anonima.

lunedì 26 gennaio 2026

La Parola di Dio con i senza fissa dimora

Questa volta lascio la parola a suor Elaine:

Cari amici, domenica scorsa 25 gennaio la chiesa ha celebrato la Domenica della Parola di Dio. Istituita da Papa Francesco, questa giornata ci invita a riscoprire la centralità della Sacra Scrittura e la bellezza dell’ascolto e della meditazione comunitaria della Bibbia. Per vivere pienamente questo spirito, siamo felici di invitarvi anche questo mese alla Lectio Divina per la Strada che condividiamo con i nostri fratelli senza dimora. Tema: “La Parola che si compie, l’amore che libera” (Lc 4,16-21).

Martedì, 27 gennaio, alle ore 20.

Porticato di Piazza Pio XII (Lato Libreria Ancora)

Questi momenti non sono soltanto occasioni di preghiera, ma diventano esperienze di autentica umanità, in cui la luce delle Scritture si intreccia con le storie e i volti di chi vive per strada. Vi aspettiamo con cuore aperto. Sarà un tempo prezioso di crescita e arricchimento per tutti.

A me il compito di leggere e spiegare il Vangelo...

domenica 25 gennaio 2026

Nel "chiesino" di san Paolo

Mi hanno chiesto di venire a Prato per celebrare la messa nell’anniversario dell’istituzione dell’adorazione eucaristica nel “chiesino”

Sono particolarmente legato al “chiesino”. Quando ero bambino era semplicemente la chiesa di san Paolo, voluta da mio nonno. “Chiesino” allora era chiamata la precedente antica piccola chiesa, poi divenuta sacrestia.

Avevo pochi anni – l’ho ormai raccontato tante volte – quando la domenica seguivo la messa stando accanto agli uomini sul presbiterio, oltre la balaustra. Del momento dell’elevazione, ricordo il suono del campanellino, il silenzio profondo che scendeva sull’assemblea e il babbo che, piegato su di me, mi insegnava a pregare: “Signore mio e mio Dio”. Un momento “mistico” che mi ha segnato e che è forse all’origine della mia vocazione sacerdotale. E qui ho celebrato la mia prima messa, proprio 50 anni fa.

Sono contento che questa chiesa sia divenuto luogo dell’adorazione eucaristica permanente, che è come la continuazione, lungo tutta la giornata, di quella celebrazione eucaristica che qui ha segnato la mia vita come penso quella di tanti. Sono grato in modo particolare a don Guglielmo Pozzi per questa iniziativa che continua ormai da 18 anni. Ci accomuna una lunga consuetudine: eravamo in seminario insieme, anche se io ero un ragazzo e lui una “vocazione adulta”. Siamo rimasti legati


soprattutto quando egli è divenuto rettore del seminario, poi parroco nella mia parrocchia di san Paolo… Ha cambiato destinazioni e impegni, ma è sempre rimasto un testimone fedele e appassionato dell’Eucaristia.



sabato 24 gennaio 2026

Ancora su “Lacrime e stelle”

Mi giungono ulteriori impressioni sul libro:

- Ho incominciato a leggere "Lacrime e stelle" e devo dirti che non riesco ad avanzare nel leggere perché ogni pagina è talmente profonda che mi viene da soffermarmi e poi vado a vedere le citazioni e mi viene da leggere il suo Diario... insomma se volevi scrivere un libro su Chiara attuale e toccante, ci sei riuscito.

Ho letto il tuo libro:" Lacrime e Stelle" , mi sono commossa varie volte , ha fatto un bene grande alla mia anima e mi ha aiutata molto nella vita quotidiana. Chiara è la mamma che ci ha dato e ci dà continuamente la Vita. 

Appuntamento per la prossima presentazione a Pescara, 31 gennaio...

Mentre il 30 gennaio ci sarà una presentazione on line:

https://us02web.zoom.us/j/84827624006?pwd=UaxTtlAJsw1jB9QY5lO0053Bjrb1Ts.1



venerdì 23 gennaio 2026

VIVAT per i nostri 210 anni

25 gennaio 1816. Sono ormai 210 anni dalla nascita degli Oblati, e sono ancora vivi! Alcuni di noi rappresentano tutta la Congregazione in diversi organismi delle Nazioni Unite tramite “VIVAT International”, un consorzio di congregazioni religiose che si sono unite per poter lavorare in quegli ambiti.

“VIVAT International” è una rete di 12 congregazioni religiose le cui competenze ed esperienze su questioni relative alla giustizia sociale, allo sviluppo, alla pace e all'ecologia, rappresentano un contributo importante alle deliberazioni dell'ONU. Sono: Missionari del Verbo Divino (SVD), Suore Missionarie Serve dello Spirito Santo (SSpS), Congregazione dello Spirito Santo (CSSp), Adoratrici del Sangue di Cristo (ASC), Suore Missionarie del Santo Rosario (MSHR), Suore Comboniane (CMS), Missionari Comboni del Cuore di Gesù (MCCJ), Piccole Suore dell’Assunzione (LSA), Suore Missionari di san Carlo Borromeo (Scalabriniane) (MSCS), Suore della Santa Croce (CSC), Congregazione di Gesù e Maria (JMJ) e naturalmente Oblati di Maria Immacolata (OMI).

Oggi i superiori e le superiore generali di tutte queste congregazioni si sono incontrati tra di loro a casa nostra! Un momento bello di condivisione e di festa…

 

giovedì 22 gennaio 2026

Il realismo dell'Incarnazione

 

Lezione semestrale al Claretianum. Oggetto: Dilexi te. Una leziona magistrale che ha mostrato l'unità radicale dell’amore per Dio e per il prossimo: amare Dio "nel" prossimo. È la verità dell’incarnazione! Una presenza di Cristo concreta e affermata ripetutamente nel Vangelo di Matteo con parole equivalenti: "lo sono con voi tutti i giorni" (Mt 28,20); "I poveri li avete sempre con voi" (Mt 26,11); “Quello che avete fatto al minimo l’avete fatto a me” (Mt 25, 40).

Il prossimo non è dunque un “distratore”, è il Sacramento di Dio. L'apertura a Dio si realizza nell'incontro concreto con l’altro, soprattutto il povero, colui che soffre, l’ultimo: la carne di Cristo. La santità è dunque vivere la profondità della relazione con l'altro.