Tra la torre della cattedrale e la casa della sorella di
sant’Eugenio, ho iniziato il corso di spiritualità con due temi sul
discernimento. Sembrerebbe una cosa un po’ astratta, invece è un soggetto
interessantissimo perché aiuta a seguire la via per giungere alla volontà di Dio.
Gli esempi sono quelli di sant’Eugenio: come ha vissuto questa
ricerca appassionata e sofferta, passando attraverso autentiche notti. E dopo
ogni notte una nuova scelta di Dio, un passo avanti, una grande libertà
interiore.
La strada che percorre è in tre tappe:
1. Sincerità: conoscere se stessi, le reali attitudini e
possibilità, senza mascherare gli sbagli… Senza però fermarsi a guardare sé
stessi: ci sarebbe il pericolo della depressione! Subito alzare lo sguardo. Ed ecco
il secondo punto:
2. Fede: riconoscere l’amore di Dio, la sua presenza nella
nostra vita. Eugenio ricorda con precisione tanti momenti: quella messa, quella comunione,
quella lettura del Vangelo… E avanti, fidandosi di Dio!
3. Generosità: conoscere i bisogni dell’umanità perché per
essa viviamo, saper leggere i segni dei tempi e rispondere con generosità a quello che Dio chiede
per il bene degli altri.
Una delle sue esperienze più forti è stata quando si è sentito abbandonato dal Papa. È un tunnel buio e lungo… Alla fine ne esce fuori un uomo nuovo, che sperimenta la libertà dello Spirito: “È questo Spirito divino che d’ora in poi deve essere il Maestro assoluto della mia anima, l’unica guida dei miei pensieri, dei miei desideri, dei miei affetti, di tutta la mia volontà”.









