mercoledì 2 aprile 2025

Il presente

Ho preparato le lezioni per domani, il ritiro per la comunità oblata di Marino, un altro ritiro per sabato, ho lavorato all’ultima stesura della biografia di Armando Messuri, ho fatto una bella chiacchierata con uno dei nostri studenti… 

E il blog? E se non ci fosse niente da scrivere perché oggi ho già scritto tanto? Il passa parola di oggi dice: “Vivere l’attimo presente”. Che vuoi di più? Forse basta aver vissuto un po' quello…

martedì 1 aprile 2025

Diceva ciò che viveva

Mi sono capitati tra mano due libri su p. Giovanni Giuseppe Françon, una missionario oblato della seconda metà del 1800. Sant’Eugenio lo stimava e sapeva il gran bene che faceva nella sua predicazione nelle campagne, ma lo riteneva un po’ troppo rozzo e grossolano. Eppure il suo primo biografo scrive di lui un elogio che mi pare straordinario:

«Padre Françon era prima di tutto un missionario santo; uomo di preghiera e di orazione, viveva di Dio, in Dio, per Dio. Non si mai allontanato dalla sua presenza». Ed ecco ciò che più mi ha colpito: «Era penetrato fino al profondo dell'anima dalle verità che annunciava. Non predicava le sue letture; i suoi discorsi non erano tanto frutto dei suoi studi, quanto delle sue meditazioni quotidiane e dei suoi ritiri».

Diceva ciò che viveva! Ti pare poco?

lunedì 31 marzo 2025

Il silenzio di Gesù e il nostro

Ristampa del libretto "Testamento di Luce. Le ultime parole di Gesù".

Prima di ricordare le “sette parole” di Gesù in croce ho ricordato i sette silenzi di Gesù nella sua passione. Mi piace contarli e ripassarli a uno a uno. 

In quei silenzi vedo Gesù che condivide il silenzio di quanti non sanno o non possono difendersi per far valere la propria innocenza. Condivide la sorte di quanti sono abbandonati da chi dovrebbe proteggerli. 

Nei giorni del lockdown provocati dalla pandemia del coronavirus il silenzio delle nostre strade e delle nostre città a volte era divenuto fatto surreale e aveva generato paura, sgomento. Anche questo Gesù ha condiviso, appieno. Ha condiviso il silenzio che calò a Hiroshima dopo la violenta esplosione della bomba, il silenzio dopo gli eccidi di villaggi interi ad opera di bande criminali dai nomi noti, il silenzio del mare che inghiotte profughi disperati…

Quanti altri silenzi, quante domande senza risposta nella vita d’ogni persona. Cosa rispondere davanti a situazioni assurde? Si è impotenti. Manca la parola. È quanto ha vissuto Gesù con la sua afonia: condivide la nostra impotenza e la nostra afonia. È il silenzio del sabato santo, che sta germinando la Pasqua di Resurrezione.

domenica 30 marzo 2025

Santa Maria in Campitelli

17 luglio 523, a Roma, Galla, figlia del Prefetto Simmaco, nel portico della sua casa, come ogni giorno aveva a mensa dodici poveri che serviva di persona. D’improvviso nella dispensa del palazzo apparve un improvviso bagliore. Il coppiere si precipitò ad avvertire la padrona. Galla accorse immediatamente e vide con stupore quell’insolita luce. Corse al Laterano, dove risiedeva il papa Giovanni I e lo pregò di andare a casa sua. Il Papa si recò processionalmente accompagnato da vescovi e cardinali e dal resto del clero e popolo romano, portando candele accese. Giunto nella casa di Galla entrò e vide anch’egli la meravigliosa luce con in mezzo due angeli che gli consegnarono un’immagine della Madre di Dio. Allora tutte le campane della città di Roma cominciarono a suonare.

Adesso, dopo varie peripezie, l’immagine è conservata nella chiesa di Santa Maria in Campitelli e invocata come “Porto sicuro dei romani”: un’immagine piccolissima in una chiesa grandissima.

Per la prima volta, per una minuscola scala a chiocciola, sono potuto salire fino all’icona… toccarla, pregarla...









sabato 29 marzo 2025

Un piccolo seme qua, un piccolo seme là…


Un piccolo seme qua, un piccolo seme là… qualcosa nascerà. Oggi con una quindicina di giovani per le vie di Roma sulle orme di sant’Eugenio. È sempre bello raccontare storie belle…

Compresa quella di sant’Eugenio che Pio IX nel 1854 invita a passare un mese al Quirinale con lui in occasione della proclamazione del dogma dell’Immacolata. Si era fermato all'hotel Minerva, in piazza omonima, ma vi dormì una notte soltanto perché il papà lo mandò subito a chiamare. Che dono potere stare in casa del papa! Lo incontrerò personalmente in udienza il 30 ottobre e il 26 dicembre, gli scrisse diverse lettere, invitandolo a non preoccuparsi dei dubbi e dell’opposizione di alcuni prelati alla definizione del dogma…

Matteo Casaretto, il fotografo, vuole una menzione speciale sul blog. Oltre a essere un bravo fotografo è anche un bravo ragazzo…

Un piccolo seme qua, un piccolo seme là…



venerdì 28 marzo 2025

Per la carità perfetta


 Dopo aver perorato a lungo la causa della preghiera, Caterina da Siena, nel suo “Dialogo”, mette i puntini sulla i. Fa dire al Padre : “La preghiera vocale e interiore è voluta da me perché l’uomo giunga alla carità perfetta di me e del prossimo e per rimanere in essa”. 

Biasima poi quelli che perdono la pace se devono abbandonare le preghiere nei tempi stabiliti per andare a servire chi ha bisogno: “Certamente costoro mi offendono di più abbandonando la carità del prossimo che rinunciando in quel momento alla preghiera e alla pace interiore. Infatti nella carità del prossimo incontrano me, mentre, nel piacere, dove mi cercano, mi perdono… Il peccato non consiste… nell’abbandono della preghiera per il soccorso del prossimo ma nell’essere privi di carità per il prossimo, che si deve invece amare e servire per amor mio”.

giovedì 27 marzo 2025

Fratello, in cammino con noi

Faccio meditazione sul libro “Meditazioni” di Chiara… da 50 anni. Adesso però utilizzo l’edizione critica, ricchissima di spunti. In questo periodo sto leggendo anche “Il dialogo della divina Provvidenza” di Caterina da Siena. Che diversità, almeno nella forma. Quest’ultimo è un trattato sistematico, al volte pesante, comunque di peso. Ha delle pagine straordinarie; oggi ho letto sulla preghiera: tiene testa a Teresa d’Avila. L’altro, “Meditazioni”, è una rapsodia leggera… comunque, ugualmente di peso! Ormai un classico della spiritualità cristiana come quello di Caterina.

Di quest’ultimo oggi ho letto una pagina che mi è sembrata in continuità con quanto avevo scritto ieri sul blog riguardo a Gesù che cammina con noi: https://fabiociardi.blogspot.com/2025/03/con-passo-sicuro.html

Leggo di Gesù che nell'ultima cena, dopo aver chiamato i suoi discepoli “figliolini miei”, una volta risorto li chiama “fratelli”. Che Dio sia Padre lo si capisce, ma che si faccia fratello «è un tale mistero da potersi intravedere solo se si pensa che Dio è veramente l’Amore: l’Amore che dopo aver meritato, come Uomo, tutti i titoli di paternità verso gli uomini…, al limite della sua vita terrena, si mette a fianco degli altri…».

Gesù compagno di viaggio perché nostro fratello… Poteva esserci più vicino? Accanto a noi, a fianco a noi, in cammino con noi…