domenica 4 gennaio 2026

La ricerca appassionata dei Magi

I Magi: persone in ricerca, che scrutano i segni nel cielo (“i segni dei tempi” diremmo oggi), pronti a tutto, anche a intraprendere lunghi viaggi, per giungere alla verità, alla pienezza della luce. Sono aperti alle indicazioni che vengono loro offerte, anche quando provengono da un uomo malvagio come Erode. Sono sinceri. Non si lasciano fermare neppure quando la piccola luce che li guida si eclissa.

Sono la personificazione di tanti uomini e donne di “buona volontà”, di ieri e di oggi, che cercano la verità: cercano Gesù, forse senza saperlo. Come stella, l’annuncio del Vangelo brilla tra i popoli, di secolo in secolo, e attira a Gesù uomini e donne d’ogni nazione. Il desiderio di incontrarlo si accende in maniera misteriosa nel cuore di sempre nuovi credenti, come si accese in maniera misteriosa nei Magi d’Oriente

Alla fine i Magi vengono appagati: dopo incertezze e momenti di buio, rividero la stella e «provarono una grandissima gioia». Trovarono quello che cercavano, certamente molto di più di quello che si sarebbero immaginati, se finirono per adorare il bambino.

È una parabola che ci insegna a cercare sempre, anche quando le certezze che ci guidano - la stella - si eclissano, a non esitare a chiedere aiuto quando siamo in difficoltà, a non desistere anche quando si è circondati da persone cattive come Erode. Nessuno è “arrivato”, siamo sempre in pellegrinaggio, come loro, verso la pienezza della luce. Anche se siamo già nella luce, dovremmo continuare a “camminare” nella luce, sperimentando con sempre maggiore intensità l’amore rivelato e comunicato.

sabato 3 gennaio 2026

Il panettone

Una volta il panettone si mangiava soltanto a Natale, mentre il panforte era asserbato per l’Epifania. Il pandoro ancora non si conosceva. Per il restante periodo natalizio avevamo i cavallucci, dolci poveri all’anice, che ora sono rari. Non c’era il problema di dover reciclare, con elaborate ricette, i panettoni avanzati.

Finché non arrivava il fatidico 3 febbraio, quando il babbo tornava a casa con due panettoni! Il giorno di san Biagio negozi di alimentari e pasticcerie li vendevano al prezzo di uno. Quel giorno il panettone era più buono che a Natale, forse perché non veniva dopo un pranzo solenne, oppure perché semplicemente aveva il gusto del quotidiano.

Chissà se nel tempo dell’abbondanza e dello spreco alimentare si potranno ritrovare i gusti genuini della sobrietà e del mangiare una fetta di panettone al solo scopo di fare festa insieme. 

venerdì 2 gennaio 2026

Rimani con noi

Nella chiesa di Gesù Divin Lavoratore mi sono fermato davanti al tabernacolo. Bello nella sua maestà.

Bella soprattutto la preghiera dei due discepoli di Emmaus: “Mane nobiscum”. 

Una preghiera per tutto il nuovo anno.

giovedì 1 gennaio 2026

Pagina bianca

Volto pagina al mio diario. Cosa scriverò quest’anno? Che è scoppiata la pace in Medio Oriente e in Ucraina? Che è scoppiata la guerra totale? Scriverò del programma a cui Papa Leone darò il via con il prossimo concistoro? Noi Oblati celebreremo i 200 anni dall’approvazione delle nostre Regole: porterà frutti? Dovrei partecipare all’Assemblea dell’Opera di Maria: sarà un soffio nuovo dello Spirito? Riceverò una nuova destinazione: per dove? Il calendario comincia già ad essere pieno di appuntamenti…

Intanto volto pagina… e trovo una pagina bianca. Cosa scriverò? Perché non lasciare che sia Dio a scriverla, dando a lui piena libertà? Potrei scrivere sotto dettatura, o semplicemente fare da cronista, annotando giorno dopo giorno quello che va compiendo…

mercoledì 31 dicembre 2025

Più grande di te e tu lo contieni

Hai generato colui che neppure i cieli, opera sua, possono contenere. Egli è più grande di te e tu lo contieni. Si è rimpiccolito perché tu potessi accoglierlo e si è fatto tuo bambino. Ti ha reso infinitamente grande, perché tu lo potessi accogliere e ti ha fatto Madre di Dio. Ora sei davanti al mistero, che serbi in cuore, meditandolo. E talmente grande — è Dio! — che ti riempie tutta. Lì è il tuo tesoro, lì il tuo cuore. Sei tutta per lui, con tutta te stessa.

Così vorremmo essere noi. Il cuore, inquieto, percorre mille sentieri, attratto dalle mille ricchezze disseminate lungo il cammino. Tutte belle, tutte buone, tutte nostre. Ma il tesoro è un altro e tu oggi ci ricordi dove puntare il cuore.

Il tuo perenne raccoglimento, il tuo silenzio, la meditazione, l’adorazione di Dio, che in sé contiene ogni altra ricchezza, ogni altro amore, è l’icona del tuo Natale. Che sia anche quella del nostro cammino, che oggi riprende con il nuovo anno.

Mostra a noi il tuo Tesoro,
Vergine Madre,
come lo mostrasti a Giuseppe,
ai pastori, ai magi.
Insegnaci a guardare tuo Figlio
con i tuoi stessi occhi di contemplazione
e adorazione
e amore.
Chiudi i nostri occhi
su altri tesori
e donaci sguardi per lui soltanto.
Educa il cuore a custodire,
nel silenzio e nella meditazione,
il mistero della presenza di Gesù,
perché sia sempre lì,
con suo unico Tesoro.

martedì 30 dicembre 2025

Te Deum

Il 26 giugno di quest’anno ho avuto la gioia, inaspettata, di un incontro personale con Leone XIV. Ho cominciato dicendogli: “Sono un Oblato di Maria Immacolata…”. È il primo grazie a Dio in questo Te Deum di fine anno: grazie per il dono del nuovo Papa fatto a tutta la Chiesa… e anche a me! Per la prima volta nella mia vita, il Papa è più giovane di me, forse sarà il mio ultimo. Devo approfittarne!

È stato proprio Leone XIV che, nel saluto alla Curia romana, ha indicato a tutta la Chiesa ulteriori motivi di ringraziamento. Primo tra tutti l’Anno Santo. Mai visti a Roma tanti pellegrini come questa volta. Al solo aeroporto di Fiumicino sono atterrato 50 milioni di persone! Anch’io ho attraversato più volte la porta santa di ognuna delle basiliche, da solo o accompagnando gruppi di bambini con le loro famiglie: un anno di speranza e di fede nell’amore misericordioso di Dio, che non si stanca mai di noi e ci offre sempre nuove possibilità di ricominciare.

Durante questo Anno Santo – ci ricorda ancora il Papa – si sono celebrati due importanti eventi: «Il Concilio di Nicea, che ci riconduce alle radici della nostra fede, e il Concilio Vaticano II, che fissando lo sguardo su Cristo ha consolidato la Chiesa e l’ha sospinta incontro al mondo, in ascolto delle gioie e delle speranze, delle tristezze e delle angosce degli uomini d’oggi». Possiamo ringraziare Dio anche per come si è celebrato l’anniversario di Nicea: col viaggio ecumenico a tutto raggio del Papa in Turchia e Libano. Infine Leone XIV aggiunge il ricordo della Evangelii nuntiandi, l’esortazione apostolica di Paolo VI promulgata cinquant’anni fa nel giorno dell’Immacolata; un’enciclica particolarmente cara a noi Oblati perché ridisegna la nostra vocazione missionaria.