venerdì 24 aprile 2026

L’Incompiuta di Schubert e la mia

Una leggenda romantica narra che Schubert avrebbe interrotto la composizione della sinfonia, poi intitolata Incompiuta, perché non trovava più ispirazione per continuare all’altezza dei primi due movimenti. Sembra invece che l’abbia abbandonato perché l’aveva dimenticata in un cassetto o per più basse ragioni economiche, dedicandosi a un’opera più redditizia… Fatto sta che è rimasta incompiuta, anche se alcuni hanno tentato di completarla; ultimo il compositore Lucas Cantor, nel 2019, usando l’intelligenza artificiale!

Non sono Schubert, ma di cose incompiute me ne trovo tante e sempre per motivi banali… Anche quando morirò lascerò qualcosa di incompiuto. Siamo fatti così…

Mi torna alla mente quello che il vescovo Pietro Fiordelli mi ha detto al termine della consacrazione sacerdotale, con la solenne formula liturgica: “Dio che ha iniziato in te la sua opera, la porti a compimento”. Che bello pensare che la mia Incompiuta sarà completata dall’amore di Dio!


giovedì 23 aprile 2026

Tre lingue per un commento



Alla versione inglese si sono ora aggiunte quella francese e spagnola! Possiamo continuare a celebrare i 200 anni dell’approvazione delle nostre Regole. Questo commento alle attuali Costituzioni e Regole, scritto a tante mani, è uno strumento utilissimo per la loro comprensione e attualizzazione. Un bel lavoro del nostro Servizio generale degli studi oblati!

mercoledì 22 aprile 2026

Come conoscere la volontà di Dio?

I vangeli di Giovanni che leggiamo questi giorni sono di una ricchezza straordinaria. Oggi: «Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno».

A parte il fatto di saperci oggetto di tanto amore, mi sono chiesto: Quando, come Gesù ha compreso che questa era la volontà del Padre su di lui?

Mi pare di intuire che sono due i momenti fondamentali:

- quando inizia la sua missione si trova in mezzo alle folle e le vede sbandate, come pecore senza pastore. Allora sente compassione per loro;

- quando la sera si trova solo con il Padre, a pregare: gli parla di come ha trovato le folle, della compassione che ha sentito, e comprende che per esse il Padre l’ha mandato…

Così anche noi, quando e come capiremo la volontà di Dio su di noi? Stando in mezzo alla gente, con una vicinanza vera e affettiva, sentendo e condividendo quanto vive, e stando in preghiera, in un dialogo sincero e profondo con Dio.

lunedì 20 aprile 2026

Con gli Oblati a Cosenza

La posizione della casa degli Oblati è davvero strategica: alla confluenza della città vecchia e la città nuova. La chiesa di san Domenico è uno dei gioielli più belli della città. Alessandro mi ha da cicerone. L’ho già visitata più volte ma è sempre una scoperta nuova, nella sequenza di stili che vanno dal 1200 al 1800, uno accanto all’altro nel rispetto reciproco.



Alessandro non è soltanto una guida artistica. Aiuta a ripercorrere anche il cammino spirituale di quelle antiche mura, che si innesta sul cammino culturale dei Domenicani. Qui tra l’altro ha vissuto e lavorato Tommaso Campanella!

Il cammino secolare continua oggi con il timbro missionario della comunità oblata: una comunità aperta, che accoglie tante persone, a cominciare dai giovani, e che si rende presente nell’intera regione con mille iniziative apostoliche. La chiesa loro affidata ha il vantaggio di non essere una parrocchia e quindi è di tutti e c’è sempre chi è lì per ascoltare la tua confessione o semplicemente una condivisione.

Senti un respiro, un soffio di speranza…



domenica 19 aprile 2026

I calabresi vogliono essere parlati

Prima di partire da Reggio Calabria l’ultima passeggiata a mare, a sud della città. Un murale lungo un chilometro racconta la storia della città. Tra l’altro c’è un riquadro con una frase di uno scrittore locale, Corrado Alvaro, che dice: “I calabresi vogliono essere parlati”. Allora  ne parla ancora un po’.

Da Reggio a Cosenza attraverso l’Aspromonte, con i boschi d’un verde fresco, primaverile, punteggiato da piccoli centri arroccati sulle montagne. Verrebbe voglia di inerpicarsi e perdersi tra quelle macchie misteriose…

Cosenza. Un’altra presentazione del libro. Questa volta nella sala degli stemmi, in palazzo vescovile. Un centinaio i presenti. L’arcivescovo resta tutto il tempo. Alla fine prende la parola… e per la prima volta confida d’essere stato un gen 3!

Due ore fuggono in un lampo e si resta a lungo, nella piazza antistante. Un buon gruppo rimane per una pizza, secondo un’antica tradizione. Anche qui si conferma che ci sono due ere: AC e DC, ossia, ante Covid e dopo Covid. Da dopo il Covid non ci si era più ritrovati per la pizza, così come non si è più fatta una Mariapoli… Ancora una volta la presentazione del libro è stata l'occasione per rimettere tutti in moto - anche per la preparazione - e far nascere nuovamente la voglia di incontrarsi, di persona!

Mentre autografo i libri ognuno ha una storia da raccontarmi, un’impressione da comunicarmi, un grazie, un affidamento… Mi è giunto anche un messaggio WhatsApp: «Ho iniziato a leggere il libro: una bomba! Sembra proprio il diario di Chiara, la sua vita nel quotidiano e, stupendamente, la sua anima, i suoi pensieri, le sue reazioni. Un dono immenso, inimmaginabile, prezioso, da tenere con sé, stretto. Una guida sicura per il nostro Santo Viaggio».