martedì 14 giugno 2022

Gesù Bambino

 

Nel giorno della festa di sant’Antonio sono stato al santuario di Greccio. In comune c’è Gesù Bambino! Antonio è dottore della Chiesa: tra l’altro gli è stata dedicata l’università a Roma, l’Antonianum. È stato un grande missionario, ha convertito molti eretici, ha compiuto miracoli, ha difeso con forza la giustizia… Eppure l’iconografia lo ritrae con in braccio Gesù Bambino, in un gesto di tenerezza e semplicità.

Quando a Greccio furono mostrate a Francesco delle grotte, gli nacque in cuore il desiderio di riprodurre la scena del presepe, e così a Natale chiamò la gente dei dintorni per far rivivere il mistero della nascita di Gesù. Anche lui prese in braccio Gesù Bambino, che qualcuno vide animarsi…

Mi viene in mente anche il grande intellettuale Girolamo, spirito focoso e polemico. Anche lui s’arrese davanti a Gesù Bambino e passo il resto della vita a Betlemme nella grotta accanto a quella della natività.

Questi giorni, stando dai Passionisti al Celio, ho visto il ritratto del beato Lorenzo Maria Salvi che tiene in mano un quadretto di Gesù Bambino. Scolpiva statuette in cera che distribuiva assieme alle immagini di Gesù Bambino perché incantato da questo mistero. Ha scritto addirittura quattro volumi su Gesù Bambino (ci vuole fantasia!). Sempre dai Passionisti al Celio ho trovato una mia ex alunna brasiliana delle Suore di Gesù Bambino. Sarà difficile contare gli Istituti intitolati a Gesù Bambino…


Ma torniamo a Sant’Antonio. Si racconta che verso la fine della vita si era fatto costruire una celletta su un noce maestoso in Camposampiero, nel luogo che il conte Tiso aveva messo a disposizione dei frati. E fu proprio il conte che una sera vide un grande splendore proveniente dal noce. Temendo un incendio accorse e vide il santo con Gesù Bambino tra le braccia, segno di un amore sincero, di un rapporto profondo, che tutti vorremmo avere con Gesù.

lunedì 13 giugno 2022

La mia notte non ha oscurità

 

La mia “bottiglia” lanciata nell’etere ha raggiunto Michele, che mi scrive: «Leggo il tuo blog sempre con tanto profitto. È uno degli elementi della mia meditazione mattiniera dopo il Vangelo del giorno». Deve essere proprio un giramento questo Michele, se ha vissuto tra Slovenia, Italia, Unione Sovietica, Polonia, USA, Caraibi e ora, se capisco bene, è in Messico.

La sua esperienza: canottaggio, nuoto, corsa… insomma un Superman. All’improvviso lo stop. «Mentre prima saltavo giù dal letto al mattino per andare a fare jogging e a camminare sulle montagne, e affrontare da “leone” la giornata, ora anche allacciare i lacci delle scarpe è diventato pesante. La meditazione mattiniera non mi diceva niente, silenzio, aridità...: solo la bussola della Parola, l’amore concreto per gli altri, il ricominciare a “prendere la croce quotidiana” e la fede che Dio è il mio “papà” e io sono il suo “piccolo” figlio, (anche se ho 75 anni) ha dato “senso” a quella che è, realisticamente parlando - e senza drammi - l’ultima tappa” della mia vita, una tappa in cui si fanno i conti con il proprio passato... e si vede che da un film che dura ore e ore, restano solo pochi minuti “validi” e di qualità, davanti a Dio. Ma, ed ecco il punto, comincio a intravedere con più chiarezza e gioia la frase di San Giovanni della Croce: “La mia notte non ha oscurità...”. Continuo a camminare, o nella “notte stellata” o nella fresca alba dei “momenti di resurrezione”».

Anche a me è risuonata nuova questa frase, riascoltata recentemente in un video messo sul sito del Centro Chiara Lubich. Non so se è proprio di san Giovanni della Croce, me lo dirà presto Josè Damián. È comunque tratta dall’Ufficio di san Lorenzo martire.

Al di là della provenienza è sicuramente una frase ispiratrice, specialmente per chi, come Michele e io, è ultra settantenne e a sprazzi vede ricomparire il passato con tanti fotogrammi negativi. Da viene la luce capace di illuminare la notte? Dalla fiducia nell’amore di Dio, come ha ben sperimentato Michele. Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? In Gesù Dio ci ha raggiunti nel più profondo di noi stessi, ha penetrato ogni angolo buio, ha sanato ogni ferita. Ci condannerà? Ma se non ha risparmiato il proprio Figlio e lo ha consegnato per tutti noi! E se Gesù Cristo, morto per noi, ora che è risorto e sta alla destra di Dio, intercede per noi! Vale proprio la pena rileggere la fine del capitolo 8 della lettera ai Romani: nulla e nessuno potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù. Nostro Signore.

Belle le parole del salmo che la Chiesa ci fa pregare oggi nella liturgia dell’ora media: “Non respingermi nel tempo della vecchiaia, non abbandonarmi quando declinano le mie forze… Affinché io annunzi la tua potenza, a tutte le generazioni le tue meraviglie”.

domenica 12 giugno 2022

Post 4500


Domenica scorsa una persona mi ha fermato per strada: “Lei è p. Ciardi?”. “Sì, ci conosciamo?”. “Di persona no, perché abito a Milano… ma leggo ogni giorno il suo blog”. Da non credere.

Questo è 4500 post del mio blog (a proposito, come si dice in inglese post? e blog?).

Ho iniziato l’avventura il 1° dicembre 2009. La media delle visite ogni giorno è 254: non sono certamente un influencer (già, come si dice in inglese influencer?). Un piccolo gruppo di affezionati lettori, per lo più ignoti, con i quali condivido piccoli pensieri quotidiani, una foto, un racconto… È come abbandonare alle onde del mare (in questo caso dell’etere) la famosa bottiglia con un messaggio dentro: chissà mai dove arriverà, chissà mai se qualcuno leggerà.

Mi piace ricordare le parole di Italo Svevo che in una lettera del 1927 diceva: “Lo scrittore deve scrivere ogni sera la storia della sua giornata”. Ne dava anche la motivazione: “È l’unico modo per ottenere una grande sincerità, la qualità più importante, credo”. A me sembra ci siano anche altre motivazioni, quali la gratitudine verso Dio, il raccoglimento che abitua a leggere la propria vita e a monitorarne il percorso, il desiderio della condivisione.

È vero anche quanto Svevo scriveva in un’altra lettera, il 30 agosto 1924: “Scrivere a questo mondo bisogna ma pubblicare non occorre”.

E per oggi? Mi basta un invito che mi sono sentito rivolgere in questa festa della SS. Trinità: “Facciamo le prove per far l’ultimo viaggio, quello per l’eternità, ove fra pochi anni saremo nel Focolare della Trinità”.

sabato 11 giugno 2022

Donna, perché piangi?

Festa della SS. Trinità. Me ne rendo conto soltanto adesso, all'ultimo momento. Chissà perché ero convinto che questa domenica leggessimo il racconto della risurrezione del figlio della vedova di Nain... Chi mi conosce non prova nessuna meraviglia. In ogni caso quel racconto è straordinariamente bello...

Il Vangelo narra di tre risurrezioni. Quella della figlia di Giairo: come poteva Gesù non compiere il miracolo, vista l’insistenza del padre, la sua fede? Quella di Lazzaro: come poteva non ridargli vita, lui che era suo amico e che tanto amava? Ma questo ragazzo? Non sappiamo nulla né di lui né di sua madre. Gesù passi di lì per caso, in quel piccolo villaggio a 10 chilometri da Nazaret. Nessuno gli chiede la guarigione, nessuno lo prega, nessuno gli manifesta la fede intensa necessaria al miracolo.

Ma Gesù non passa mai per caso. Come esclama la gente a cose fatte: «Dio ha visitato il suo popolo». Di sua iniziativa viene incontro a questa nostra umanità sofferente simboleggiata da un funerale in pianto. È mosso a compassione di una donna sola e disperata. Com-patisce, avverte in sé la sua sofferenza, il suo dolore, fino a sentirla come sofferenza propria, come suo dolore.

Gesù sa capire, come scrive la Lettera agli Ebrei, non è uno che «non sappia prendere parte alle nostre debolezze»; gli stesso è «stato messo alla prova in ogni cosa», fino a conoscere «forti grida e lacrime». Per questo possiamo accorrere a lui «per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno» (4, 15-16).

La donna non lo ha supplicato, ma il suo pianto è la più straziante delle suppliche e gli arriva dritto al cuore. Anche noi spesso non sappiamo pregare, trovare le parole giuste con cui rivolgerci a Dio. Anche attorno a noi tanti non sanno pregare, anzi la disperazione può portare a bestemmiare e a maledire. Eppure Dio non sei sordo al grido dei poveri, dei senza tetto, di chi subisce soprusi o è solo, disperato...

Gesù continua a passare per le nostre strade, incontra i nostri funerali, e ancora si commuove. Non se ne sta discosto, non guarda da lontano. La sua è una prossimità concreta e tangibile, come quando toccò fisicamente la bara del ragazzo. Egli visita il suo popolo, ci capisce, condivide, assume il nostro pianto, la nostra morte e in cambio ci dona la vita, perché egli è la Vita. Inverte il cammino di chi sta andando al cimitero e lo riporta verso la vita, la luce, la gioia.

Tre miracoli di risurrezioni, tre segni della sua piena e definitiva risurrezione, che asciuga ogni lacrima, cambia il lutto in esultanza.

venerdì 10 giugno 2022

La Madonna di san Benedetto

 


Sono tornato ancora una volta alle origini della nostra vita religiosa, nella stanzetta piccola piccola in Trastevere dove si dice che il giovane Benedetto abbia vissuto il breve periodo romano. Ho pregato davanti alla Madonna che avrebbe pregato nella stanza trasformata in cappella già nell’VII secolo. Chissà cosa si saranno detti i due, al punto da convincerlo a lasciare la città per ritirarsi nella solitudine delle montagne laziali…


A me non ha detto niente, ma parla quel suo sguardi dolce di mamma…




mamma…

giovedì 9 giugno 2022

Due libri, due metodologie a confronto

Cristiano Massimo Parisi, La memoria della Passione nel carisma di fondazione di san Paolo della Croce. Linee guida per una ermeneutica, EDB, Bologna2021,200 p. 

Perché mettere insieme due libri tanto distanti tra loro non soltanto per la rievocazione storica, ma anche per l’approccio metodologico? Proprio perché nel modo di studiare il carisma di due fondatori – Paolo della Croce e Chiara Lubich – procedono in maniera diversa e complementare. Più che esporne i contenuti vorrei dunque attirare l’attenzione sulla metodologia impiegata.

Per Paolo della Croce si inizia con l’esperienza del Fondatore, seguendo quattro aspetti ben identificati: l’esperienza personale, gli scritti espressione di un pensiero e di una vita, il magistero nella formazione e nella missione, il progetto di fondazione. Si prosegue con la storia dell’Istituto, privilegiando l’interpretazione del carisma offerto soprattutto dal magistero dei capitoli generali, punto di convergenza del cammino dell’intero Istituto. Si guarda infine a come il carisma è stato vissuto ed espresso da persone eminenti per la loro testimonianza di vita.


Oltre il Novecento. Chiara Lubich, la storia, la letteratura e la società del nostro tempo, Lucia Abignente / Donato Falmi (edd.), Città Nuova, Roma 2022, 254 p.

Il libro su Chiara Lubich segue un altro cammino, privilegiando l’indagine sincronica, guardando all’ambiente storico e culturale nel quale ella ha vissuto. Un approccio altrettanto ricco, rispetto al libro appena segnalato, che consente di cogliere le affinità con il cammino di altri protagonisti del proprio secolo e insieme le peculiarità che la contraddistinguono. Sorprendente le sintonie con grandi protagonisti di quel secolo, con i quali Chiara non si è mai incontrata personalmente, ma con i quali c’è stata una sorta di dialogo a distanza per la condivisione degli stessi ideali e passioni: Dietrich Bonhoeffer, Simone Weil, Mahatma Gandhi, Martin Luther King, Giorgio La Pira, Michail Gorbaciov; segno che lo Spirito Santo soffia dove vuole e come vuole, percorrendo sentieri impensati e giungendo a muovere persone diversissime tra di loro e ad orientarli verso una stessa direzione.

La scelta metodologica, in questo caso, colloca il fondatore nel suo tempo e nel suo ambiente, al di là di quello strettamente religioso, ecclesiale, spirituale. È un metodo ricca di conseguenze, che consente di cogliere le sincronie e le peculiarità. Aspetti che altrimenti diremmo originalissimi, sono invece espressione di un sentire comune, frutto di un humus che ha prodotto e alimentato soggetti diversi, con esperienze diverse eppure accomunati dagli stessi aneliti, risposta ai “segni dei tempi”. Altri aspetti del messaggio di un fondatore, che diremmo secondari o che nell’ambito della sua famiglia hanno avuto scarso rilievo, possono essere messi in luce in maniera nuova da persone che sanno leggere la sua storia dentro la grande storia.

Le diverse metodologie adottate dalle due opere, quella “diacronica” e quella “sincronica”, possono alimentarsi reciprocamente. Potremmo leggere Paolo della Croce in sincronia con il contesto del Secolo dei Lumi (nasce nello stesso anno di Voltaire!) e farlo dialogare con Alfonso Maria de Liguori, Luigi Maria Grignion de Montfort, Leonardo da Porto Maurizio, ma anche con Cesare Beccaria. Per Chiara Lubich si potrebbe supporre un cammino diacronico con quanti hanno condiviso il suo carisma e ne hanno messo in luce aspetti e sensibilità diverse.

Due metodologie, due ermeneutiche complementari, a servizio della comprensione sempre più profonda del carisma e della sua continua attualizzazione.

mercoledì 8 giugno 2022

Vacanze in Paradiso 2022

 


Stasera ultimo incontro di preparazione per le “Vacanze in Paradiso” edizione 2022. Ogni mese ci siamo ritrovati – in zoom naturalmente – con alcune famiglie francesi per condividere il percorso che vorremmo intraprendere così da continuare la magnifica esperienza dell'estate 2021, quando abbiamo trascorso cinque giorni, genitori e figli, a Saint-Pierre-de-Chartreuse, vivendo come in paradiso…  Dovrebbero partecipare essere una ventina di famiglie ospitate, ancora, al Centro Mariapolis Montbruno nella regione della Savoia, nel Sud della Francia. È partito l’invito a scriversi, annunciando: “attività, comuni ai bambini e ai loro genitori: racconti, presentazioni, giochi, passeggiate, feste, pasti…”. Sarà sicuramente bello almeno come lo scorso anno!