martedì 7 luglio 2026

Un sorriso, per favore

Piccola sorella Magdeleine di Gesù. Ho letto la biografia. Straordinaria per contento e forma. Una donna con un ideale grandissimo, che riassume con una parola: unità. Così la ripete alle sorelle:

«L'unità è la nostra missione primordiale. Niente può starle al di sopra e tutto le deve essere subordinato. Se mi dicessero di definire in una sola parola la missione della Fraternità, non esiterei un minuto a gridare: unità, perché nell'unità può essere riassunto tutto…  Vorrei che ciascuna di voi coltivasse la passione dell'unità, come un artista ha la passione della bellezza e un pensatore quella della verità... Come un musicista patisce anche per la più piccola stonatura al punto da trasalire, anche voi dovreste risentire dolorosamente in voi ogni sia pur minimo attentato all'unità. Vorrei che ogni parola che ferisce un essere umano ferisse profondamente anche il vostro cuore, come se toccassero vostro padre o vostra madre, vostro fratello o vostra sorella».

Il suo stesso “manifesto”, scritto agli inizi, nel 1943, termina evocando «un amore universale, al di sopra delle divisioni di classi, nazioni e razze. Affinché regni, tra gli uomini, l’unità nell’amore del Signore…».

Straordinario il suo pellegrinare per il mondo per portare ovunque questo messaggio d’amore e di unità. A soli 10 anni dalla fondazione ne lascia la direzione per attraversare tutti i continenti, per cercare le persone emarginate e lasciare tra loro le sue fraternità. In pochi anni sono 800 le suore che ella dissemina nel mondo, in sessanta Paesi, per rompere le barriere delle divisioni culturali, razziali, causate dalle guerre, tra ricchi e poveri, con un amore verso tutti, senza distinzioni.

Una presenza silenziosa, che testimonia con la vita l’amore di Dio e la fraternità universale. Stando in mezzo alla gente semplice, povera, operaia, vivendo come loro… per essere lievito nella pasta. E con il sorriso: «Rimanete calme e pacifiche nella confusione del mondo attuale. Siate un "sorriso" su questo mondo, è il mio più grande augurio... Sorridete a tutti quelli che soffrono e di cui vorreste addossarvi le sofferenze: ai malati, ai lebbrosi, ai carcerati, a chi si affatica nelle fabbriche, a chi soffre nella carne, nel cuore, nel- l'anima. Se anche non foste altro che questo – un piccolo raggio di sole che entra in una stanza oscura e gelata per illuminarla e riscaldarla -, a me basterebbe per dimenticare tutte le lacrime che mi è costata e mi costerà ancora la fondazione della Fraternità».

Un sorriso che costa: «Vi supplico siate in mezzo all'odio che dilaga sul mondo intero una presenza d'amore fraterno. In Africa, in America, in Asia, nell'Europa dell'est, ovunque regna il rancore e la vendetta, siate un sorriso sul mondo, anche quando il mondo vi avrà fatto soffrire... Ma siate innanzitutto un sorriso tra voi. Abbiate la gioia di vivere insieme».

Una vocazione attualissima!

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