venerdì 19 marzo 2021

Nelle tue mani consegno il mio spirito / 2


“Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Ci si aspetterebbe che una parola così piena di confidenza fosse sussurrata. Invece Luca riferisce che Gesù la gridò: «gridando a gran voce, disse…». È l’eco del grido riportato da Marco e Luca? Il termine greco è diverso, non più boân (urlare), ma pônein (gridare), eppure sembra richiamare quell’urlo, che Luca pur doveva conoscere, ed è sicuramente per questo che anch’egli fa terminare la vita di Gesù con un grido, anche se ora le parole sono piene di fiducia.

Ma è poi tanto diverso il “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato”, dal “Padre, nelle tue mani affido il mio spirito”? Forse ambedue esprimono, pur in maniera diversa, la medesima realtà e con esse si compie la missione di Gesù.

Le parole del salmo 31 ripetute da Gesù erano la preghiera che ogni madre ebrea insegnava al figlio come ultime parole prima di addormentarsi. Anche a Gesù deve averla insegnata sua madre, Maria, e anch’egli, prima di “addormentarsi”, la recita per l’ultima volta. Gesù muore come un bambino che si addormenta tra le braccia del padre.

Lo stesso affidamento lo fa il primo martire, Stefano, che adesso si rivolge direttamente a Gesù: «Signore Gesù, accogli il mio spirito» (Atti 7, 59).

Come lui tanti altri martiri. Negli Atti del martirio di Pionio si legge, ad esempio: «Quando ormai la fiamma era divampata alta, con volto ridente pronunciò l’ultimo amen e disse: “Signore, accogli la mia anima”; e, quasi gli colasse di bocca senza suono né pena, esalò l’estremo respiro e quale pegno emise lo spirito al Padre, che ha promesso di custodire ogni sangue innocente e ogni anima condannata ingiustamente» (21, 9).

Ritroviamo le stesse parole sulle labbra di san Venceslao di Boemia, di san Bernardo di Chiaravalle, mi migliaia di altri uomini e donne che muoiono nella pace del Signore, sia nel martirio che nella morte non violenta… Il Maestro ha fatto scuola! ed ha trovato innumerevoli discepoli.

È la medesima invocazione che la Chiesa insegna a ripetere a ogni cristiano, nella Compieta, come ultima preghiera della sera: «Signore, nelle tue mani affido il mio spirito».

Ogni sera ci addormentiamo con queste parole. Vorremmo che fosse anche la nostra ultima preghiera.

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