Sono semplicemente stupefatto. Sono partito ieri per
Alessandria, dove sono che mi aspetta qualche centinaio di persone per una
conferenza sulla santità. Di più non so. Viaggio piacevole lungo l’Aurelia e
l’Autostrada. Giungiamo ad Alessandria mentre la distesa pianura Padana è
illuminata lievemente di rosa da un tramonto tenue e incerto. Ma non entriamo
in Alessandria. Ci immergiamo in strade che sembrano perdersi tra distese di
campi. Castellazzo. Castellazzo? Ma qui Paolo della Croce ha scritto la sua regola!
Poco oltre Castelspina. Siamo arrivati!
Mi introducono sotto un grande tendone. Sorpresa! Quanti
giovani!
Da 31 anni, quando ricorre l’anniversario della morte di Madre Chiara Ricci, le suore, da tutta Italia, chiudono casa e si danno appuntamento in questo paesino sperduto nella campagna. O meglio, non chiudono le case, le affidano semplicemente in custodia agli amici. Ecco qui, tutte giovani, anche le più anziane sono giovanissime. Si sono portate dietro tanti altri giovani, soprattutto ragazze, anche loro qui per far festa a Madre Chiara Ricci, la fondatrice delle suore.
Le Suore Francescane Angeline sono nate proprio in questa
casa a Castelspina. Dopo cena visito gli antichi ambienti dell’Ottocento: la
cappella con la tomba della Madre, la stanza nella quale ha vissuto ed è morta,
i pochi oggetti che le appartenevano, i bei mobili portati dalla casa della sua
famiglia. Tutto disposto con cura, con armonia. Hanno ricreato un ambiente di
un’atmosfera sacra. Qui è passata una santa!
Negli spazi moderni un gioiellino di mostra che aiuta a
ripercorrere la vita della Madre, la sua fondazione, la storia della
congregazione nel mondo.
Resto incantato.
Questa mattina, dopo la preghiera comune in una grande sala
costruita proprio per questi eventi, i giovani si incontrano tra loro. Ne
approfitto per farmi condurre a Castellazzo; non posso mancare l’incontro con
san Paolo della Croce. A differenza di Castelspina che è un comune piccolo
piccolo che oggi conterà si o no un 300 abitanti, sindaco compreso, Castellazzo
si presenta quasi come una cittadina, con case e palazzi rigorosamente in
mattone, come usa in questa regione, completamente tirati a lucido, con
portici, una moltitudine di chiese…
Inizio dal santuario della Madonna della Creta, da alcuni
anni punto di ritrovo dei “centauri”: il giorno del loro raduno la grande
chiesa viene completamente svuotata dalle panche così che le moto possano
invaderla completamente. La cappella con l’effige originaria della Madonna è
bella e raccolta, attorniata da centinaia di ex voto, esposti anche nei
corridoi vicini, segno di una lunga e profonda devozione.
La visita d’obbligo è comunque la chiesa di san Carlo e Anna.
In fondo alla chiesa, sulla sinistra, si apre una stanzetta, la famosa cella
nella quale san Paolo della Croce si ritirò in preghiera e scrivere la Regola.
Ho appena finito di leggere uno studio sul diario mistico scritto in questa
stanza… Peccato che un luogo così importante sia lasciato in maniera così
trasandata. Eppure conserva tutto il suo fascino: un altro luogo altamente
carismatico. Il “pellegrinaggio” continua alla chiesa di sant’Antonio abate,
dove è conservata la grande croce di san Paolo.
Infine il cimitero di Castelspina, piccola cittadella
composto esclusivamente da cappelle di famiglia. Fa eccezione il “condominio”
delle suore e un riquadro dove, uniche, un bel numero di suore è sepolto per
terra. Sono tante. Anche questa è una bellissima testimonianza.
Inizia intanto il convegno per celebrare l’anniversario di
Madre Chiara Ricci: quest’anno è il 125° anniversario. Sono giunte le famiglie.
Il titolo è affascinante: “La memoria accende la speranza. Madre Maria Ricci,
una della per il suo tempo”. Tra le “memorie” il libro appena pubblicato da
Chiara Codazzi con gli articoli di giornale del tempo della fondatrice. A
seguire: “Il contesto storico-ecclesiale delle diocesi di Acqui Terme e
Alessandria all’epoca di Chiara Ricci”, “L’opzione educativa nelle fondazioni
religiose femminili del Basso Piemonte nella seconda metà dell’Ottocento”, “La
profezia di un Necrologio” che rilegge il profilo di Chiara Ricci apparso sul
giornale in occasione della sua morte. Un quadro ricchissimo che ci ha fatto
rivivere la straordinaria esperienza di Madre Chiara nel contesto del suo tempo
e anche come proposta di vita attualissima.


























