domenica 21 giugno 2026

Jacopa de' Settesoli a Rieti

Una settimana tutta di presentazioni di libri. Oggi ultimo sprint a Rieti per presentare Jacopa de' Settesoli, la fedele compagna di san Francesco, un libro che ha la mia introduzione.

Ne ho già parlato in occasione della prima presentazione:

https://fabiociardi.blogspot.com/2025/12/jacopa-de-settesoli-comes-di-francesco.html

Sabina Viti, l’autrice, crede nel suo lavoro e lo sta proponendo qua e là, e io cerco di assecondarla, perché questa Frate Jacopa è una donna che merita davvero di essere conosciuta, anche per la sua straordinaria azione sociale, capace di rivoluzionare l’economia di una città come Marino, dando le terre ai contadini, creando un clima di fiducia e di solidarietà: modello di imprenditrice, di donna d'azione di fede...





sabato 20 giugno 2026

Bambini in Paradiso


 

Un’altra presentazione del libro Paradiso ’49? Ebbene sì, lo merita visto che in un mese siamo già alla quinta ristampa. Ma questa volta avevo un pubblico scelto: una quindicina di bambini! Troppo bello.

Ecco alcuni dei loro disegni





venerdì 19 giugno 2026

All'Aquila: Presentazione di Lacrime e stelle


 

Il tour per la presentazione del libro “Lacrime e stelle” è all’ultima tappa. Dopo Roma, Pescara, Taranto, Matera, Firenze, Siena, Reggio Calabria, Cosenza, Vasto, eccomi adesso a L’Aquila. Riprenderemo dopo l’estate con Napoli…

La presentazione del libro è avvenuta nell'ambito delle manifestazioni di "L'Aquila capitale della cultura 2026".

La giornalista Sabrina Giangrande l'aveva annunciato così sul "L'Aquila Blog:

UN VIAGGIO NELLA VITA E NEL CARISMA DI CHIARA LUBICH

L’AQUILA – Nella Sala Rinascimentale di Palazzo Alfieri, in via Fortebraccio 54, presso le Suore Micarelli, venerdì 19 giugno 2026, alle ore 17, sarà presentato il volume “Lacrime e Stelle. Per una autobiografia di Chiara Lubich. Gli inizi”, scritto da Padre Fabio Ciardi e pubblicato da Città Nuova. Un viaggio nella vita e nel carisma di Chiara Lubich.

L’iniziativa, patrocinata gratuitamente dal Comune dell’Aquila, offrirà l’occasione per approfondire la figura di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari e tra le personalità spirituali più significative del Novecento. A dialogare con il pubblico sarà lo stesso autore, Padre Fabio Ciardi, professore emerito presso l’Istituto di Teologia della Vita Consacrata “Claretianum” di Roma e direttore del Centro Studi dei Missionari Oblati di Maria Immacolata.

L’incontro sarà arricchito dall’intervento di S.E.R. Mons. Antonio D’Angelo, Arcivescovo dell’Aquila.

Sul retro di copertina del volume compare una delle riflessioni più intense di Chiara Lubich: «Quando si parla d’amore, Signore, forse gli uomini pensano a una cosa sempre uguale. Infatti si dicono infinite cose con un verbo. Lo sapevo che Dio è amore, ma non lo credevo così». Una frase che racchiude il cuore della sua esperienza spirituale e della sua testimonianza umana.

Nata a Trento nel 1920, Chiara Lubich comprese, nel pieno delle devastazioni della seconda guerra mondiale, che il Vangelo poteva rappresentare una risposta concreta alle sofferenze e alle divisioni del mondo. Da questa intuizione nacque nel 1943 il Movimento dei Focolari, fondato sull’amore reciproco, sulla fraternità universale e sulla condivisione dei beni, ispirata alla vita delle prime comunità cristiane.

giovedì 18 giugno 2026

Una Chiesa tutta carismatica

 

Presentazione del libro “Un magnifico giardino”. Non si è trattato della presentazione classica, ma  di un’occasione per riflettere insieme sulla dimensione carismatica della Chiesa; riflessione condotta magistralmente da sr. Mary Melone, attuale superiora generale delle Suore Francescane Angeline, già rettore dell’Università Antonianum.

A proposito del libro: José Damián Gaitán ha scritto una bella e lunga recensione su “Revista de Espiritualidads”. Parlando del mio ultimo capitolo, conclude dicendo che esso «risponde a domande come: Cosa ha attratto alcuni religiosi al carisma di Chiara Lubich? Cosa hanno ricevuto da questo carisma, all'epoca, nuovo nella Chiesa? Qual è stato il contributo dei religiosi alla sua comprensione e al suo sviluppo storico? Secondo l'autore di questo capitolo, il contributo dei religiosi al carisma di Chiara è stato importante per la visione che si stava delineando in lei riguardo alla teologia dei carismi. In armonia, naturalmente, con le sue intuizioni iniziali. Confermate, inoltre, dall'evoluzione della teologia e del Magistero della Chiesa, soprattutto dopo il Concilio Vaticano II, sulla necessaria comunione tra i carismi e le diverse realtà ecclesiali».

Introducendo l’incontro, Claudio Cianfaglioni ha fatto notare: «Stasera qui, guardandoci, ci riscopriamo una assemblea tutta “carismatica”. Non solo perché, innanzitutto, ciascuno di noi è un “dono” per l’altro col suo solo esserci: a tal proposito Chiara Lubich ha affermato: “Chi mi sta vicino è stato creato in dono per me ed io sono stata creata in dono per chi mi sta vicino”.

Ma anche perché ciascuno di noi è in certo qual modo espressione viva di un carisma che lungo i secoli lo Spirito ha fatto alla Chiesa sua sposa. Guardandovi, da qui, posso scorgere tra voi il “volto” di Agostino, di Benedetto, di Francesco, di Antonio Maria Claret, di Giovanna Antida, di Eugenio de Mazenod, di Annibale Maria di Francia, di Giuseppe Calasanzio, di Madre Oliva Bonaldo, di Madre Crocifissa, di Chiara Lubich, di Madre Chiara Ricci… e chissà quanti altri».

In effetti eravamo una bella assemblea… carismatica.


mercoledì 17 giugno 2026

Una mistica comunitaria: Il "Paradiso '49"

“Una mistica comunitaria”. Questo il titolo della trasmissione di questa sera sul canale YouTube di Città Nuova per la presentazione del libro Paradiso’49. Per la verità non si è parlato tanto di mistica comunitaria quando piuttosto, come doveroso, del libro in sé. Alba Sgariglia e io siamo stati intervistati dal direttore dell’editrice, Luca Gentili. Il video potrà essere rivisto sul canale YouTube. Qui, in sintesi, i miei interventi.

https://youtu.be/Rnk3TWjUFkQ

Domanda: A te che sei stato anche responsabile della Scuola Abbà viene naturale chiedere di spiegarci meglio quale rapporto ci sia tra il Paradiso ’49 e appunto la Sapienza declinata secondo le diverse discipline, propria della Scuola Abbà, nonché nel suo più complessivo significato culturale.

Per Chiara il Paradiso ’49 non era soltanto una fonte ispiratrice per la propria vita e per quella di tutta la sua Opera. Era qualcosa di più. Vi vedeva racchiusa, in forma germinale, una dottrina che avrebbe potuto ispirare tante discipline, a cominciare dalla teologia.

Ogni disciplina ha la sua epistemologia, che va rispettata. Nel Paradiso vi è comunque una visione di Dio, dell’uomo, del mondo, della storia che potrebbe gettare luce sul pensiero e aprire la strada a nuovi intuizioni, a ulteriori approfondimenti.

Commentando un testo del 27 luglio 1949, Chiara scriveva in proposito: «Ricordo che fin dall’inizio - eravamo ancora in piazza Cappuccini - sentivo la necessità (…) di una politica nuova, di un'arte nuova. Vedevo, quasi con gli occhi, tutto illuminato».

Questa stessa idea la riprende, in forma poetica, nell’estate del 1950, quando, raccontando la «Favola fiorita lungo il sentiero "Foco"», immagina la visione che le viene dall’Alto come una sorte di luce che si distingue in tanti colori, come se l’umanità fosse «illuminata dal carisma e perciò rinnovata, clarificata». Altre volte ha usato l’immagine dell’acqua che irrora i fiori di un giardino: l’acqua ravviva i fiori che tuttavia non perdono il loro colore, la loro natura. I vari dottorati honoris causa che ha ricevuto negli ultimi anni della sua vita e nei campi più diversi, stanno a indicare come davvero il suo carisma possa dare un contributo nel campo della cultura.

Domanda: Il Paradiso ’49 è un testo che – penso sia corretto dirlo - riporta al senso più profondo dell’esperienza che Chiara fa di Dio. In un tempo tanto lontano dalla scaturigine di quell’esperienza ci puoi dire se il Paradiso ’49 sia ancora in grado di illuminare l’Opera, che Dio ha fatto fondare a Chiara, sulla sua identità storica e attuale?

Sono convinto che se andiamo in profondità nella sua comprensione e nel suo vissuto, questo testo aiuterà l’Opera di Maria a scoprire sempre più la propria natura, la propria identità, il suo perché.

Ogni istituzione, anche la più carismatica, con il passare degli anni corre il pericolo di un annacquamento, di un calo di tensione. Il fuoco dell’intuizione iniziale domanda di essere sempre attizzato, alimentato per non illanguidire o spegnersi. Il testo che abbiamo tra mani penso possa aiutare a tenere viva la fiamma dell’Ideale, a infondere nuova luce, ad accendere la creatività.

Infatti è proprio in questo periodo 1949-1951 – gli anni appunto del “Paradiso” – che il Movimento nato a Trento nel 1943-1944 prende la sua fisionomia e diventa un’Opera nella Chiesa. Qui si trova la risposta alla domanda: chi siamo, perché Dio ha dato vita a quest’Opera nella Chiesa, qual è la sua fisionomia, come si articola, come si vive al suo interno, qual è la sua missione?

Lungo tutta la vita Chiara ha seguito le intuizioni di quelli anni e vi ha trovato l’ispirazione per ogni proposta, per ogni iniziativa. Adesso tutti possono attingere direttamente a quella sorgente.

Domanda: Non possiamo a questo punto non sfruttare le tue competenze. Pertanto ti chiedo di aiutarci a capire la portata spirituale del Paradiso ’49, anche e proprio nel senso della ricerca di un significato più profondo dell'esistenza e della sua connessione con qualcosa che va oltre la dimensione materiale.

Questo testo è frutto di una esperienza di Dio e Chiara lo ha scritto per condividere quell’esperienza e perché quell’esperienza possa essere nuovamente vissuta.

Il 25 luglio 1949, una decina di giorni appena dagli inizi, scriveva: «Tutte queste carte che ho scritto - perché in 10 giorni ne aveva già scritte tante! - valgono nulla se l'anima che le legge non ama, non è in Dio. Valgono se è Dio che le legge in lei». Questo ci aiuta a capire anche la metodologia, come va letto questo testo, se si vuole che produca gli effetti che esso vorrebbe produrre.

Io ho avuto la gioia di sentir leggere integralmente questo testo dalla stessa Chiara, più e più volte, a partire dal 6 febbraio 1995. Il 22 novembre 2003, una delle tante volte che avremmo dovuto rileggere da capo il Paradiso ’49, Chiara si introdusse con quanto aveva appena scritto sulla prima pagina del testo che aveva tra mano: «Questa volta lo leggiamo allo scopo di convertirci, traducendolo in vita. Dobbiamo far in modo che la S[cuola] A[bbà] diventi Paradiso. Fra il resto solo così si capiscono i contenuti di questi volumi…». Nell’intervallo fotografai quella pagina:

Per capire in profondità questo libro occorrerà dunque tradurlo in vita, dobbiamo diventare quel “Paradiso” di cui parla il libro.

Mi piacerebbe concludere con almeno due citazioni. La prima dice il valore di ogni singola persona. Leggo: “Oggi compresi che ognuno di noi è insostituibile nel nostro posto. Fummo chiamati da Dio ad essere Lui (…): ad essere quindi Parole di vita vive. (…) Siamo necessari a Dio di necessità d'amore. Noi crediamo all'amore di Dio a tal punto da credere che Egli ha bisogno di noi per il suo disegno d'amore”. Dal valore della persona nasce poi il valore della relazionalità: “io sono stata creata in dono a chi mi sta vicino e chi mi sta vicino è stato creato da Dio in dono per me”.

Infine la visione cosmica: “Le creature dell'universo sono in marcia verso l'Unità, verso Dio, per indiarsi”.


martedì 16 giugno 2026

Corro leggera

 

Visto che non ho idee mie, ho chiesto a Teresa di Gesù Bambino di darmene una lei. Meravigliosa!

Al Cuore divino che trabocca di tenerezza
Io ho dato tutto e corro leggera...
Non ho più nulla, la mia sola ricchezza:
Vivere d'amore.
Vivere d'amore è bandire ogni paura,
ogni ricordo dei passati errori.
Nemmeno la traccia vedo dei miei peccati,
in un istante l'amore ha tutto bruciato.
del tuo focolare faccio la mia casa.

lunedì 15 giugno 2026

Il rischio, il coraggio e la fiducia

Certo che ha corso un bel rischio, Maria di Nazaret, nel dire di sì alla proposta dell’angelo di diventare la madre di Gesù. Cosa avrebbero detto gli altri? Come spiegare? Ha preso il coraggio a due mani e ha detto di sì. Aveva certamente una assicurazione di ferro: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra”. Il rischio però rimaneva e ci voleva coraggio. Eppure ha fiducia: c’è lo Spirito con lei, la potenza dell’Altissimo. Lo stesso quando fu spinta ad andare da Elisabetta: Che le avrebbe detto? Eppure accetta il rischio, con coraggio… e con fiducia.

Lo stesso per il sì che ha detto Gesù al Padre che lo mandava sulla terra. Cosa lo avrebbe aspettato? Come sarebbe andata a finire? Rischio, coraggio, fiducia.

Tre parole che posso andare bene anche in certi momenti della nostra vita, quando ci viene richiesto qualcosa di imprevisto, incerto, che sembra andare al di là delle nostre forze e che ci blocca. C'è sempre un rischio, che richiede coraggio, e soprattutto tanta fiducia nello Spirito Santo e nella potenza dell’Altissimo.