Dalle Dolomiti ai colli romani: Marino.
È vero quello che si legge sulle maioliche della torretta: “Qui
la pace dell’aurora dura tutto il giorno”.
Venite e vedete…
Dalle Dolomiti ai colli romani: Marino.
È vero quello che si legge sulle maioliche della torretta: “Qui
la pace dell’aurora dura tutto il giorno”.
Venite e vedete…
Termina così questa settimana di immersione nel carisma, che
ha dato luce anche all’oggi.
Come conclusione, forse un po’ prosaica confrontata con la
sublimità di quanto abbiamo meditato, è stata semplicissima: davanti a ogni
negativo, a ogni persona problematica, ad ogni situazione ecclesiale o sociale
critica, il primo atteggiamento non è quello della condanna, ma della
misericordia. Sono chiamato a riconoscere quel negativo, senza mascherarlo; ad
assumerlo come mio, perché l’altro è mio; a entrare io nella “Verità”, sanando
in me quella frattura, santificando me per l’altro, come Gesù: “Pro eis
sanctifico me ipsum”.
Scendiamo a valle… come nell’esperienza del Tabor. “È bello per noi stare qui”, dicevano i tre
discepoli. Per noi, ma per gli altri? Gesù li invitava a discendere e ad affrontare
la passione: la trasfigurazione è anche per
gli altri..., “Amore discendente”.
Anche noi andremo per il mondo carcandolo in tutte le
persone che incontreremo…
Madonna della luce perché l’edicola, sulla roccia, è stata costruita accanto a una delle prime centrali idroelettriche d’Italia. A noi ricorda momenti di luce vissuti su questi prati da Chiara e le sue prime compagne.
Qui, in una natura d’incanto, tutto parla di Cielo e si fa
metafora del divino, ed ella scrisse: “tutta l'umanità fiorisce in Maria. Maria è
il Fiore dell'umanità. Ella, l'Immacolata, è il Fiore della Maculata.
L'umanità peccatrice non poteva che fiorire in Maria, la
tutta bella! Noi dobbiamo a lei la salute, Ella la vita sua a noi. Che bella
Maria: è la creazione che va in fiore, la creazione che va in bellezza. Vedo
tutta la creazione fiorita come la chioma d'un albero... È Maria. Dal Cielo
Dio S'innamora di questo Fiore dei fiori, l'impollina di Spirito Santo e Maria
dà al Cielo ed alla terra il Frutto dei frutti: Gesù. Per scendere Iddio dal
Cielo doveva trovar Maria. Egli non poteva scendere nel peccato ed allora
inventa Maria, che, riassumendo in Sé la bellezza tutta del creato,
"inganna" Dio e lo attira sulla terra. Ma Ella è Fiore dell'umanità e
chiamato Dio a Sé lo chiama per l'umanità, perché Ella è grata all'umanità
d'averle dato la vita”.
Maria nostra figlia! La cosa più bella a cui come umanità abbiamo dato vita, ed è grazie a lei che abbiamo la Vita.
Siamo sui luoghi dell’esperienza mistica di Chiara.
Ripercorrere i luoghi delle origini, quelli che chiamo “luoghi
carismatici”, è sempre sorprendente. Sì, ci sono luoghi dove è rimasto un’orma
della presenza dello Spirito e delle persone che egli ha scelto per essere suoi
strumenti: Subiaco, La Verna, la casa della missione a Aix, qui a Tonadico…
Scritti e fatti tornano ad essere vivi e parlano ancora.
Questi sono giorni di contemplazione.
Dolomiti. Circondati dalle montagne. Siamo in gita? Finora siamo sempre a parlare tra di noi, nella gioia di trovarci insieme…
Insomma cosa facciamo in 80 in
Sperimentiamo “quanto è bello e piacevole che i fratelli stiano insieme”.
Sant’Antonio con Bambino in braccio. Un classico.
Naturalmente non manca neppure nella chiesa di Fiera di Primiero a lui
dedicata: la sua statua è ben collocata sull’altar maggiore.
Ma a fianco vi è un quadro che ritrae una scena insolita. Questa volta a dare il Bambino in braccio ad Antonio è la Madonna stessa. La scena è in quadrata in uno scenario storico (i frati che ammirano estasiati il fatto – e non è storico) e uno metastorico (angeli e santi che seguono l’atto della consegna).
Quello che mi ha colpito, e che ho fatto notare alla mia assemblea, è l’atteggiamento di Maria e di Gesù. Forse è frutto di un’arte pittorica un po’ scarsa… oppure è voluto. Sta di fatto che Gesù Bambino mostra un po’ di ritrosia a lasciarsi affidare nelle braccia di Antonio, mentre la Mamma quasi ve lo spinge e lo lancia verso di lui.