Sembra di essere in un aeroporto, non soltanto per l'ampiezza degli spazi, ma anche per le procedure: passaporto, controllo bagagli, accesso al treno con nuovo controllo passaporti... Lascio Xi'an, la città della "lunga pace", secondo l'antica denominazione, alla volta di Pechino.
Ieri il dialogo all'università è durato quattro ore continuate, poi ripreso durante il pomeriggio nelle visite ai luoghi storici. Un dialogo serrato su tanti temi sempre riguardanti gli Istituti religiosi, la Chiesa, il Papa, il Vaticano... Dialogo franco, semplice e insieme profondo, ognuno alla scoperta del mondo dell'altro. Abbiamo tanto da imparare gli uni dagli altri, attenti soprattutto alle diverse sensibilità, culture, storie... Un centro di studi di grande livello l'Istituto della via della seta, che promuove il dialogo tra le civiltà, a fronte dello scontro di civiltà, soprattutto con il Medio Oriente e la civiltà occidentale.
Subito dopo pranzo andiamo nella città antica, dentro le mura secolari. Iniziamo con il museo delle steli, una serie di edifici dalle strutture caratteristiche, collocati in ampi giardini: ciò che qua non manca sono gli spazzi e il verde... Il museo raccoglie grandi steli di pietra, fin dagli inizi del primo millennio, con incisi i libri classici. Da noi ci sono le pergamene, qui le pietre. Di sala in sala, di secolo in secolo... Anche quelli che da noi sono i quadri con i dipinti, i ritratti, qui sono in pietra. Ancora una volta un mondo nuovo da scoprire.
Ma siamo venuti qui per entrare nel nuovo grande edificio nel quale è stata costruita una apposita sala per accogliere la Stele di Xi'an, che narra dell'arrivo del cristianesimo. Nel 2008, quando il nostro Angelo Lazzarotto (p. Minimo) scrisse uno dei suoi libri sulla Cina, lamentava che una testimonianza storica così rilevante fosse lasciata "confusa tra mille altre, senza particolari segnalazioni per i visitatori”, segno, così mille altre, senza particolari segnalazioni per i visitatori", segno, così scriveva, di come “questa antica tappa del percorso di avvicinamento del cristianesimo al Regno di Mezzo sembra essere stata dimenticata o quantomeno sottostimata in Cina”. Adesso sarebbe contento di vedere la collocazione che, a partire dallo scorso anno, è stata riservata alla stele. È proprio nel cuore del museo e la sala occupa in altezza tutti e tre i piani, corredata di pannelli video con la storia, la trascrizione in cinese corrente... Anche questo dice i cambiamenti in atto.
D'altra parte il cristianesimo è una tale minoranza che la maggior parte dei cinesi non ne conosce neppure l'esistenza: 8-12 milioni (chi li ha mai contati) i cattolici, a fronte di una popolazione di 1 miliardo e 300 milioni. Numericamente insignificante (e chissà perché invece il governo è così interessato).
Del museo mi interessa tutto, ma ci vorrebbero ore e ore. Mi fermo negli edifici dove sono raccolte le testimonianze funerarie, con sarcofagi sorprendentemente (per me, non per loro!) in stile cinese. Il culto dei morti, volere o volare, è proprio di ogni cultura ed è indice di fede nella vita eterna e quindi di Dio.
Il museo è accanto alle mura della città iniziate nel 1300 e perfettamente conservate. È la più completa cinta muraria della Cina. Oltre 13 chilometri a forma di rettangolo, con una larghezza di 15 metri.
Obbligatoria una passeggiata, passando accanto almeno ad alcune delle 98 torri... Uno spettacolo unico...
Ora rimane da vedere la pagoda dai sette tetti, un po' l'edificio simbolo della città.
Intanto si è fatto notte e tutto attorno alla pagoda si estende una vasta area caratteristica con locali, piazze, strade che ospitano centinaia di persone che godono la bellezza degli ambienti tradizionali. Molte le donne nei costumi antichi che amano recitare la parte e farsi fotografare. E intanto noi parliamo, parliamo, parliamo sui massimi sistemi.

























































