domenica 17 maggio 2026

Pechino passeggiando

Piove a dirotto tutto il giorno. Buon segno, mi dicono: piove quando arrivano persone importanti...

Mi introduce nella festa dell'Ascensione un padre della chiesa armena, che mi aiuta a pregare:

"Portami in cielo con te / le mie membra corrotte, terrestri, / riuniscile al Capo./ nonostante sia l'ultimo in tutto / come la pianta del piede, / sia annoverato pure io // fra le membra sante!"


Ieri pomeriggio, appena arrivato, ho potuto fare due passi in un quartiere antico della città, vicino all'albergo. Casette basse, di una volta, con porte laccate di rosso che introducono in anditi e cortiletti interni misteriosi. Stradine silenziose, fino a un minuscolo parco lungo un rivolo d’acqua.



Incontro anche un matrimonio tradizionale.



Poi svolto l'angolo ed ecco un'altra Pechino, quella della tanta gente...


E finalmente l'università, nonostante sia domenica... ma questo a domani.



sabato 16 maggio 2026

Xi’an, la città vecchia parlando dei massimi sistemi

Sembra di essere in un aeroporto, non soltanto per l'ampiezza degli spazi, ma anche per le procedure: passaporto, controllo bagagli, accesso al treno con nuovo controllo passaporti... Lascio Xi'an, la città della "lunga pace", secondo l'antica denominazione, alla volta di Pechino. 



Ieri il dialogo all'università è durato quattro ore continuate, poi ripreso durante il pomeriggio nelle visite ai luoghi storici. Un dialogo serrato su tanti temi sempre riguardanti gli Istituti religiosi, la Chiesa, il Papa, il Vaticano... Dialogo franco, semplice e insieme profondo, ognuno alla scoperta del mondo dell'altro. Abbiamo tanto da imparare gli uni dagli altri, attenti soprattutto alle diverse sensibilità, culture, storie... Un centro di studi di grande livello l'Istituto della via della seta, che promuove il dialogo tra le civiltà, a fronte dello scontro di civiltà, soprattutto con il Medio Oriente e la civiltà occidentale.



Subito dopo pranzo andiamo nella città antica, dentro le mura secolari. Iniziamo con il museo delle steli, una serie di edifici dalle strutture caratteristiche, collocati in ampi giardini: ciò che qua non manca sono gli spazzi e il verde... Il museo raccoglie grandi steli di pietra, fin dagli inizi del primo millennio, con incisi i libri classici. Da noi ci sono le pergamene, qui le pietre. Di sala in sala, di secolo in secolo... Anche quelli che da noi sono i quadri con i dipinti, i ritratti, qui sono in pietra. Ancora una volta un mondo nuovo da scoprire.




Ma siamo venuti qui per entrare nel nuovo grande edificio nel quale è stata costruita una apposita sala per accogliere la Stele di Xi'an, che narra dell'arrivo del cristianesimo. Nel 2008, quando il nostro Angelo Lazzarotto (p. Minimo) scrisse uno dei suoi libri sulla Cina, lamentava che una testimonianza storica così rilevante fosse lasciata "confusa tra mille altre, senza particolari segnalazioni per i visitatori”, segno, così  mille altre, senza particolari segnalazioni per i visitatori", segno, così scriveva, di come “questa antica tappa del percorso di avvicinamento del cristianesimo al Regno di Mezzo sembra essere stata dimenticata o quantomeno sottostimata in Cina”. Adesso sarebbe contento di vedere la collocazione che, a partire dallo scorso anno, è stata riservata alla stele. È proprio nel cuore del museo e la sala occupa in altezza tutti e tre i piani, corredata di pannelli video con la storia, la trascrizione in cinese corrente... Anche questo dice i cambiamenti in atto.

Io


D'altra parte il cristianesimo è una tale minoranza che la maggior parte dei cinesi non ne conosce neppure l'esistenza: 8-12 milioni (chi li ha mai contati) i cattolici, a fronte di una popolazione di 1 miliardo e 300 milioni. Numericamente insignificante (e chissà perché invece il governo è così interessato).


Del museo mi interessa tutto, ma ci vorrebbero ore e ore. Mi fermo negli edifici dove sono raccolte le testimonianze funerarie, con sarcofagi sorprendentemente (per me, non per loro!) in stile cinese. Il culto dei morti, volere o volare, è proprio di ogni cultura ed è indice di fede nella vita eterna e quindi di Dio.




Il museo è accanto alle mura della città iniziate nel 1300 e perfettamente conservate. È la più completa cinta muraria della Cina. Oltre 13 chilometri a forma di rettangolo, con una larghezza di 15 metri.

Obbligatoria una passeggiata, passando accanto almeno ad alcune delle 98 torri... Uno spettacolo unico...





Ora rimane da vedere la pagoda dai sette tetti, un po' l'edificio simbolo della città. 


Intanto si è fatto notte e tutto attorno alla pagoda si estende una vasta area caratteristica con locali, piazze, strade che ospitano centinaia di persone che godono la bellezza degli ambienti tradizionali. Molte le donne nei costumi antichi che amano recitare la parte e farsi fotografare. E intanto noi parliamo, parliamo, parliamo sui massimi sistemi.








venerdì 15 maggio 2026

Folklore cinese

Giornata intensissima e lunghissima. 

Vale la pena raccontarla con calma domani.

Non è comunque mancata la la parte folkloristica. Per questa bastano poche foto.






giovedì 14 maggio 2026

China full immersion

Usciamo dalla città, ma dobbiamo percorrere i 40 chilometri di autostrada che la attraversano. Palazzi, palazzi, palazzi... all'infinito. Ma quanta gente ci abita? 13 milioni!

Negli anni Ottanta il governo ha iniziato un piano per sottrarre i contadini dalle campagne dove vivevano miseramente. Ora in città hanno servizi sociali, assicurazioni, ogni tipo di assistenza, appartamenti decenti... Le costruzioni di questi agglomerati di grattacieli continuano a perdita d'occhio.

Inizia poi la campagna e appare una bella catena di montagne; ai suoi piedi la tomba del primo imperatore che più di 2.200 anni fa ha unificato la Cina; non soltanto politicamente, ma anche per quanto riguarda la scrittura, le misure, i pesi... Un grande! Ma anche un grande tiranno, assetato di sangue, un pazzo. La trascinato con sé nella tomba tutte le concubine e i costruttori perché non la si scoprisse. Poi ha coinvolto un terzo della popolazione nella costruzione del suo esercito in terracotta I perché custodisse la sua tomba. Ci ha lasciato così un capolavoro, scoperto casualmente soltanto 50 anni fa: 8000 soldati e cavalli, tutto l'esercito diviso per ranghi. Su ogni statua, una volta dipinta con colori vivaci, la firma dell'artista e del luogo di provenienza.

Mi ritrovo in mezzo a una folla di visitatori attratti come me da questo spettacolo impressionante. Mi sarei mai immaginarlo di vederlo in presenza? Entro così sempre più nella Cina.

Rientro in città. Eccomi adesso davanti ad antichissimi palazzi storici raccolti dalle possenti mura. 



Visitiamo la moschea. Di moschea non ha proprio niente, è tutta una serie di costruzioni in puro stile cinese, sembrano delle pagode. Il fatto è che fin dall'inizio l'Islam si è profondamente inculturato non soltanto traducendo il corano in cinese, ma anche assumendone l'arte, affiancando l'imperatore. Al centro della lunga sequela di costruzioni il minareto, ma è una pagoda con tre tetti! Sì, un grande esempio di inculturazione.




Visito anche una casa signorile di un tempo, tipo film "Lanterne rosse", con i cortili interni per le diverse mogli... Un altro pezzo di storia della Cina, uno spettacolo che mi è sembrato desolante.




Infine per le strade limitrofe, piene di vita, sembra un pomeriggio di testa...


Intanto le conversazioni continuano, tutto diventa occasione di scambio... In che avventura sono capitato...