lunedì 15 giugno 2026

Il rischio, il coraggio e la fiducia

Certo che ha corso un bel rischio, Maria di Nazaret, nel dire di sì alla proposta dell’angelo di diventare la madre di Gesù. Cosa avrebbero detto gli altri? Come spiegare? Ha preso il coraggio a due mani e ha detto di sì. Aveva certamente una assicurazione di ferro: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra”. Il rischio però rimaneva e ci voleva coraggio. Eppure ha fiducia: c’è lo Spirito con lei, la potenza dell’Altissimo. Lo stesso quando fu spinta ad andare da Elisabetta: Che le avrebbe detto? Eppure accetta il rischio, con coraggio… e con fiducia.

Lo stesso per il sì che ha detto Gesù al Padre che lo mandava sulla terra. Cosa lo avrebbe aspettato? Come sarebbe andata a finire? Rischio, coraggio, fiducia.

Tre parole che posso andare bene anche in certi momenti della nostra vita, quando ci viene richiesto qualcosa di imprevisto, incerto, che sembra andare al di là delle nostre forze e che ci blocca. C'è sempre un rischio, che richiede coraggio, e soprattutto tanta fiducia nello Spirito Santo e nella potenza dell’Altissimo.

domenica 14 giugno 2026

Torniamo in Terra Santa?

Per settembre avevo previsto da tempo un cammino a piedi che mi avrebbe portato da Nazaret a Betlemme… Ma con i tempi che corrono. In compenso mi è capitato tra mano (si fa per dire… più propriamente sullo schermo del computer) una mia pagina di 20 anni fa, esattamente del 29 settembre 2006:

Scorro gli scaffali della biblioteca ad uno ad uno, con calma, alla ricerca di un libro. Non ho preferenze. Cerco soltanto un libro che mi faccia da compagno nel mio giorno di riposo. Un libro a caso. L’occhio cade su “Gesù nella sua terra”, di Vittore Dalla Libera. Mi attirano i libri su Gesù storico, sulla sua terra, sui suoi tempi. Ma sono esigente. Li voglio scritti da specialisti in materia. E Vittore Dalla libera non era né biblista né storico. Era soltanto un giornalista. O meglio, era molto di più, era il direttore di Missioni OMI, dal 1959 al 1992, quando trovò la morte in un incidente stradale.

Deciso! Prendo il libro, più per incontrare padre Vittore e stare un po’ con lui, che non per incontrare Gesù nella sua terra.

Confesso che non avevo letto il libro, pubblicato quindici anni fa, l’ultimo di una lunga serie. Al pregiudizio che l’autore non fosse uno specialista si aggiungeva il fastidio di vedere su ogni numero della rivista – quando egli era direttore – l’immancabile foto che lo ritraeva con uno dei gruppi di pellegrini che regolarmente accompagnava nei viaggi in Terra Santa. Lo scenario della foto era quasi sempre lo stesso: la scalinata fuori della chiesa del Calvario (si presta bene alla foto di gruppo!). Perché mai, in una rivista missionaria come la nostra, sempre la Terra Santa?

Inizio la lettura del libro. Sorpresa! Scrive come scrivo io. Oh!, scusate la presunzione… Forse sono io che scrivo un po’ come lui (magari sapessi scrivere come lui!). Come previsto il libro non è “scientifico”. Su alcune interpretazioni storiche ed esegetiche forse si possono avere opinioni diverse. Eppure rimango affascinato dal genere letterario. Padre Vittore racconta il suo viaggio in Terra Santa, il “suo”, e ci fa vedere con i suoi occhi – occhi di vero bambino evangelico – i luoghi di Gesù, ne racconta la storia come lui la legge nei Vangeli, con l’incanto e la meraviglia di chi si affaccia sul divino. Sa fare rivivere per noi, proprio come rivivono in lui, Maria, Giuseppe, gli Apostoli, Gesù stesso, nella loro semplice e straordinaria quotidianità.

“Un giorno ormai lontano – scrive lui stesso – sono andato a scoprire Gesù nella sua terra; l’ho cercato per monti e per valli, per pianure e deserti, su fiumi e su laghi. Ovunque Egli è passato… L’ho cercato in città e villaggi… E dopo cinque lustri di esperienze ho scoperto una figura di Gesù che ti affascina. È un Gesù semplice, vivo, caloroso, umano, divino, che ti apre le braccia e il cuore e che ti stringe al petto, per lasciarti più. Egli si manifesta veramente l’Alfa e l’Omega della storia umana…”

Era dunque questo il modo con cui accompagnava i pellegrini in Terra Santa! Li introduceva nell’ambiente di Gesù e lì rendeva attuale il Vangelo, le persone, i fatti di allora… Sicuramente i pellegrini, forse senza neppure rendersene conto, si ritrovano dentro il mistero, così come avviene per il lettore del libro.

Riscopro il mio predecessore come un grande missionario. I missionari sono partiti dalla Palestina per portare a tutti la testimonianza di Gesù. Sono giunti perfino a Cuba, come si potrà leggere in questo numero della rivista. Padre Vittore – e oggi altri Oblati che continuano felicemente la sua esperienza – percorreva il cammino inverso e conduceva la gente in Palestina.

Il metodo missionario può essere il più vario. L’importante è che porti all’incontro con Gesù, fosse anche proprio nella sua terra!

Mi piacerebbe continuare il lavoro di p. Vittore…

sabato 13 giugno 2026

I 60 anni del Centro “La Famiglia”

Una grande celebrazione - 250 persone - quella dei 60 anni del Centro “La Famiglia”, nel cuore di Roma, con succursali anche nelle periferie. 

Gli inizi sono dovuti a un gruppo di Oblati "originali" (lo sono un po' tutti gli Oblati!), all’avanguardia, primi in Italia a creare un centro di Preparazione al Matrimonio, a cui si è poi affiancato un Consultorio e una Scuola di Formazione per Consulenti Familiari e Psicoterapeuti Consultoriali. Adesso è sotto la direzione dell’intramontabile p. Alfredo Feretti.

Sono una quarantina gli operatori che attualmente lavorano nel Centro. La scuola di formazione, dal 1976, ha diplomato 2.300 persone che ora operano in una cinquantina di città in Italia.

Tante le testimonianze offerta in questo pomeriggio, che ha visto anche la partecipazione del vicario di Roma, il card. Reina.

E la vita va avanti. E' sorto un centro per le adozioni  internazionali, che accompagna poi le famiglie e i bambini. Sta per iniziare un programma per aiutare bambini e ragazzi con difficoltà di comunicazione e di apprendimento...
Proprio un fiore all’occhiello degli Oblati.



venerdì 12 giugno 2026

Una pugnalata da Piero Taiti

 

«… ora vediamo chiaramente che quello che ci sta di fronte – soprattutto il povero – non è una persona che chiede alla nostra “sensibilità morale”. Siamo noi piuttosto in debito verso quella persona, proprio in nome di quei valori morali che riteniamo di professare e almeno in parte di possedere».

Parole di Piero Taiti, medico di Prato, specializzato in malattie nervose e mentali, costruttore di servizi sanitari e culturali, lontano dalla pratica religiosa, sempre alla ricerca di giustizia sociale e fratellanza universale…

Che bello il libro a lui dedicato, dove si riportano suoi discorsi di grande spessore morale…

La frase appena citata mi è arrivata come una pugnalata e mi ha costretto a riflettere sul mio modo di incontrare i poveri. Ma tutto il libro è un appello alla conversione che arriva da una persona che una volta veniva chiamata "non credente".

giovedì 11 giugno 2026

Siamo le sue braccia


In una casa, a Vasto, ho visto un crocifisso senza braccia. Mi è subito venuto in mente un film del 1950 che vidi da ragazzo: “Dio ha bisogno degli uomini”.

Sì, ha bisogno delle nostre braccia…

mercoledì 10 giugno 2026

Nel cuore del figlio

Nel cuore del figlio, di Pierluigi Vito.

Surreale. Rocambolesco. Inverosimile. Proprio un romanzo! Cattura. Incalzante (lontano dalla lentezza meditativa del romanzo di Remo Rapino, Di nome faceva Arturo, sempre nella stessa collana “Narrazione” di Città Nuova, che mi ha ugualmente preso). Con finale imprevedibile. Proprio un romanzo! Una scrittura affasciante (ma come fanno gli scrittori bravi a scrivere così bene?). Proprio un romanzo!

Mi ha richiamato La stanza del figlio di Nanni Moretti. Anche se nel romanzo la ricerca del figlio è più drammatica e coinvolgente.

Citazioni? Sarebbero troppe, tra variegati tipi di narrazione: soliloqui, scambio di email, racconto, dialoghi...

Nei dialoghi appaiono pagine particolarmente intense, come il discorso di Mattia rivolto alla (alle) famiglia, o come quello della mamma cieca che parla del vedere e del sentire (discorsi improbabili, che forse potrebbero andare meglio in bocca al narratore).

208 pagine lette in poche ore. Rubando il tempo al lavoro; oppure un assaggio di vacanza di un'estate alle porte, con quel gusto sottile di libertà di quando si fa forca a scuola (l’ho assaporato una sola volta nella mia lunga carriera di studente…). Mi auguro che siano tanti a prendersi questo momento di distacco per una lettura che ritempra e lascia un senso profondo di speranza e di pace.

martedì 9 giugno 2026

Tramonto su Roma

 


Tra gli alberi tramonta

e illumina la città.

Sto in mezzo

folgorato di bellezza.