giovedì 27 agosto 2026

Sul silenzio


 

“Vorrei soffermarmi a riflettere su quella realtà che è al fondo, al cuore, all’inizio di ogni avventura cristiana. Sto parlando del silenzio”.

È il proposito che si propone il vescovo di Verona, Domenico Pompili, nella lettera pastorale del 2023. Mi è capitata tra mano casualmente. Attira già la copertina, oltre al titolo essenziale Sul silenzio. Si legge in un soffio perché breve e intensa.

Il silenzio, più che un valore in sé, viene presentato come la premessa indispensabile per l’ascolto e per dare possibilità di voce al silenzio dei vecchi, degli adolescenti, dei migranti, delle donne, dei carcerati, dell’ecumenismo.

Fino alla conclusione: “Il silenzio, dunque, è il primo impegno da mettere in campo, ben sapendo che il silenzio è creativo e farà scaturire molteplici attività che rinnoveranno il nostro modo di vivere e di crescere insieme. Respiro profondo che placa la nostra inquietudine, il silenzio ci fa incontrare Dio e gli altri, in una società e in una chiesa che sembrano boccheggiare”.

mercoledì 26 agosto 2026

Chi fa da sé fa per tre?

In uno dei salotti  dei Contucci a Montepulciano fotografo una poesia:

Dice un proverbio dei tempi andati:
“Meglio soli che male accompagnati”.
Io ne so uno più bello assai:
“In compagnia lontano vai”.

Dice un proverbio, chissà perché:
“Chi fa da solo fa per tre”.
Da questo orecchio io non ci sento:
“Chi ha cento amici fa per cento!”
.

Dice un proverbio ormai da cambiare:
“Chi sta solo non può sbagliare!”.
Questo, io dico, è una bugia:
“Se siamo tanti si fa allegria!”.



martedì 25 agosto 2026

Arte vino e poesia





Le verdi dolci colline toscane e i vigneti disegnati col righello ci conducono a Montepulciano. 

Porta d’ingresso il tempio di san Biagio fuori città. San Gallo il Vecchio ha creato un capolavoro del Rinascimento. All’interno, sull’altare della Madonna, mi colpisce la scritta: Hinc Deus homo, homo Deus. È il “mirabile scambio” di cui parlano i Padri della Chiesa, specificando il luogo dove questo avviene: Da qui Dio si fa uomo e l’uomo si fa Dio. Ma quale sarà questo “hinc”, l’altare eucaristico o Maria?

Una volta in città Elena Contucci ci introduce nel suo palazzo cinquecentesco, dove sono passati Medici, Papi, re…



Il salone è affrescato da Andrea Pozzo. Come mai proprio qui? Nella sua città natale il cardinale Bellarmino aveva il suo bel palazzo e Pozzo, gesuita, qui era di casa.


Infine scendiamo nella antiche cantine, che risalgono al 1000! Qui è nato il Montepulciano Nobile. Un labirinto di grotte e di volte che nascondono botti e bottiglie, il tesoro di Montepulciano.



Ma forse la ricchezza più bella rimane la famiglia Contucci, con i numerosi giovani, sempre unita dopo tanti secoli.

La poesia? domani!

lunedì 24 agosto 2026

L'abbraccio del Crocifisso

Era la mattina del 24 agosto 1542 quando, dopo la comunione, Caterina de Ricci se ne stava in preghiera nella sua stanza, davanti al crocifisso che aveva portato in convento da casa e che teneva appeso alla parete, sopra l’inginocchiatoio. Ad un tratto il crocifisso si staccò dalla croce. Gesù, animandosi, stacca le mani dai chiodi allunga le braccia e si protende verso di lei. Ella subito gli si fa incontro e lo sostiene con le sue mani, in un abbraccio reciproco. La scena è veduta da alcune suore, in particolare dalla sottopriora, Maria Maddalena Strozzi, che riferirà tutto minutamente nella sua “Cronaca”. La santa aveva allora 20 anni. Il Crocifisso è oggi custodito in una cappella al piano superiore del monastero accanto alla cella in cui mori la santa il 2 febbraio 1590.

In quella circostanza Caterina ricevette anche una richiesta: che le suore ricordassero quell’abbraccio portando il Crocifisso in processione per tre volte lungo il monastero, pregando per la conversione dei peccatori.

Anche oggi, a 484 anni da quell’evento, partendo dal coro delle monache, il vescovo con tutti noi, ha portato il Crocifisso del miracolo in processione e in preghiera lungo i corridoi dell’antico monastero. Una tradizione che si rinnova di anno in anno e ci fa desiderare l’abbraccio di Gesù: «La sua sinistra è sotto il mio capo e la sua destra mi abbraccia» (Cantico 2, 6).



domenica 23 agosto 2026

Come si fa a dipingere il Paradiso?

Con l’agilità tipica della collana “Passa parola”, ecco lo “schizzo” di un pittore. Il racconto di una vita immersa nella bellezza, che vuol comunicare bellezza.

Ho letto il libro d’un soffio. Com’altro definirlo se non “bello”?

Il pittore del Bel Dio, scritto da Pietro Acler è la storia di Lois Irsara, nato per l’arte e vissuto per l’arte. Una vita essenziale, come quella degli uomini di montagna, come lo sono i suoi quadri.

«Cammino per ore e ore, d'estate come d'inverno, finché la luce e i colori non mi investono. Cerco poi di renderne conto sulla carta. Mai soddisfatto del mio lavoro e mai scoraggiato, tornerò domani con lo zaino nei posti che amo per dipingerli ancora e ancora. In quella conca solitaria, così lontana, lì dove non c'è neppure un uccello, fuori dal mondo, sono vicinissimo all'altro mondo, tanto che basterebbe salire ancora venti metri per entrare in Paradiso.
Ogni giorno vedo in modo più limpido e puro. Contemplo. E dipingere è sempre più difficile perché quello che vedo in questo mondo è sempre meno di questo mondo. Come si fa a dipingere il Paradiso? Non mi pongo il problema, dipingo quello che vedo»

«Cerco la Verità, la verità nella pittura, cose vere, cose che resistano ai tempi, temi più veri, una verità che inseguo da tanti anni ma che non riesco a trovare. L'esperienza umana mostra tutti i limiti, forse invalicabili, in grado di negare l'accesso alla perfezione».

«Ho trovato la Verità, la verità nella pittura, cose vere che resistono ai tempi, temi più veri, una verità che ho inseguito per tanti anni e che finalmente ho incontrato».

sabato 22 agosto 2026

La Legge Nuova

Visitando il museo del Bargello resto catturato dalla Legge Nuova, una statua scolpita da Domenico Poggini nella seconda parte del 1500. Avrebbe dovuto fare da pendant a un’altra statua, la Legge Vecchia, con in mano la tavola dei comandamenti, conservata a Palazzo Medici Riccardi. La Nuova Legge ha invece in mano un libro, il Vangelo.

È una donna giovane, bella, con una acconciatura elegante, una veste finissima… Vorrebbe rispecchiare la bellezza della Legge Nuova, espressa in una parola: Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. 

venerdì 21 agosto 2026

Maria Regina dei popoli

22 agosto: Maria Regina. Pieno compimento del progetto di Dio su di lei. Anche lei, come Gesù, oggi può dire: Tutto è compiuto. È la Virgo fidelis. Ha seguito Gesù in tutto, momento per momento, nella concezione immacolata, nella nascita, nella fuga in Egitto, nella vita nascosta di Nazaret, fin sulle strade di Galilea, fin sulla croce, fino in cielo, fino ad essere come lui e con lui Regina.




Le monache e i monaci di Betlemme la celebrano come “solennità”. Essi sono nati con la proclamazione del dogma dell’Assunta, in piazza san Pietro, nel 1950. Oggi sono stato a trovarli nei loro rispettivi monasteri in Umbria, dove vivono in una clausura accogliente. Facciamo festa con loro.


Il 22 agosto è festa anche dei Focolari. Il 22 agosto 1959 si concludeva a Fiera di Primiero l’ultima Mariapoli, prima che si moltiplicasse nel mondo intero. Durante quell’estate aveva visto passare tra 10 e 12.000 persone: un vero popolo, di 27 nazioni. I rappresentanti delle 9 lingue allora presenti consacrarono i loro popoli a Maria, con un patto non più fra due persone, come tutto era iniziato nel 1949, ma tra popoli tra di loro e tutti insieme con Maria, spiritualmente presente in mezzo a loro.

Due giorni prima Chiara aveva scritto un autentico proclama per l’unità tra i popoli, che iniziava con queste parole: «Se un giorno gli uomini, ma non come singoli bensì come popoli, se un giorno i popoli sapranno posporre loro stessi, l’idea che essi hanno della loro patria, i loro regni, e offrirli come incenso al Signore, re di un regno che non è di questo mondo, guida della storia, e questo lo faranno per quell’amore reciproco fra gli Stati, che Dio domanda, come domanda l’amore reciproco fra i fratelli, quel giorno sarà l’inizio di una nuova èra, perché quel giorno, così come è viva la presenza di Gesù fra due che si amano in Cristo, sarà vivo e presente Gesù fra i popoli, messo finalmente al suo vero posto di un unico re,  non solo dei cuori ma delle nazioni. Sarà il Cristo re».

Gli Oblati la chiamano semplicemente: Madre e Regina della nostra Congregazione.