Itala (accento sulla prima a) è un paese sulla nazionale
verso Catania. Come per altri paesi c’è poi Itala alta. Salgo verso la montagna
e subito a destra vedo un paese incuneato nella roccia, ma è dall’altra parte
del torrente e non può essere Itala. Più su eccolo. Anzi, sono tre, ben
distinti, tre frazioni, ognuna con la sua chiesa e tutti e tre abbarbicati
nelle fenditure della montagna. Una visione da fiaba.
Nella piazza del primo borgo chiedo a uno del posto dove si trova la chiesa di san Pietro e Paolo, sono venuto per quella, dell’anno 1000. Mi indica la chiesa della piazza, del 1700, con un cartello che la dichiara chiesa di santa Maria e qualcosa. Meglio rivolgersi alle donne, più devote e praticanti. Mi dicono che è più avanti sulla montagna, in un’altra frazione che di qui non si vede. Ma io mi fermerei anche tra queste case, tra scale e viuzze, in questi borghi d’incanto…
Riprendo la strada, supero il quarto paesetto e più avanti,
ecco finalmente la chiesa di san Pietro e Paolo. Faceva parte del complesso
monastico, fondato dal Conte Ruggero nel 1092. Dell’abbazia rimane solo la
chiesa, sopravvissuta all’incuria, all’ignoranza, ad un tentativo di insensata
demolizione voluto nel 1930, a un maldestro tentativo di restauro. Tanto è
andato perduto eppure rimane bella. Mi fermo a lungo in quel luogo silenzioso,
pensando alla santità qui vissuta, come in tante case dei sobborghi di Itaca,
tra queste montagne con vista sul mare. Natura, arte, storia: un invito alla
preghiera.


















