Natura e soprannatura, così vicine, da compenetrarsi.
Ne siamo avvolti.sabato 4 luglio 2026
venerdì 3 luglio 2026
Madonna della luce
Madonna della luce perché l’edicola, sulla roccia, è stata costruita accanto a una delle prime centrali idroelettriche d’Italia. A noi ricorda momenti di luce vissuti su questi prati da Chiara e le sue prime compagne.
Qui, in una natura d’incanto, tutto parla di Cielo e si fa
metafora del divino, ed ella scrisse: “tutta l'umanità fiorisce in Maria. Maria è
il Fiore dell'umanità. Ella, l'Immacolata, è il Fiore della Maculata.
L'umanità peccatrice non poteva che fiorire in Maria, la
tutta bella! Noi dobbiamo a lei la salute, Ella la vita sua a noi. Che bella
Maria: è la creazione che va in fiore, la creazione che va in bellezza. Vedo
tutta la creazione fiorita come la chioma d'un albero... È Maria. Dal Cielo
Dio S'innamora di questo Fiore dei fiori, l'impollina di Spirito Santo e Maria
dà al Cielo ed alla terra il Frutto dei frutti: Gesù. Per scendere Iddio dal
Cielo doveva trovar Maria. Egli non poteva scendere nel peccato ed allora
inventa Maria, che, riassumendo in Sé la bellezza tutta del creato,
"inganna" Dio e lo attira sulla terra. Ma Ella è Fiore dell'umanità e
chiamato Dio a Sé lo chiama per l'umanità, perché Ella è grata all'umanità
d'averle dato la vita”.
Maria nostra figlia! La cosa più bella a cui come umanità abbiamo dato vita, ed è grazie a lei che abbiamo la Vita.
giovedì 2 luglio 2026
Sui "luoghi carismatici"
Siamo sui luoghi dell’esperienza mistica di Chiara.
Ripercorrere i luoghi delle origini, quelli che chiamo “luoghi
carismatici”, è sempre sorprendente. Sì, ci sono luoghi dove è rimasto un’orma
della presenza dello Spirito e delle persone che egli ha scelto per essere suoi
strumenti: Subiaco, La Verna, la casa della missione a Aix, qui a Tonadico…
Scritti e fatti tornano ad essere vivi e parlano ancora.
Questi sono giorni di contemplazione.
mercoledì 1 luglio 2026
Quanto è bello che i fratelli stiano insieme
Dolomiti. Circondati dalle montagne. Siamo in gita? Finora siamo sempre a parlare tra di noi, nella gioia di trovarci insieme…
Insomma cosa facciamo in 80 in
sieme in questa settimana?
Sperimentiamo “quanto è bello e piacevole che i fratelli stiano insieme”.
martedì 30 giugno 2026
Sant'Antonio col Bambino
Sant’Antonio con Bambino in braccio. Un classico.
Naturalmente non manca neppure nella chiesa di Fiera di Primiero a lui
dedicata: la sua statua è ben collocata sull’altar maggiore.
Ma a fianco vi è un quadro che ritrae una scena insolita. Questa volta a dare il Bambino in braccio ad Antonio è la Madonna stessa. La scena è in quadrata in uno scenario storico (i frati che ammirano estasiati il fatto – e non è storico) e uno metastorico (angeli e santi che seguono l’atto della consegna).
Quello che mi ha colpito, e che ho fatto notare alla mia assemblea, è l’atteggiamento di Maria e di Gesù. Forse è frutto di un’arte pittorica un po’ scarsa… oppure è voluto. Sta di fatto che Gesù Bambino mostra un po’ di ritrosia a lasciarsi affidare nelle braccia di Antonio, mentre la Mamma quasi ve lo spinge e lo lancia verso di lui.
lunedì 29 giugno 2026
E tu, chi dici che io sia?
Nella badia di Fiera di Primiero ho celebrato la festa dei
santi Pietro e Paolo, ricordando quanto diversi fossero e come fossero uniti
nell’amore Gesù. Anche se ognuno, coerente con la propria personalità, lo ha
amato a modo suo.
Hanno risposto all’interrogativo: “E tu, chi dici che io sia?”.
Non si può rispondere con imparaticci. La risposta è sempre personale, e se
sincera unica, irrepetibile. Soprattutto è una risposta che lentamente si dà con la vita, più che con le labbra.
Perché non narriamo ancora una
volta la nostra storia degli inizi, da quando l’abbiamo riconosciuto e abbiamo risposto
alla sua chiamata? Quanti anni sono passati da quegli inizi? Quella luce brilla
ancora nei nostri cuori? Sono giunte certamente tante prove, di tutti i tipi. A
volte ci è sembrato che tutto fosse un’illusione, fino a farci pensare che ci
eravamo ingannati. L’amore di Dio sembra contraddetto da tanti eventi in noi e
attorno a noi. Incidono i nostri peccati, le debolezze, gli sbagli, i
fallimenti. Abbiamo dato e sembra non esserci alcun ritorno.
Sarebbe bello dedicare tempo alla lettura della propria vita
e vedere tutto, slanci e depressioni, successi e fallimenti, gioie e dolori,
come componenti di un unico percorso. Forse non abbiano più l’entusiasmo degli
inizi. Potrebbe essere un bene, potrebbe voler dire che l’amore è maturato, si
è approfondito, ha conquistato in concretezza… Sarebbe bello conoscere le tappe
del nostro santo viaggio…
Mi sembra bello l’ammonimento
della Lettera agli Ebrei quando l’autore si rende conto che nella comunità
comincia a venire meno lo slancio degli inizi e ci sono le prime defezioni. Il
primo consiglio è quello di prendersi cura gli uni degli altri, condividendo
anche le prove: «Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a
vicenda nella carità e nelle opere buone. Non disertiamo le nostre riunioni,
come alcuni hanno l’abitudine di fare, ma esortiamoci a vicenda, tanto più che
vedete avvicinarsi il giorno del Signore» (10, 24-25).
L’invito è poi a tornare agli inizi: «Richiamate alla memoria quei primi giorni», quando avete ricevuto «la luce di Cristo» (10, 32).
domenica 28 giugno 2026
Un Dio geloso
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi
ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria
croce e non mi segue, non è degno di me» (Mt 10, 37).
Perché Gesù ci rivolge parole così dure? Semplicemente
perché è geloso. Ci vuole tutti per sé.
Il Salmo 45, 11-12 aveva già enunciato questa gelosia di
Dio. Rivolgendosi al popolo chiamato a sposare Dio, l’amico dello Sposo dice: «Ascolta,
figlia, guarda, porgi l’orecchio: dimentica il tuo popolo e la casa di tuo
padre, il re è invaghito della tua bellezza». Dio ci vuole tutti per sé. Nel
libro di Isaia 43, 1.4, Dio afferma: «Tu mi appartieni… tu sei prezioso ai miei
occhi, perché sei degno di stima e io ti amo». Dio ci vuole tutti per sé.
Cosa troverà di tanto prezioso, di tanto bello in noi?
Davvero l’amore è cieco, almeno quello di Dio! Sta di fatto che ci vuole tutti
per sé.
Scrutiamo ancora un po’ la Bibbia per prendere coscienza di
questa pazzia di Dio, che si è messo in testa di rapire proprio persona da
nulla come noi, così come erano persone da nulla i poveri ebrei di allora.
Il Salmo 39, 8-10 racconta di uno di noi che vuol scappare
dalle mani di Dio: Impossibile! «Se
salgo in cielo, là tu sei; / se scendo negli inferi, eccoti. / Se prendo le ali
dell’aurora / per abitare all’estremità del mare, / anche là mi guida la tua
mano / e mi afferra la tua destra».
Il Cantico dei Cantici 1, 4. Qui è la sposa che chiede allo sposo di rapirla: «Trascinami con te, corriamo! / M’introduca il re nelle sue stanze». Al capitolo 2, 13, sempre del Cantico, è di nuovo in azione lo sposo, impaziente: «Àlzati, amica mia, / mia bella, e vieni, presto!». Al Capitolo 8, 3 la sposa è ormai conquistata: «La sua sinistra è sotto il mio capo / e la sua destra mi abbraccia». Nel Salmo 63, 9 l’abbraccio è reciproco: «A te si stringe l’anima mia: / la tua destra mi sostiene».
Ma anche Gesù si mostra geloso dei suoi, come un pastore
delle sue pecore: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse
mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e
nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è
più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre» (Giovanni
10, 27-29).
Come Sposo ci vuole con sé “nella buona e nella cattiva
sorte, nella salute e nella malattia”...


























