sabato 16 maggio 2026

Xi’an, la città vecchia parlando dei massimi sistemi

Sembra di essere in un aeroporto, non soltanto per l'ampiezza degli spazi, ma anche per le procedure: passaporto, controllo bagagli, accesso al treno con nuovo controllo passaporti... Lascio Xi'an, la città della "lunga pace", secondo l'antica denominazione, alla volta di Pechino. 



Ieri il dialogo all'università è durato quattro ore continuate, poi ripreso durante il pomeriggio nelle visite ai luoghi storici. Un dialogo serrato su tanti temi sempre riguardanti gli Istituti religiosi, la Chiesa, il Papa, il Vaticano... Dialogo franco, semplice e insieme profondo, ognuno alla scoperta del mondo dell'altro. Abbiamo tanto da imparare gli uni dagli altri, attenti soprattutto alle diverse sensibilità, culture, storie... Un centro di studi di grande livello l'Istituto della via della seta, che promuove il dialogo tra le civiltà, a fronte dello scontro di civiltà, soprattutto con il Medio Oriente e la civiltà occidentale.



Subito dopo pranzo andiamo nella città antica, dentro le mura secolari. Iniziamo con il museo delle steli, una serie di edifici dalle strutture caratteristiche, collocati in ampi giardini: ciò che qua non manca sono gli spazzi e il verde... Il museo raccoglie grandi steli di pietra, fin dagli inizi del primo millennio, con incisi i libri classici. Da noi ci sono le pergamene, qui le pietre. Di sala in sala, di secolo in secolo... Anche quelli che da noi sono i quadri con i dipinti, i ritratti, qui sono in pietra. Ancora una volta un mondo nuovo da scoprire.




Ma siamo venuti qui per entrare nel nuovo grande edificio nel quale è stata costruita una apposita sala per accogliere la Stele di Xi'an, che narra dell'arrivo del cristianesimo. Nel 2008, quando il nostro Angelo Lazzarotto (p. Minimo) scrisse uno dei suoi libri sulla Cina, lamentava che una testimonianza storica così rilevante fosse lasciata "confusa tra mille altre, senza particolari segnalazioni per i visitatori”, segno, così  mille altre, senza particolari segnalazioni per i visitatori", segno, così scriveva, di come “questa antica tappa del percorso di avvicinamento del cristianesimo al Regno di Mezzo sembra essere stata dimenticata o quantomeno sottostimata in Cina”. Adesso sarebbe contento di vedere la collocazione che, a partire dallo scorso anno, è stata riservata alla stele. È proprio nel cuore del museo e la sala occupa in altezza tutti e tre i piani, corredata di pannelli video con la storia, la trascrizione in cinese corrente... Anche questo dice i cambiamenti in atto.

Io


D'altra parte il cristianesimo è una tale minoranza che la maggior parte dei cinesi non ne conosce neppure l'esistenza: 8-12 milioni (chi li ha mai contati) i cattolici, a fronte di una popolazione di 1 miliardo e 300 milioni. Numericamente insignificante (e chissà perché invece il governo è così interessato).


Del museo mi interessa tutto, ma ci vorrebbero ore e ore. Mi fermo negli edifici dove sono raccolte le testimonianze funerarie, con sarcofagi sorprendentemente (per me, non per loro!) in stile cinese. Il culto dei morti, volere o volare, è proprio di ogni cultura ed è indice di fede nella vita eterna e quindi di Dio.




Il museo è accanto alle mura della città iniziate nel 1300 e perfettamente conservate. È la più completa cinta muraria della Cina. Oltre 13 chilometri a forma di rettangolo, con una larghezza di 15 metri.

Obbligatoria una passeggiata, passando accanto almeno ad alcune delle 98 torri... Uno spettacolo unico...





Ora rimane da vedere la pagoda dai sette tetti, un po' l'edificio simbolo della città. 


Intanto si è fatto notte e tutto attorno alla pagoda si estende una vasta area caratteristica con locali, piazze, strade che ospitano centinaia di persone che godono la bellezza degli ambienti tradizionali. Molte le donne nei costumi antichi che amano recitare la parte e farsi fotografare. E intanto noi parliamo, parliamo, parliamo sui massimi sistemi.








venerdì 15 maggio 2026

Folklore cinese

Giornata intensissima e lunghissima. 

Vale la pena raccontarla con calma domani.

Non è comunque mancata la la parte folkloristica. Per questa bastano poche foto.






giovedì 14 maggio 2026

China full immersion

Usciamo dalla città, ma dobbiamo percorrere i 40 chilometri di autostrada che la attraversano. Palazzi, palazzi, palazzi... all'infinito. Ma quanta gente ci abita? 13 milioni!

Negli anni Ottanta il governo ha iniziato un piano per sottrarre i contadini dalle campagne dove vivevano miseramente. Ora in città hanno servizi sociali, assicurazioni, ogni tipo di assistenza, appartamenti decenti... Le costruzioni di questi agglomerati di grattacieli continuano a perdita d'occhio.

Inizia poi la campagna e appare una bella catena di montagne; ai suoi piedi la tomba del primo imperatore che più di 2.200 anni fa ha unificato la Cina; non soltanto politicamente, ma anche per quanto riguarda la scrittura, le misure, i pesi... Un grande! Ma anche un grande tiranno, assetato di sangue, un pazzo. La trascinato con sé nella tomba tutte le concubine e i costruttori perché non la si scoprisse. Poi ha coinvolto un terzo della popolazione nella costruzione del suo esercito in terracotta I perché custodisse la sua tomba. Ci ha lasciato così un capolavoro, scoperto casualmente soltanto 50 anni fa: 8000 soldati e cavalli, tutto l'esercito diviso per ranghi. Su ogni statua, una volta dipinta con colori vivaci, la firma dell'artista e del luogo di provenienza.

Mi ritrovo in mezzo a una folla di visitatori attratti come me da questo spettacolo impressionante. Mi sarei mai immaginarlo di vederlo in presenza? Entro così sempre più nella Cina.

Rientro in città. Eccomi adesso davanti ad antichissimi palazzi storici raccolti dalle possenti mura. 



Visitiamo la moschea. Di moschea non ha proprio niente, è tutta una serie di costruzioni in puro stile cinese, sembrano delle pagode. Il fatto è che fin dall'inizio l'Islam si è profondamente inculturato non soltanto traducendo il corano in cinese, ma anche assumendone l'arte, affiancando l'imperatore. Al centro della lunga sequela di costruzioni il minareto, ma è una pagoda con tre tetti! Sì, un grande esempio di inculturazione.




Visito anche una casa signorile di un tempo, tipo film "Lanterne rosse", con i cortili interni per le diverse mogli... Un altro pezzo di storia della Cina, uno spettacolo che mi è sembrato desolante.




Infine per le strade limitrofe, piene di vita, sembra un pomeriggio di testa...


Intanto le conversazioni continuano, tutto diventa occasione di scambio... In che avventura sono capitato...

mercoledì 13 maggio 2026

La Stele di Xi’an

Regalo più bello non potevano farmelo: un calco su tela della stele di Xi’an, datata anno 781 e ritrovata nel 1625. Testimonia l’inizio del cristianesimo in Cina che ha una data ben precisa: l'anno 635. Essa segna la venuta dei monaci della Chiesa siro-orientale, con alla guida il monaco Aluoben, provenienti, attraverso le comunicazioni commerciali lungo le Vie della Seta, da Seleucia-Ctesifonte (vicino all'attuale Bagdad), nella Cina della dinastia Tang, che aveva come capitale Chang'an (l'attuale Xi'an). Nacquero allora vivaci comunità cristiane, con un forte presenza monastica che esercitò un gran fascino tra le popolazioni locali.

In quegli stessi anni a Chang'an monaci cristiani e buddhisti tradussero in cinese testi della loro fede: i cristiani dal siriaco; i buddhisti dal sanscrito. I monaci cristiani mostrarono una forte volontà di dialogo, assumendo linguaggi culturali e spirituali del buddhismo e del taoismo. Nel 638 l'imperatore Taizhong affermava, riguardo alla religiosa cristiana: "Noi la troviamo eccellente... vivificante per l’umanità, indispensabile".

Nella stele il cristianesimo viene chiamato “l'insegnamento della luce" e Gesù "brillante Signore dell’universo, che introduce la vita e distrugge la morte”.


È stato il preside del dipartimento del dialogo culturale ad offrirmi solennemente la copia della stele, fatta direttamente sul monumento. Durante il dialogo con i professori, a proposito dell'inculturazione, mi è venuto spontaneo prendere il regalo e chiedere: “Quanti regali mi avete fatto?". "Uno”, risponde il preside titubante non sapendo dove sarei andato a parare. “Veramente me ne avete fatti due: il calco della stele e la busta nella quale lo avete avvolto. 

Una busta sola, ma se fossimo statī in Corea l'avreste avvolta in una ventina di carte. Così è dell'inculturazione: si pensa di offrire un regalo – magari la fede – ma la si avvolge nella propria cultura e si dà il “regalo" con la "busta" e tanti altri involucri, e forse chi lo riceve si ferma alla busta o al più complesso imballaggio, pensando che sia parte essenziale del dono...

Per il resto racconto le solite cose.


Giornata piovigginosa. Questo non ci impedisce di passeggiare nel grande campus universitario, con viali alberati, parchi, campi sportivi... e tanti bei giovani che si muovono con i minuscoli motorini elettrici, le biciclette o semplicemente a piedi. Vedo solo cinesi, nessun occidentale o africano. Sono una mosca rara, ma ben ambientata...




martedì 12 maggio 2026

Cina, un mondo tutto da scoprire

Ieri sera all'arrivo in aeroporto mi accoglie il rappresentate del governo per gli affari religiosi assieme al suo assistente; mi accompagneranno tutti questi giorni. All'albergo dell'università, modernissimo, mi attende la professoressa che ha organizzato il convegno anche lei con la sua assistente che mi offre un magnifico mazzo di fiori. Poi la cena, perfetta. Pensate comunque cosa vuol dire mangiare la rosticciana con i bastoncini...

Oggi visita al vescovo della città e alla sua cattedrale. Sempre assieme alla professoressa, al rappresentante del governo e ai loro assistenti. Viaggiamo a lungo in mezzo a questa grande città fatta tutta di altissimi palazzi con i loro bei 40 piani, in costante crescita. 

Finalmente arriviamo alle mura intatte dell'antica città e penetriamo fin alla cattedrale. Accoglienza molto cordiale. Lentamente comincio ad entrare nel mondo complesso della Chiesa cinese e delle relazioni con il governo. È proprio tutto un altro mondo.




Continuiamo con la visita al seminario: 29 seminaristi e 20 suore che insieme studiano teologia. Lunga conversazione con il rettore e il direttore degli studi... Altri mondi ancora...




Ecco intanto il discorso di benvenuto all’università:

Illustri ospiti e colleghi, buon pomeriggio!

Benvenuti a questa conferenza tematica. Sono Lu Shanbing, Preside dell'Istituto di Ricerca sulla Via della Seta presso l'Università del Nord-Ovest. È un grande onore riunirmi qui con studiosi, esperti e amici per discutere del profondo significato e del valore del dialogo tra le civiltà.

 

Il 15 marzo 2023, il Segretario Generale Xi Jinping ha proposto per la prima volta l'Iniziativa Globale per la Civiltà in occasione del Dialogo di Alto Livello tra il Partito Comunista Cinese e i Partiti Politici Mondiali. Come l'Iniziativa Globale per lo Sviluppo, l'Iniziativa Globale per la Sicurezza e l'Iniziativa Globale per la Governance, questa rappresenta un'importante soluzione offerta dalla Cina nella nuova era per affrontare le sfide globali comuni e creare un futuro condiviso per l'umanità. L'Iniziativa Globale per la Civiltà amplia i metodi e i percorsi per costruire una comunità con un futuro condiviso per l'umanità, arricchisce la connotazione ideologica dell'Iniziativa della Nuova Via della Seta e fornisce soluzioni cinesi e contribuisce con la saggezza cinese a promuovere gli scambi e l'apprendimento reciproco tra le civiltà e a far progredire la civiltà umana. Xi'an è un'antica città dalla lunga storia, un tempo punto di partenza della Via della Seta, testimone della convergenza e dell'integrazione di diverse civiltà provenienti da Oriente e Occidente. La Northwest University è un'università tradizionalmente forte nel campo delle discipline umanistiche e, da oltre 120 anni, si impegna a promuovere gli scambi culturali e la cooperazione tra la Cina e altri paesi. Nel campo della ricerca storica, il professor Peng Shuzhi si dedica da tempo allo studio della storia e della cultura della Via della Seta, accumulando una profonda competenza accademica nell'ambito dello scambio culturale e dell'apprendimento reciproco. La sua "Teoria dell'interazione tra civiltà" sottolinea come le diverse civiltà non possano esistere in isolamento, ma possano raggiungere un progresso comune attraverso il dialogo, l'apprendimento reciproco e l'apertura.



Le civiltà cinese e italiana sono entrambe brillanti e uniche, e i loro scambi storici hanno dato un contributo significativo alla diversità e alla ricchezza della cultura umana. Ci auguriamo che questa conferenza possa ulteriormente rafforzare la comprensione e il consenso reciproci, promuovere lo scambio culturale e l'apprendimento reciproco, e favorire l'amicizia e l'approfondimento della conoscenza attraverso questi scambi. Le relazioni di amicizia tra Cina e Italia si fondano sul rispetto e sulla comprensione reciproci. Credo che, grazie ai nostri sforzi congiunti, questa amicizia diventerà ancora più profonda e duratura.

 

Professor Fabio Ciardi è professore presso l'Università Apostolica Lateranense di Roma e consulente accademico del Vaticano. Oltre ai principali paesi europei, ha visitato più di 20 paesi, tra cui Cina, Canada, Stati Uniti, Brasile, Cuba, Giappone, Filippine, Thailandia, Singapore e India. Ha organizzato numerose conferenze accademiche internazionali di ampio respiro, ottenendo notevoli successi in termini di rispetto interculturale, capacità di dialogo, organizzazione, coordinamento e leadership. È autore di oltre 20 libri.

 

Ora desideriamo invitare il Professor Fabio Ciardi a tenere una conferenza. Ci auguriamo che tutti i docenti e gli studenti presenti possano trarre beneficio da questo intervento, stimolando ulteriori scambi intellettuali e contribuendo con nuova saggezza e forza allo sviluppo futuro dell'iniziativa per la civiltà globale.