La Santa Sede continua a nominare Vescovi oblati. In questo momento sono ormai una cinquantina. L’ultimo, così pensavamo, pochi giorni fa, Ken Thorson. Invece ecco oggi un’altra nomina: Mario
León Dorado, Arcivescovo coadiutore di Rabat, in Marocco. Dopo oltre vent’anni
trascorsi nel Nord Africa, tra ascolto, dialogo e testimonianza del Vangelo, la
sua vocazione missionaria si apre oggi a un nuovo servizio alla Chiesa.
Due anni fa sono stato da lui, nel Sahara Occidentale, per
guidare il ritiro annuale a tutta la comunità, distinta in due località distanti
538 km l’una dall’altra.
Gli ho chiesto della presenza degli Oblati nel Sahara: «La
presenza degli Oblati nel Sahara? Preferisco parlare di testimonianza. "La
testimonianza degli Oblati nel Sahara" mi suona meglio. Gli Oblati di
Maria Immacolata sono in questa missione dal 1954. Nella Chiesa si parla sempre
di più di dialogo interreligioso. Dialogo della vita, della vita quotidiana.
Col tempo abbiamo tessuto una rete di relazioni e amicizie. Amicizie cristiane
e musulmane: amicizie umane.
Vivo a Laayoune, la "capitale" della regione. È la
città più grande con 250.000, 400.000 abitanti. Una oscillazione molto grande,
ma chi può essere sicuro qui della popolazione reale? Non io. A Laayoune
abbiamo parrocchiani fedeli e costanti. La comunità ecclesiale è nutrita principalmente da persone della "Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara
Occidentale". A volte, in una domenica normale, siamo 12 persone, a
volte 42. Questo dice perfettamente la nostra realtà:
provvisoria, mutevole, povera e semplice. Siamo pochi e molto diversi: dai
cinque continenti, da chiese diverse; oltre ai cattolici, arrivano evangelici,
luterani, copti, armeni, battisti, ortodossi... Siamo pochi, quindi ci sentiamo
fratelli, bisognosi l'uno dell'altro.
Anche se per me è difficile, impariamo i nomi e i paesi dei
nostri fratelli cristiani. Ma in fondo non è difficile: siamo pochi. La maggior
parte di nostri amici sono tra i musulmani: marocchini e saharawiti. Amicizie
profonde e sincere. Persone che ci amano e che noi amiamo. Potremmo dire,
praticamente, che siamo una famiglia...».
Ora inizia un’altra avventura… Auguri, Mario! Ci rivedremo a Rabat…




















