mercoledì 16 ottobre 2019

Il pulpito di san Bernardino e l'ultima cena di Annigoni


  
Nel refettorio dei frati del Santo a Padova spicca il pulpito, una volta in piazza, dal quale san Bernardino da Siena predicava al popolo. Portato nel refettorio sarà servito per la lettura durante i pasti, usanza scomparsa negli ultimi anni. Ha così perduto la sua originaria funzione di pulpito da cui si predicava. Sì sa, predicare ai frati è tempo perso.


Eppure ogni giorno ai frati viene rivolta una predica bellissima e profonda, quella dell’ultima cena, dove Gesù ha riassunto tutto il suo insegnamento. L’ha dipinta Annigoni, con i colori forti e le figure vere.
Cosa dirà ai frati?
A me, che in questo periodo sto rileggendo i “Padri apostolici”, ha ripetuto le parole del Martirio di Policarpo, là dove si legge che “il fuoco accerchiò il corpo del santo ed egli era nel mezzo non come carne da bruciare, ma come pane che cuoce”. Un’immagine potente che istituisce un’analogia tra il sacrificio del martire, che è immagine del sacrificio di Cristo, e il pane eucaristico offerto sull’altare, che rinnova il sacrificio di Cristo sulla croce.
Quella bellissima ultima cena, che domina l’intero refettorio, parla dell’Eucaristia di Cristo e della nostra. Altro che predica!

Intanto Dario, a proposito del blog di ieri - "Dove si impara la mitezza?" - mi scrive: “Mi hai riempito di sicurezza e di gioia traboccante da commuoversi. Sono reduce da un incontro che vedevo scontro. E invece: il non giudicare, cercare di capire, pazientare, guardare ognuno con i Suoi occhi, prima, durante e dopo... per la prima volta il miracolo di sentirci come i discepoli di Emmaus illuminati incoraggiati dalla Sua Presenza discreta e delicata. In tutti la serenità e un ripartire nuovo”.
Il miracolo eucaristico, quello dell’ultima cena come quello di Emmaus, si rinnova.



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