Cattedrale di Castro in Puglia |
È
difficile parlare dell’estate senza pagare un tributo alla retorica: vacanze,
riposo, natura, preghiera… Per tante persone è tempo di duro lavoro o di
solitudine: braccianti che si rompono la schiena raccogliendo pomodori sotto il
sole cocente, stagionali che lavorano fino a ore impossibili, anziani
parcheggiati in anonime strutture di accoglienza.
Eppure
si può sempre staccare qualche giorno dalle occupazioni quotidiane e ritagliarsi
un tempo e uno spazio “altri” rispetto a quelli ordinari, tirati tra lavoro,
accompagnare i figli a scuola, pratiche da sbrigare, mille appuntamenti… Uno
stop necessario per fermarsi un attimo, guardarsi dentro, guardarsi attorno,
riappropriarsi di tempo e spazi.
Gli ulivi del Celento |
Guardarsi
attorno per riappropriandosi degli spazi. Per chi non può permettersi un
“altrove” sarà la casa, l’ambiente usuale, per altri nuovi orizzonti culturali,
paesaggistici. Per tutti l’occasione per uno sguardo nuovo sulle cose attorno a
noi, ordinarie o inusitate, fino alla “contemplazione”, parola che ha in sé il
termine “templum”: diventare capaci di meraviglia, scoprendo che anche un
angolino può trasformarsi in tempio; se deturpato, è l’invito ad un nuovo
impegno etico.
Il castello di Carso |
Infine,
darsi tempo per guardare in alto e ascoltare e parlare con quel “Tu” che dà
“senso” – sapore e direzione – alla vita. Con la speranza che la vacanza ridia
poi valore al tempo e ai luoghi ordinari.
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