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Tre giorni di eventi, comunione di esperienze, spettacoli, preghiera per ringraziare Dio di aver donato alla Chiesa questa grande famiglia carismatica, che da duecento anno cerca di portare ovunque l'annuncio del Vangelo, pur nella povertà dei mezzi e nella semplicità della vita.
Un pungo di Oblati e tantissimi laici che con loro condividono il carisma, la spiritualità, la missione.
In tante altre parti del mondo quest'anno si sono tenuti analoghi momenti celebrativi, ora è la volta dell'Italia.
La serata
di sabato è affidato ai giovani dell’MGC. Ci raccontano la loro esperienza
all’MGC di Cracovia, cantano le loro canzoni, giovano e ci fanno giocare. Livello
artistico scarso, ma nessuno lo pretende, sono semplicemente i nostri giovani,
siamo a casa, tra di noi, ci piace il clima familiare, la gioia semplice e
vera, la festa che ci coinvolge.
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Ma la
festa non si è limitata a rievocare gli inizi; è stata soprattutto condivisione
di esperienze di oggi, di vita che continua, della missione vissuta dalla
nostra gente, nei loro ambienti quotidiani.
Profondi
e intensi i momenti di preghiera. Originali le due ore passate in preghiera e meditazione
itineranti nel bosco inondato dal sole. Ad un certo momento la nostra gente ha
cominciato a ricordare, chiamandoli chiamare per nome, tanti Oblati italiani conosciuti
in tutti questi anni e ormai in cielo: li abbiamo sentiti di nuovo presentissimi
e unitissimi a noi.
I
duecento anni diventano spinta ad andare oltre, a portare avanti gli ideali
degli inizi.
Anche se non fisicamente presente anch'io ho partecipati alla festa dei 200 anni perché anch'io mi sento parte di questa famiglia nata dal carisma di sant'Eugenio. Beppe MOSCHELLA
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