“Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.
Alle prime
luci dell’alba, quindi, Francesco, prendendo con sé solo frate Masseo di
Marignano, si diresse verso Perugia, dove allora si trovava il Papa, Onorio III. Francesco chiese l’indulgenza
plenaria, riservata soltanto per i Crociati.
Nonostante l’opposizione della Curia, il pontefice gli accordò quanto richiedeva.
Nonostante l’opposizione della Curia, il pontefice gli accordò quanto richiedeva.
E qualche giorno più tardi insieme ai vescovi dell'Umbria, al
popolo convenuto alla Porziuncola, Francesco disse tra le lacrime: “Fratelli
miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso”.
Con la comunità del Movimento in Umbria |
Siamo poi stati nel focolare, proprio sulla piazza della
basilica, dove era radunata la piccola comunità locale. Assieme abbiamo vissuto
un intenso momento di comunione. È stato così bello e profondo che alla fine,
ascoltando le impressioni dei presenti, mi è sembrato di vedere attuato il
desiderio di san Francesco: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso”.
Davvero eravamo in Paradiso!
Già la mattina era iniziata con la celebrazione della messa
sulla tomba di san Francesco e con la visita del sacro convento. C’era con noi
un Francesco vivo, che aveva il volto di p. Mario e di p. Alfio.
Messa alla tomba di san Francesco |
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