Nel suo libro padre Luciano Cupia parla a lungo
delle carezze di Dio. Alla fine si domanda:
Ma noi, quando lo accarezziamo? Chi accarezza Dio?
È bello ricevere carezze, ma è ancor più bello darle!...
E allora? Vi è la preghiera, che quando la rivolgiamo a Lui diventa una
carezza. E vi sono soprattutto le opere di carità verso il prossimo. Quando noi
accarezziamo con amore i nostri fratelli, il nostro innamorato, il nostro
amico, il nostro figlio o il nostro coniuge, accarezziamo Dio.
Vi è nel Vangelo un solo episodio di una profonda e bella “carezza fisica
positiva” che viene fatta a Gesù. Naturalmente, oltre le altre che egli avrà
ricevuto dalla sua dolcissima Madre.
E riporta il Vangelo nel quale una donna bagna
di lacrime i piedi di Gesù, lo asciuga con i suoi capelli, li bacia e li
cosparge di olio profumato. Di lei Gesù dice: le sono perdonati i suoi molti
peccati, poiché ha molto amato”.
Vi lascio questo ultimo delizioso racconto – così si chiude il libro di
padre Luciano – come esempio del modo con cui possiamo accarezzare il buon Dio.
Con il bacio del perdono e la lacrime dell’amore. Così possiamo capire e
credere nell’amore. Poiché la fede è misurata dal perdono e il perdono è
misurato dall’amore.
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