Il convegno di studio sui 200 anni dall’approvazione delle Regole si è concluso. Un percorso che in tre giorni da san Pietro a Roma ci ha portato fino al sesto continente, quello del mondo digitale, che per i missionari Oblati, giunti in tutto il mondo, costituisce adesso una nuova frontiera da penetrare per annunciare anche qui il vangelo.
Un cammino storico ed esistenziale, che ci ha mostrando come
le nostre Regole sono state un pedagogo che ci ha accompagnato in questi 200
anni; una bussola che ci ha indicato la direzione; un ponte che ci ha
consentito di attraversare i passaggi più difficili; una fonte di ispirazione per la realizzazione di una moltitudine di opere a servizio del Vangelo; una guida per la missione e per la santificazione…
Con questo convegno ho raggiunto i due obiettivi che mi ero proposto: la
celebrazione dei 200 anni con una serie di studi, e suscitare una nuova
generazione di Oblati che prenda in mano l’eredità di studio e di ricerca e la
porti avanti con nuovo impegno. In questi giorni ha visto una piccola schiera di giovani pronti
a ripartire.
Nel 1976 al “Congresso sul carisma del Fondatore oggi” ero il più giovane dei partecipanti. A questo convegno sono il più vecchio! Che bel percorso!
A messa ho ricordato alcuni degli
Oblati che hanno lavorato nel campo della nostra storia e spiritualità, che ho
conosciuto personalmente e che ora non ci sono più, mi hanno lasciato solo:
Deschâtelets, Gilbert, Drouart, Mitri, Pielorz, Sion, Beaudoin… Davanti a me
non c’è più nessuno... ma dietro a me sono in tanti! Mi sono quasi
commosso nel vedere la continuità...







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