martedì 27 ottobre 2026

I sogni giovanili di p. Marcello Fidelibus

 


Questa mattina, assieme a p. Mauro Concardi, sono stato al funerale di p. Marcello Fidelibus, presieduto dal vescovo del settore.

Non oso entrare nella mole immensa di documenti che p. Marcello ha lasciato e nei suoi numerosi libri. La prima cosa che cerco, quando muore un Oblato, è la lettera che ha scritto al Superiore generale  al termine degli studi per chiedere la destinazione, la “prima obbedienza”. Si scopre sempre l’animo giovanile con le sue idealità e i suoi sogni. Ecco la lettera di p. Marcello:

5 marzo 1959

Rev. mo Padre, (…)

La considero come mio Padre amatissimo, anima e centro vitale dell'istituto, fonte di immensi tesori di vita spirituale, che per mezzo di Lei e delle Santo Regole ci vengono da Gesù Redentore e da Maria Immacolata: questo Le spiega la mia commozione nell'indirizzarle questa lettera.

Le sono grato per la possibilità che mi accorda così benignamente di aprirle filialmente il mio animo, specie in una circostanza che mi permetto di farla partecipe della mia profonda esultanza per l'ordinazione sacerdotale, che da qualche settimana mi ha reso un "altro Gesù". In questi giorni durante la meditazione e la nostra orazione serale medito lungamento sulla predilezione di Maria Immacolata, Madre nostra dolcissima, che mi ha come guidato con mano materna alla meta della vita religiosa, sacerdotale e apostolica tra tanti ostacoli e difficoltà: le ripeto continuamente il mio grazie riconoscente.

Ma dopo la Madonna vorrei dire a Lei e alla Congregazione, di cui è la guida e il pastore, la mia gratitudine per i begli anni passati nelle nostre case di formazione: ho avuto ogni tanto l'occasione di vederla accanto a noi nelle nostre case apostoliche, a Ripa, a S. Giorgio, e conservo un ricordo indimenticabile di Lei, del suo cuore ardente in cui si ripercuotono tutti i problemi, le gioie e le difficoltà della congregazione e della Chiesa (…).

Con tutto ciò devo dirle con sincerità di aver approfittato solo in parte delle loro cure paterne [dei formatori] e di sentirmi tanto povero e piccolo, impari ai compiti sublimi che stanno per essermi affidati nella vigna del Signore; tuttavia Dio mi ha donato (…) con generosità, quindi da parte mia è un dovere rigoroso di giustizia tener fede agl'impegni solenni, totalitari e illimitati da me presi nella mia oblazione religiosa. È dunque appoggiato sulla protezione di Maria, fiducioso nell’aiuto di tanti confratelli che come me si sono donati alla Chiesa e alle anime, vedendo nei Superiori gli immediati rappresentanti di Dio e la via diretta che si apre dinanzi alla mia anima per giungere a Dio, che mi metto totalmente nelle sue mani perché faccia di queste suo umile figlio quello che più le piace per la gloria di Dio e la salvezza delle anime.

Lei sa, amatissimo Padre, che ho avuto molto a soffrire a causa dell'opposizione della famiglia alla mia vocazione: anche ora mamma à sola con due fratelli per nulla docili e ha tanto bisogno di aiuto materiale e morale, ma creda che ciò non è minimamente di ostacolo alla disponibilità con cui attendo l'ubbidienza: la famiglia e i suoi problemi li ho rimessi con l'oblazione perpetua e l'ordinazione sacerdotale nel Cuore Sacratissimo di Gesù: Lui mi ha voluto oblato e sacerdote e Lui provvederà per loro.

Ché se desidera saper quali siano le mie preferenze Le dirò che dallo studio e della meditazione di ogni giorno mi è nato nell'anima un profondo desiderio di realizzare in me e intorno a me l'"Ut omnes unum sint" del Vangelo: l'unità delle anime nella carità, caratteristica principale del nostro Istituto. Il Corpo Mistico di Cristo è l'idea spirituale che domina il nostro tempo come contrapposta all'unità organizzata di Satana del comunismo che minaccia il mondo intero. Con viva gioia ho ascoltato il Rev.mo P. Drouart che ha molto insistito allo scolasticato e in provincia nei suoi atti di visita su questa idea che, se attuata alla luce delle S. Regole e del Vangelo, diventa fonte di fervore soprannaturale all'interno della comunità e di irresistibile irradiazione spirituale e apostolico per i fedeli. Spesso vengono allo scolasticato i missionari del Laos, il Rev.mo P. Drouart ce ne ha parlato lungamente: non posso fare a meno di desiderare la missione del Laos dove dilatare il mistico Corpo di Cristo nelle anime di tante povere popolazioni, minacciate dal comunismo e in preda alle superstizioni nefaste del paganesimo. Sono pronto, Rev.mo Padre, a donare tutto me stesso al vicariato del Laos.

Così pure attraverso le riviste e i contatti coi nostri missionari in Italia sento tutta l'angoscia della corruzione materialistica che imperversa sulle nostre popolazioni, ogni italiano su quattro oggi ha rinnegato la Chiesa ed è iscritto a un partito ateo; e quanti gaudenti, indifferenti, tiepidi; tra i buoni, forse anche tra i sacerdoti, quanti pentiti, scoraggiati...

Desidererei darmi a uno di questi due ministeri a cui mi son preparato studiando, pregando, meditando: l'ultima scelta la lascerei a Lei e al Signore.

Il giorno della mia prima Messa mi son detto che all'altare son giunto perché il Signore ha voluto così e anch'io contro tutte le circostanze e difficoltà liberamente lo ho voluto; ora da sacerdote voglio far parte del "battaglione perduto" del buon Dio, che ha dato tutto, anima e corpo per la santità e la Chiesa; questo programma sarà per me un dovere di soldato a cui l'Immacolata mi aiuterà a tener fede.

Ecco, Rev.mo Padre, che interamente e come a un vero Padre Le ho aperto l'anima: attendo ora pregando e studiando la sua volontà su di me e nella mia anima io la comincio a vivere, offrendo fin da ora tutto per le anime che mi verranno affidate.

Ogni giorno La ricordo con tutta l'amministrazione generale con le loro intenzioni, nel Santo sacrificio della Messa. Mi benedica,

in Gesù e Maria Immacolata,
l'ultimo e più umile dei suoi figli,
P. Marcello Fidelibus o.m.i.

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