mercoledì 7 ottobre 2026

Ognuno e tutti insieme...



Grazie al dono della bilocazione oggi ho continuato il ritiro alle suore vicine di casa e ho partecipato all’incontro dei monaci e monache della Comunità di Betlemme, a Gubbio.

Quest’ultimo è stato un incontro particolarmente profondo, nel quale tra l’altro ho ricordato come il carisma è dunque affidato ad ogni singolo membro della comunità e ognuno se ne deve sentire responsabile, mettendo a suo servizio le doti, senza rassegnazioni o pigrizie, ma con audacia e creatività.

Nello stesso tempo occorre evitare le fughe solitarie e le digressioni che potrebbero snaturare la natura dell’Istituto, garantendo l’unità della famiglia carismatica e agendo “nella coesione della comunità”.

L’icona più adeguata dell’esegesi e dell’approfondimento del carisma è quella dei due discepoli di Emmaus. Il Risorto – leggiamo nel Vangelo di Luca – accompagnandosi ai discepoli, dierméneusen, ossia spiegò, interpretò la Scrittura. Vi è, in questo accompagnamento, un grande insegnamento ermeneutico. Quell’unirsi del Risorto al viaggio che i discepoli stavano compiendo indica come la vita della Chiesa, e in essa di ogni carisma collettivo, è un viaggio, e Cristo continua a essere il viaggiatore che ancora vi si accompagna. La comprensione del carisma sarà allora un viaggio, un crescere che acquista le dimensioni del tempo e della storia, verso una ininterrotta, progressiva e sempre più profonda comprensione del mistero, sorretta e guidata dal Risorto stesso in mezzo a noi, datore dello Spirito.

È il cammino che ogni comunità è chiamata a percorrere: «Con l’amore di Dio diffuso nel cuore per mezzo dello Spirito Santo – afferma Perfectae caritatis, 15 – la comunità come famiglia unita nel nome del Signore gode della Sua presenza». “Gode” indica la stabilità di questa presenza che accompagna il cammino della comunità…

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