Mi domandavo: ma perché devo sempre parlare, fare conferenze…
e poi in zoom, senza contatto diretto con le persone… e poi con gruppi che non
conosco… Quanto hanno insistito queste per me sconosciute suore Domenicane dell’Immacolata
Concezione. Ma che ho a che fare con loro? Sì, qualcuna di loro ha seguito i
miei corsi che do al Dicastero per la vita consacrata, e quindi in teoria mi
conoscono, ma io non le ho mai viste…
Ed ecco tornare questa terribile frase di Gesù: “Gratuitamente
avete ricevuto, gratuitamente date”. Sì, ho ricevuto tanto e devo dare tanto.
Comunque apro il computer con un po’ di scetticismo. La faccio una ventina di
minuti prima dell’appuntamento e già vedo sullo schermi tanti volti che sono
già connessi, che si salutano tra di loro: 230 suore in 57 punti di ascolto, che
svolgono la loro missione in Italia, Spagna, Francia, Ecuador, Messico,
Argentina, Perù e Stati Uniti… Mi trovo subito a mio agio e posso dire le
solite cose con convinzione e passione.
Segue un lungo spazio di condivisione. Tante prendono la
parola e scoprir che alcune lavorano tra i lebbrosi, altre nell’educazione,
altre in zone molto povere… Mi si spalanca davanti un mondo.
Sono 200 anni dalla nascita della fondatrice, Françoise-Geneviève
Portalet. Già, è una figlia spirituale di padre Dassy, un Oblato del tempo nel
nostro fondatore. Poi incontra un domenicano e fonda le domenicane, ma mette
loro il nome di Maria Immacolata, secondo quanto ha imparato da p. Dassy… Ci
scopriamo cugini!

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